I ciclisti mollano Esposito: "E' un ignorante. Toglietegli la delega alla ciclabilità"

L'assessore replica alle associazioni e al resoconto diffuso ieri sul faccia a faccia in Campidoglio: "Ho sbagliato a parlare con loro, non rappresentano nessuno, non lo farò più"

"Ho sbagliato a incontrare queste associazioni, non ci parlerò più". Con i ciclisti, Esposito si difende attaccando. A suo dire il resoconto del faccia a faccia di ieri, pubblicato dal nostro giornale, non racconterebbe il vero, e gli interlocutori che lo hanno diffuso avrebbero "stravolto il senso" delle sue parole. Lo dice all'agenzia di stampa Omniroma e lo rilancia sul suo sito internet. 

Ma di fatto non smentisce il quadro disastroso della mobilità romana che esce da quei 40 minuti di colloquio finiti sotto accusa. Un confronto registrato per intero in un file audio. E ad ascoltarlo non sembrerebbe esserci stato, da parte delle associazioni, nessun fraintendimento. 

Conferma nella nota stampa che "così come è stato raccontato il Grab ha dei seri problemi". Che lo ha bloccato per "rivedere la progettazione" e che l'apertura per Dicembre (Giubileo) ce la possiamo scordare. "Ho dato indicazioni agli uffici di rivedere la progettazione e averne una di qualità: non mi interessa ‘vendermi’ la realizzazione di un Grab fatto con due strisce per terra". Concetti che ha espresso identici durante l'incontro. Ma i contenuti di quel file vanno ben oltre, e sostengono un'analisi dei trasporti capitolini impietosa. 

Dalle bike lanes (promesse da Marino) che non si faranno così come progettate, senza protezioni, perché "morti sulle strade non ne voglio", alle zone 30 fatte per il Giubileo, solo "palliativi" senza controlli elettronici ("troppi costosi"), o umani (impraticabili "perché di vigili non ne abbiamo abbastanza). Da una Roma dove manca, letterale, "un piano della mobilità che abbia un senso" (frase che ne boccia di fatto l'autore, il suo predecessore Improta), alle urgenze che non riguardano certo la rete del trasporto privato. Far funzionare gli autobus per l'Anno Santo, è quella la priorità. Tutto il resto aspetterà, forse in eterno. Niente di tutto questo però trova smentite o rettifiche nella nota di Esposito. Ammesso e non concesso che le sue parole siano state equivocate, cosa voleva dire?

Intanto con i rappresentanti incontrati ieri, (Vittime della Strada, Vivinstrada, Isfol e Salvaiciclisti) l'assessore ha detto, con altrettanta chiarezza, che non si confronterà più. "Evidentemente ho sbagliato a incontrare queste associazioni, che tra l’altro spesso non rappresentano nessuno, e con le quali non parlerò più". Frase che non resta senza risposta.  

E c'è già chi chiede la sua testa. Così Paolo Bellino, di #salvaciclisti: "Ha dimostrato completa ignoranza della ciclabilità moderna, non dovrebbe occuparsene più. Chiediamo che la delega alla ciclabilità venga assegnata a un assessore dedicato, e soprattutto competente. non incontrare questo assessore non sarà certo un danno, e ne guadagna il nostro fegato". Interpellate dalla redazione, le altre associazioni che hanno partecipato all'incontro scelgono il silenzio stampa, almeno per il momento. 

Mentre dall'opposizione chi commenta non manca. "Ora che ha elencato le cose che non farà, l'assessore Esposito dia un senso al suo incarico altrimenti può anche tornare a Torino - dichiara il consigliere regionale Fabrizio Santori - ci dica se ha progetti per il futuro, perchè i cittadini romani hanno bisogno di opere e servizi efficienti, ma prima ancora di una giunta che ami Roma e che guardi alla rinascita di questa città, al di là delle poltrone che appioppano al primo che capita".

E ancora il consigliere della Pisana, Fabio de Lillo: "Il Grab può attendere: l'assessore Esposito boccia senza mezzi termini il progetto del Grande Raccordo Anulare delle bici sbandierato mesi fa da Marino. Come al solito il sindaco vacanziero ha fatto i conti senza l'oste: ha annunciato ai quattro venti chilometri e chilometri di piste ciclopedonali, prefigurando una nuova mobilità sostenibile, e invece il progetto torna nel cassetto. Il Grab per ora resta solo una promessa, una delle tante andate in fumo del sindaco Marino". 

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