Ater di Roma, arriva in soccorso la Regione. I dipendenti restano però senza stipendio

L'Ater di Roma ha accumulato un debito di 550 milioni di euro a causa del mancato pagamento di ICI e IMU. Equitalia offre la possibilità di rottamare la cartella, ma l'azienda non dispone delle risorse per pagare neppure la prima tranche. Interviene in soccorso la Regione

C'è una maxi cartella da rottamare. E pochi giorni per farlo. A monte, c'è la mancanza di liquidità da parte di un'azienda come l'Ater di Roma. Un patrimonio infinito, cinquantamila alloggi in tutta la Capitale ed un mare di debiti. Cinquecentocinquanta milioni di euro: un buco che è  figlio del mancato pagamento dell'ICI e dell'IMU.

La cartella che Equitalia ha chiesto di pagare all'Ater, può beneficiare di una rottamazione. Ma come per qualsiasi altro soggetto pubblico o privato che sia, il termine ultimo per ottenere il dimezzamento di quest'importo, è fissato per lunedì 31 luglio. Quella è la scadenza entro la quale, l'Ater di Roma, deve pagare la prima tranche: 68 milioni di euro. Una cifra importante, di cui l'azienda non dispone. Un grattacapo enorme perchè, se non si salda entro la fine del mese, la rottamazione svanisce. E si torna al debito originario, di 550 milioni di euro.

Alla disperata ricerca di liquidità

Per cercare di arginare questa possibilità, e trovare le risorse per pagare la cartella, l'Ater di Roma ha messo all'asta numerosi locali commerciali. Sono 46  unità immobiliari, da cui si punta a ricavare 22 milioni. E 3 lotti di terreni su cui si vantano diritti edificatorii, dai quali si spera di ottenere 16 milioni. Ma, nella corsa contro il tempo, quelle risorse non saranno disponibili per pagare la prima tranche.

La domanda uscita allo scoperto

La preoccupante situazione è stata portata all'attenzione della Regione con un'interrogazione, presentata dai consiglieri pentastellati Porrello e Perilli. "Abbiamo capito che tra Ater di Roma e Regione c'è stato un carteggio. Quello che vogliamo sapere è se la Regione darà una mano ad un'azienda che, per suo conto, fornisce servizi a cittadini che vivono dei disagi e che hanno diritto ad una casa. La Regione – ha domandato Porello alla Giunta Zingaretti – si farà garante per finanziare il prestito con cui rottamare i 550 milioni?"

L'origine del maxi debito

La cifra che l'Ater di Roma deve alla fiscalità generale, è figlia di una mancato pagamento ultradecennale di ICI ed IMU. Tasse che, un'azienda che si occupa di dover garantire il diritto alla casa ai cittadini, secondo le precedenti gestioni manageriali, non era corretto pagare. "Le  gestioni passate hanno presupposto un fatto, che prima o poi sarebbe arrivata una legge nazionale (per sanare questa situazione ndr) e così hanno fatto finta di nulla, creando un buco gigantesco" ha sottolineato il consigliere Porello. La legge non è mai arrivata.

Dalla regione arriva la fumata bianca

"C'è un problema di responsabiltà nella continuità amministrativa, si è aspettato una norma nazionale  che dicesse che  non si doveva pagare quella montagna di ICI - ha ricordato l'assessore regionale al Patrimonio, Demanio e Bilancio Alessandra Sartore - di conseguenza però, quei soldi sarebbero dovuti essere recuperati nella fiscalità nazionale. Per questo nessuno se l'è sentita, nè il governo nè il parlamento - ha ricostruito la vicenda l'assessra -  Arrivati a questo punto, mi sono assunta la pesantezza di questo problema sulle spalle e daremo la garanzia". La comunicazione, annunciata formalmente mercoledì 26, arriva a pochi giorni dal termine ultimo per il pagamento della prima tranche.

Senza stipendi i dipendenti

Nel frattempo, a confermare che nelle casse dell'azienda è rimasta una scarsa liquidità, arriva un'altra notizia. "Per la prima volta nella storia, ai dipendenti dell'Ater di Roma non sono stati pagati gli stipendi - fa sapere, due giorni dopo l'annuncio dell'assessora Sartore,  il consigliere regionale ìdi Fratelli d'Italia Fabrizio Santori - Questo è il risultato di una gestione scellerata, portata avanti sotto lo sguardo compiacente della Regione Lazio. Ora siamo arrivati al braccio di ferro tra i vertici dell'Azienda, che chiedono alla Regione di garantire la prima rata da 200 milioni del maxi debito Ater con Equitalia, e il presidente Zingaretti, che aveva detto di non voler intervenire. Pare che per dimostrare che la situazione è gravissima, il direttore generale Mazzetto abbia pensato bene di non firmare gli stipendi, benché vi fosse la disponibilità di cassa. È uno scandalo, perché a pagare sono i dipendenti". Secondo il consigliere regionale, a questo punto "La soluzione vera è quella di mandare a casa tutti i commissari delle Ater e di aprire una nuova fase". Prima occorre pagare la prima rata ad Equitalia. In assenza della quale il debito torna a 550 milioni. Cosa che porta ad una sol

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