Piani di zona, la svolta di Berdini: "Revochiamo le concessioni in due quartieri"

Nel mirino i quartieri di Tor Vergata e Castelverde dove lunedì prossimo sono in programma 23 sfratti. "Lo impediremo" le parole dell'assessore. Dura la replica di Asia Usb: "Sono mesi che lo chiediamo"

L'assessore Paolo Berdini

Diventa rovente il clima sui piani di zona della Capitale. E non solo perché mercoledì scorso una coppia di anziani è rimasta per strada dopo uno sfratto che ha richiesto un ingente schieramento di forze di polizia. I nervi sono tesi ormai da giorni. E' L'Espresso a pubblicare l'audio di uno scontro verbale tra l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini e l'avvocato Vincenzo Perticaro che difende insieme ad Asia Usb decine di inquilini dei piani di zona, il primo ad aver denunciato in Procura quanto stava avvenendo.

Il contesto è quello di una riunione tra un gruppo di inquilini, l'assessore, l'avvocato, il sindacalista di Asia Usb Angelo Fascetti e il presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito. "Ci eravamo lasciati a luglio con l'accordo che l'assessore avrebbe contattato tramite la sindaca Raggi il Prefetto, ma non abbiamo più saputo nulla" le parole di Perticaro. "Non l'avete chiesto, se devi fare polemica mi alzo e me ne vado" la reazione di Berdini. "Sei sparito" la controreplica. Così la dura reazione dell'assessore: "Sarà sparita tua sorella". E poi ancora: "Pezzo di merda". 

Parole dure che testimoniano come la complicata eredità dei piani di zona, su cui l'amministrazione Raggi ha promesso ordine, sta mettendo a dura prova la squadra pentastellata. La richiesta degli inquilini organizzati dal sindacato, fin dalle precedenti amministrazioni, è quella porre ordine alla giungla intricata dell'edilizia convenzionata, tra prezzi gonfiati e opere mai concluse, applicando le sanzioni previste dalle convenzioni e arrivando, nei casi più urgenti, alla revoca stessa. Con conseguente estinzione del diritto di superficie.

E se il problema sussiste a macchia di leopardo in tanti piani di zona, i fari erano stati accesi su quattro casi ritenuti più urgenti: Castelverde, Tor Vergata, Borghesiana e Longoni. E' proprio in quest'ultimo che mercoledì scorso è stata sfrattata una coppia di anziani. Ha denunciato Asia Usb: "Il loro sfratto per morosità è stato richiesto da un privato cittadino che ha acquistato dalla società costruttrice e affittato, in palese violazione di legge, la casa di edilizia agevolata nonostante i due anziani coniugi abbiano pagato per anni canoni illegalmente maggiorati".

Oggi l'annuncio via Facebook dell'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini: "Oggi inizia il processo di revoca delle concessioni dei due piani di zona più caldi di Roma: Castelverde e Tor Vergata, dove famiglie oneste che hanno pagato centinaia di migliaia di euro ciascuna per comprare la casa dei propri sogni, stanno rischiando di essere sfrattate. Lunedì mattina, il 24 ottobre, ci saranno e li fermeremo, 23 sfratti a Castelverde". 

Un annuncio 'storico', arrivato dopo diversi incontri con le parti (uno dei quali relativo all'audio relativo al 14 ottobre) che si propone di porre fine a due vicende complesse, che si trascinano da anni. In entrambi i casi, in sintesi, come più volte denunciato dal sindacato Asia Usb, per chiudere l'acquisto sono state richieste somme superiori a quelle 'agevolate' pattuite dalla convenzione tra i costruttori e l'amministrazione capitolina che aveva fissato un prezzo massimo di cessione.

Un prezzo più basso rispetto a quello di mercato in quanto, per la realizzazione di tali alloggi, le società costruttrici avevano ottenuto dei finanziamenti pubblici tra cui anche terreni comunali. Ne è nato un complesso braccio di ferro giudiziario. Nel caso di Castelverde i 'promissari acquirenti' sono stati prima dichiarati occupanti senza titolo, la società costruttrice è fallita e le case sono state messe all'asta nonostante fossero già stati riconosciuti i soldi per il loro acquisto. A Tor Vergata, invece, i promissari acquirenti, anche qui a somme già versate, sono stati estromessi dalla cooperativa e posti sotto sfratto. 

Come spiega lui stesso nel video, Berdini ha prima tentato di risolvere la situazione con una trattativa con il curatore fallimentare. "Era l'unico modo per risolvere la questione" spiega. "Ma questa non è andata a buon fine. Così si è arrivati alla decisione di revocare le concessioni. "Il Comune di Roma porterà fino in fondo la revoca del diritto di concessione, in questo modo potremo fermare gli sfratti perché è illegittimo che famiglie oneste vengano sfrattate dai delinquenti e dagli imbroglioni".

Dura la reazione di Asia Usb che mercoledì ha tentato di resistere allo sfratto: "Sono tre mesi che Asia.Usb chiede l'applicazione della legge e il rispetto del programma del Movimento cinque stelle" si legge sulla pagina Facebook del sindacato. "Fino ad oggi siamo stati inascoltati dalla giunta Raggi e il 19 due anziani hanno pagato con lo sfratto l'indifferenza dell'amministrazione comunale. Oggi finalmente, e non venerdì 14 quando abbiamo chiesto la revoca per i coniugi Ridolfi, l'assessore Berdini annuncia le revoche delle concessioni, quando la situazione è arrivata al limite". Il riferimento è a lunedì mattina quando 23 appartamenti a Castelverde verranno messi all'asta e agli sfratti di novembre per gli appartamenti di Tor Vergata. "Se oggi il tema dell'edilizia pubblica è diventato di dominio pubblico è anche merito degli inquilini resistenti che si sono battuti e continueranno a battersi come leoni per il ripristino della legalità per il diritto alla casa". 

La decisione di Berdini sancisce uno spartiacque in una vicenda che si trascina ormai da decenni dove i mancati controlli dell'amministrazione pubblica, in primis nella determinazione dei prezzi, hanno fatto si che per anni gli inquilini pagassero molto di più del dovuto con guadagno 'doppio' da parte dei costruttori. Un fenomeno di vaste proporzioni, sono decine i piani di zona sul territorio comunale, che negli anni scorsi ha portato la magistratura a stabilire anche dei sequestri di alcuni di questi appartamenti. La precedente amministrazione aveva riscritto le tabelle con i prezzi. Ma non tutti i costruttori si sono adeguati (molti hanno fatto ricorso al Tar) tanto che uno degli ultimi atti della Giunta Marino fu l'approvazione di una delibera che stabiliva sanzioni per le imprese di costruzione e per le cooperative dei piani di zona che non rispettano le correzioni. Sanzioni che non sono arrivate.

Intanto proseguono anche le indagini della magistratura. Come riporta L'Espresso nel medesimo articolo "ieri la Procura ha chiuso quindici fascicoli con oltre trenta indagati per truffa. Il pm Francesco Dall'Olio ha riscontrato un insidioso e diffuso accaparramento di contributi pubblici da parte della quasi totalità delle cooperative edili a ridosso del GRA, senza che queste rispettassero i vincoli stabiliti da convenzione".

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