Rifiuti, parla il patron di Rida Ambiente: "Ecco perché abbiamo detto no all'immondizia di Roma"

Fabio Altissimi, amministratore della società che gestisce il Tbm di Aprilia, spiega le ragioni del suo no a quanto prescritto nell'ordinanza regionale emanata per risolvere l'emergenza romana

Il Tbm di Rida Ambiente

Fabio Altissimi, patron di Rida Ambiente, ha detto no alle prescrizioni dell'ordinanza che sulla carta dovrebbero salvare Roma dall'emergenza rifiuti. Il suo impianto Tbm (Trattamento biologico meccanico) di Aprilia, a 40 chilometri circa dalla Capitale, fa parte della lista di quelli che sulla carta dovrebbero fare "i compiti a casa". Tradotto: accogliere l'immondizia abbandonata sulle strade della città fino al massimo delle proprie capacità. Ma in queste ore è arrivato il no, scritto e inviato dalla società ad Ama, Presidenza del Consiglio, Comune di Roma, Regione Lazio, Prefettura, Ministeri dell'Ambiente e degli Interni.

"Si conferma con rammarico l'attuale impossibilità oggettiva di fornire ulteriore supporto ad Ama". Una risposta "inaccettabile" per la presidente di Ama Laura Melara, nel frattempo impegnatissima a far lavorare la sua macchina aziendale per ripulire Roma, lo chiede sempre l'ordinanza, in sette giorni. Un'impresa titanica che senza i necessari sbocchi negli impianti di trattamento e smaltimento rischia di risultare impossibile. Dal canto suo, la Rida parla di leggi e norme da rispettare quanto meno per la sua tipologia di impianto, e di un'ordinanza che nei fatti, per come scritta, non consentirebbe di andare in deroga ai paletti normativi. 


Dott.Altissimi, perché avete negato ad Ama il conferimento di rifiuti ulteriori? C'è un'ordinanza regionale che vi obbliga a farlo. 

L'ordinanza non fa nient'altro che limitare il nostro stabilimento a fare quanto previsto per legge e cioè produrre un minimo del 43% di CSS (combustile da rifiuto destinato ai termovalorizzatori, ndr), ma noi questo già lo facciamo, per questo non possiamo trattare più rifiuti. Non possiamo scendere sotto questa soglia, ma se aumentiamo il quantitativo non abbiamo sbocchi nel termovalorizzatore di Acea, che è saturo. 

La sua è una critica aperta al presidente Zingaretti?

L'ordinanza di Zingaretti non fa altro che confermare il progetto dei tritovagliatori già portato all'attenzione di Clini per superare l'emergenza romana che si era creata nel periodo in cui lui era ministro. Da quel momento in poi nella Regione Lazio non si sono più autorizzati e pianificati impianti industriali all'avanguardia. A oggi non c'è nemmeno un nuovo piano regionale, ma dentro l'ordinanza viene lasciata aperta la possibilità di fare impianti in deroga. 

Ci spiega meglio perché l'ordinanza secondo lei favorisce gli impianti TM (Tritovagliatori)? 

Gli impianti TM assieme trattano circa 900mila tonnellate, quasi 2/3 di queste peraltro riconducibili allo stesso gruppo. L'ordinanza sembra forzare la mano sull'apertura di un impianto di Guidonia, già sequestrato. Il rischio è che il modello laziale finisca per riprodurre quello campano, ovvero STIR e montagne di balle annoverate tra gli stoccaggi "temporanei" o capannoni stipati di pseudo materie prime seconde. Vi ricordiamo che oggi l’Italia paga una sanzione alla comunità europea di 150.000 euro al giorno per le ecoballe ancora stoccate in Campania. Rida comunque è in forte contrasto con l'apparente volontà del governo regionale sul tema rifiuti. 

Ossia?

La volontà della regione è di portare i rifiuti in discarica. Lo hanno stabilito con la delibera 199 del 2016 e riconfermato con le linee guida del nuovo piano regionale. L'impianto industriale di Rida ha per oggetto il recupero del CSS per la produzione dell'energia elettrica e quindi è in questo senso in contrasto. 

Ma nella crisi dei rifiuti la sindaca Raggi non ha colpe?

Raggi è competente per la raccolta dei rifiuti e non per la pianificazione del loro destino.

Infatti proprio sulla raccolta l'ordinanza pone tutta una seria di prescrizioni...Non ci sono solo gli impianti ecco. 

Zingaretti ha fatto una specie di manuale d'uso di come vanno impiegati dipendenti e mezzi di AMA, ma non ci pare che questo sia compatibile con il suo ruolo e con i contenuti che la legge attribuisce alle ordinanze in materia di emergenza rifiuti.

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