Referendum Atac, a Roma domenica 11 novembre si vota: tutto quello che c'è da sapere

I quesiti referendari, le ragioni del 'sì' e quelle del 'no', come si vota

Referendum Atac, si vota. Domenica 11 novembre i cittadini romani sono chiamati a esprimersi con un referendum consultivo sul futuro del trasporto pubblico della Capitale. Con la consultazione ci si potrà dichiarare a favore o contro la messa a gara del servizio e alla conseguente apertura alla concorrenza del mercato. Il referendum è sulle modalità di gestione del tpl cittadino ed essendo la municipalizzata comunale Atac il principale gestore con affidamento in house (tranne il 20 per cento delle linee di superficie periferiche affidate al consorzio ‘provato’ Roma Tpl) il voto rappresenta una consultazione sulle sorti dell’azienda pubblica, per la quale è stata avviata la procedura di concordato preventivo. 

I due quesiti

Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”. 

Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”. 

Il comitato promotore

Il referendum è promosso dai Radicali Italiani e di Roma, dalla lista +Europa, dall’associazione politica Movimenta e da Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori. Presidenti del Comitato promotore Mobilitiamo Roma sono il deputato di +Europa e segretario dei Radicali Italiani, Riccardo Magi, il consigliere regionale del Lazio di +Europa, Alessandro Capriccioli, e Francesco Mingiardi della direzione dei Radicali Italiani. 

I sostenitori del ‘No’ 

Più composito il quadro dei comitati che si sono costituiti in sostegno al ‘No’. Atac bene comune, sostenuto dal deputato e consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina, e dall’ex assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi, Paolo Berdini. Il comitato Utenti e Lavoratori in difesa del trasporto pubblico, animato da una serie di realtà tra cui l'Unione Sindacale di Base e l'ORSA, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, Cinecittà Bene Comune, collettivi studenteschi e comitati territoriali. Il comitato Mejo de no, composto da cittadini, attivisti, singoli e gruppi, e da una serie di amministratori locali, anche del Pd, nonostante il partito romano, in seguito a una recente votazione all’interno dei circoli, abbia deciso per il ‘sì’. A favore del ‘no’ anche i sindacati CGIL Roma e Lazio, UST CISL di Roma Capitale e Rieti, UIL di Roma e Lazio. 

L'intervista a Paolo Berdini presidente del comitato Atac Bene Comune

Le ragioni del Sì

A sostenere le ragioni del ‘Sì’ il comitato promotore Mobilitiamo Roma. Il referendum, scrivono sul sito, “darà finalmente una voce ai cittadini sul futuro della città. Dopo anni di inefficienze, sprechi e logiche clientelari votando sì potremo porre fine al monopolio di Atac e mettere a gara il servizio, a una o più aziende, sotto il diretto controllo del Comune di Roma”. Continuano: “Nelle condizioni attuali di Atac, fallita nei fatti, qualsiasi altra proposta sarebbe irrealizzabile e condurrebbe alla svendita del servizio ad un solo privato”. 

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Le ragioni del ‘no’

Diverse e composite, a seconda del comitato, le ragioni che sostengono il ‘no’. Tra queste l’esperienza di Roma Tpl, il consorzio privato che gestisce le linee bus periferiche, pari a circa il 20 per cento del servizio di superficie. A più riprese, i soggetti favorevoli al ‘no’ hanno definito il servizio “scadente” ricollegandosi soprattutto alle difficili condizioni dei lavoratori, rimasti spesso senza stipendio, e alle inevitabili conseguenze sull’utenza. Anche a Londra, sottolineano i sindacati, “nel settore metro-ferroviario si è deciso di fare un passo indietro perché il servizio non era adeguato”. Altro timore dei sindacati: “I privati hanno interesse a fare profitti e non a fornire un servizio adeguato”. 

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Per altri, come il comitato ‘Mejo de no’, Roma presenta un problema infrastrutturale che vede la maggioranza del servizio erogata con autobus in quanto la rete di metro e tram è limitata. “Con questa infrastruttura liberalizzare comporterebbe una riduzione del servizio”, in quanto a servizio invariato e con lo stesso problema infrastrutturale da gestire “bisognerebbe solo posizionare la produzione di debito”. Anche l’espansione incontrollata della città è “una questione strutturale che genera deficit” scrive Berdini e “che nessun assetto societario può mutare”. Ad Atac, la proposta di Usb, “devono essere date le risorse che merita”. 

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Lo schieramento dei partiti politici

Il Movimento cinque stelle al governo del Campidoglio si è da sempre schierato per il ‘no’. La stessa sindaca Virginia Raggi lo ha sottolineato a più riprese: i romani, scegliendo una forza politica come quella pentastellata, “sono già espressi due anni fa” ha affermato in più occasioni. A favore del ‘no’ nello schieramento capitolino figurano anche la sinistra di Stefano Fassina e i partiti di destra come Fratelli d’Italia. Il Partito democratico di Roma, in seguito a una consultazione che si è tenuta in tutti i circoli, ha optato invece per il ‘sì’, nonostante al suo interno figurino diversi esponenti favorevoli al ‘no’. 

Il referendum consultivo

Quello di domenica è un referendum consultivo. L’amministrazione non è quindi obbligata a seguire l’esito del voto. Il peso politico però non è irrilevante e difficilmente un’amministrazione ne può non tenere conto. La sindaca Virginia Raggi, a margine di una conferenza stampa su Atac, aveva affermato: “Il referendum ha valore consultivo. Qualunque sarà il risultato ne terremo conto per migliorare sempre di più”. 

Il quorum 

Fino al 31 gennaio del 2018 lo statuto di Roma Capitale prevedeva il necessario raggiungimento di un quorum fissato al 33,3 per cento dei cittadini aventi diritto al voto, pari a circa 650 mila persone. A partire da quella data l’Assemblea capitolina ha introdotto una modifica togliendo la soglia del quorum. Sempre il 31 gennaio è stato proclamato il referendum. Secondo quanto affermato dall’amministrazione, per il referendum dell’11 novembre vale il vecchio statuto, ed è quindi necessario il quorum. Il comitato promotore invece sostiene che vale il nuovo regolamento perché “fa fede la data di celebrazione”. Per questo, ha fatto sapere il segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi, “valuteremo se sottoporre la questione al Tar”. 

Il voto e le schede

Agli elettori verranno consegnate due schede di colore diverso, una per ciascun quesito. Su ognuna di queste schede sarà riportato il quesito formulato nella richiesta di referendum, letteralmente riprodotto a caratteri chiaramente leggibili, e due rettangoli con all’interno le diciture ‘Si’ e ‘No’. Il voto avrà inizio alle ore 8 di domenica 11 novembre 2018 e terminerà il 20 dello stesso giorno. Lo scrutinio partirà immediatamente dopo la chiusura delle urne. 

La campagna referendaria

La campagna referendaria è iniziata il 12 ottobre, trenta giorni prima della data stabilita per lo svolgimento del referendum e termina alle 24 di venerdì 9 novembre. Oltre questa ora sarà vietata ogni forma di propaganda. 

Chi può votare

La votazione si svolge a suffragio universale e vi potranno partecipare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, nonché coloro che, appartenendo ad una delle categorie previste dall’art. 6 dello Statuto, si siano appositamente registrati tra l’1 ottobre e il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di svolgimento dei referendum.

Ecco le categorie che, solo se registrati entro il 31 dicembre 2017, possono votare anche senza residenza

• i cittadini non residenti a Roma, che godono dei diritti di elettorato attivo ed esercitano in essa la propria attività prevalente di lavoro;

• gli studenti non residenti a Roma, che godono dei diritti di elettorato attivo ed esercitano in essa la propria comprovata attività di studio, presso scuole o università;

• gli stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, legittimamente presenti nel territorio nazionale e residenti a Roma o ivi aventi il domicilio per ragioni di studio o di lavoro.

Possono votare anche i cittadini residenti all’estero, informati a decorrere dal 45esimo giorno precedente alla votazione, con apposito avvisto pubblicato sul sito di Roma Capitale. Per esercitare il diritto al voto, l’elettore dovrà presentare un documento valido e la tessera elettorale nella quale però, essendo un referendum cittadino, non verrà posto alcun timbro. 

Dove chiedere la tessera elettorale

I cittadini sprovvisti di tessera elettorale valida, che, pur avendone diritto, siano stati esclusi dalla compilazione delle liste elettorali, possono presentare domanda di ammissione alla Commissione Elettorale Comunale presso l’ufficio elettorale di Via Petroselli 50 tutti i giorni lavorativi nei normali orari di apertura al pubblico e, nel giorno della votazione, con orario 8:00 – 20:00.

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Commenti (43)

  • ricordiamoci autostrade in mano a benetton. prova a prenderle e guarda quanto paghi , e anche se paghi non e' detto che arrivi se passi su un cavalcavia.

    • A parte la sciagura di Genova, dove comunque bisogna ancora capire, le autostrade italiane non sono tenute male. Magari i trasporti a Roma fossero sullo stesso livello...

    • quelle gestite da ANAS invece sono ottime

  • ma chi scrive...ha mai preso un autobus o una metro? Se fosse privatizzata...la fermata della metro repubblica dopo 16 giorni ancora è chiusa per una scala mobile rotta...ce ne sono altre 5 e 2 ascensori....oltretutto fermata al centro e figuraccia con i turisti. Ore ad attandere bus e metro...e poi vieni a sapere che mentre tu aspetti un bus, l'autista si è buttato malato o ha la 104 e si sta facendo il secondo lavoro fuori!!! Chiediamo ai dipendenti atac cosa votano (ovvero NO) e noi votiamo il contrario, ovvero SI.

    • Che ignorante che sei! C'è un'indagine in corso e finchè i rilievi dei periti italiani e russi non sono conclusi, la fermata Repubblica non si può riaprire. La 104 ce l'ha la tua intelligenza.

  • Il privato prima di tutto ci deve guadagnare e a Roma il privato già c'è, ROMA TPL (bus di periferia) che dal 2010 gestisce il 20% del traffico. Ha cancellato anche del 50% le corse delle linee da lui gestite, offre un servizio a singhiozzo e paga gli stipendi quando gli pare che è causa dei continui scioperi. Correggetemi se sbaglio."

    • Sbagli, la situazione di TPL e' legata al fatto che il primo inadempiente e' il comune di Roma che non paga.

      • Informati, è esattamente il contrario...anzi...il Comune per rimediare al disservizio di TPL e agli scioperi conseguenti, ha chiesto di poter pagare lui stesso gli stipendi, ma l'accordo firmato a suo tempo dai "competenti" non lo consente se TPL è contraria.

        • Comunque se sono contrari i dipendenti e I sindacati, io voto SI.

        • Hai ragione, da un anno e' cosi...nel 2017 invece....La municipalizzata dei bus della capitale è stata condannata a saldare il conto aperto da un decennio con Roma Tpl, consorzio privato che le gestisce il 20% delle linee di superficie e che ha mandato un ultimatum: "Pagamento entro 15 giorni o blocchiamo i conti"

  • Tutto ciò che è pubblico a Roma fa abbastanza pena, nessuno ha voglia di lavorare, in malattia con la febbre a 37.1, gli sprechi si sprecano, benefit invidiabili dei dipendenti. Se il servizio venisse privatizzato finalmente finirebbero gli sprechi, e forse qualche dipendente in più si darebbe da fare. Concordo con chi sostiene che le tasse comunali servono anche a coprire i buchi del bilancio dell'Atac, e questo non mi piace. Con le giuste condizioni contrattuali la privatizzazione porterebbe benefici al servizio e alle casse comunali, e quindi le nostre. Voto SI

    • hai scritto un mare di cacxate! io voto No

      • Se vede che vai a fette o in bicicletta e non hai mai preso un tram

      • Tutti pieni di contenuti i suoi interventi, complimenti. Lei è proprio il tipo da confronti costruttivi, immagino avrà un gran successo sul lavoro.

  • Se il servizio di trasporto pubblico venisse privatizzato verrebbe fatto (visto che ci sono i 5 stelle salvatori della patria, e sce mi tutti gli altri, lo faranno certamente perfettamente) ponendo dei vincoli al privato, del tipo di garantire un certo numero di corse virgola garantire corse in posti disagiati e così via. La mala gestione quarantennale la paghiamo tutti con le tasse comunali. Se il servizio diventa privato almeno smettiamo di pagare sovrattasse dovute agli sprechi.

    • Quindi SI

      • quindi sei ignorante in materia, vota No

  • la sinistra dice no, perché i dipendenti sono iscritti ai sindacati e i sindacati prendono i soldi delle iscrizioni. questo per dire quanto interessa in realtà al PD del servizio pubblico. dall'altra M5s e destrorsi dicono si, perché siccome il più pulito c'ha la r-ogna, già stanno pensando a chi far vincere le gare d'appalto fra tutti i loro amici. nessuno è interessato al bene pubblico, manco i radicali che sono sempre felici di muovere fango e non concludere niente. io spero solo che la Raggi venga riconosciuta colpevole e che il Comune venga commissariato, così da portare l'ATAC ad altrettanto commissionamento. io personalmente credo e spero in un cambiamento, ma tutto mi induce a pensare che stiamo scivolando nelle mani della Lega e che il trasporto pubblico è l'ultimo dei pensieri della politica.

  • per forza NO ... non esiste alternativa qui.

    • Allora moriremo avvolti dalla fiamme su un autobus...

  • Atac No..

  • Io spero esploda atac!!! Purtroppo la uso tutti i giorni ed piu si avvicina il referendum e piu le cose peggiorano!!!! Coincidenza?? Io non credo

  • Messi così i quesiti sembrerebbero cosa buona e giusta, ma da romano incallito che ne ha viste di tutti i colori e che ormai è malfidato per spirito di sopravvivenza soprattutto in tema di privatizzazioni "alla romana", non posso che propendere per il NO

    • Bravissimo non posso che condividere.. ti immagini una gestione romana del trasporto privato???...posso solo contemplare al limite, l'idea che possa essere Ferrovie dello Stato a poter gestire in modo che si potrebbe mantenere pubblica la gestione e nel contempo integrare la rete Fs con quella urbana (progetto Metrovia). Ma dubbioso che tutto ciò si possa verificare propendo per il NO.

      • Ma li hai letti i quesiti sul referendum?Non si affida la gestione dei trasporti ad un privato, ma il comune potra' mettere all'asta la concessione del servizio, al quale potrebbero partecipare anche anche altre societa' tipo ATM di Milano, che e' una SPA del comune di Milano, oppure come hai detto tu FS. Se penso poi che i sindacati, I dipendenti dell'azienda votano no, voto SI tutta la vita

      • Considera che è solo un referendum consultivo e l'amministrazione ne potrà tenere conto quel che vuole con altri denari spesi. Il progetto Metrovia con FS può essere sicuramente una soluzione ma per domenica 11/11 è un NO secco.

  • Se vince il Si finalmente potrò confermare ai miei amici, per l'ennesima volta, che il monopolio privato è la peggiore forma di mercato (si studia anche sui libri). E potremmo verificare che è anche impossibile liberalizzare nel vero senso della parola questo tipo di servizio.. stiamo ancora cadendo nella trappola del capitalismo tanto in voga 20anni fa...capisco che loro giocano sulla voglia di "cambiare" d'altronde chi è che non vorrebbe vedere miglioramenti sulla rete tpl ma... sveglia!! Il privato ridurrà ogni tipo di costo (quindi diminuiranno inevitabilmente le corse o le linee e ci saranno sicuramente ne tempo dei rialzi di prezzo) per queste ragioni propendo per il NO.

    • ATAC è un carrozzone clientelare, serbatoio di voti, luogo per sistemare compari,teatro di malaffare di vario genere (la mensa del cugino del sindacalista, la ruberia di pezzi di ricambio, le aste pilotate...). E' questo, oggettivamente, che difendi. Il pubblico corrotto non è meglio del capitalismo, è il giusto complemento casomai. Sveglia lo dico io.

    • Ancora con sta storia della TPL? Se il comune non paga, come fa a funzionare il servizio?

    • ammazza sai già tutto come andrà a finire... ti dovrebbero fare amministratore delegato dell'Ataccc!

      • ah già ..per voi del si invece sarà ancora più semplice sapere di come andrà a finire.. comunque non mi invento nulla, semplicemente basta studiare qualche libro di microeconomia (e lavorare in un'azienda privata) per avere l'idea di uno scenario. La mano sul fuoco, è ovvio, non potrà metterla nessuno. Ciao.

  • Solo una parola SI

    • Bravissimo, è l'unico modo per toglierci di mezzo sto mondezzaio mangiasoldi. Votate SI.

      • pagate il biglietto e votate No

        • lo paghiamo già e non è cambiato nulla... anzi...

    • solo una parola, NO

  • Non sempre e non dappertutto il servizio è scadente Alcune linee ed alcuni mezzi modernissimi,pulitissimi e persino in orario,altri semprel unghe attese, ritardi, salti di corsa e persino mezzi che si rompono ,capolinea tipo Ponte di mammolo senza panchine Pubblico o privato tutto passa attraverso gli uomini che si comportano non tutti come dovrebbero .Autisti che lasciano il motore acceso per 30 minuti, passeggeri che non pagano, extracomunitari che oltraggiano,picchiano se viene loro chiesto il biglietto ,mamme straniere che ti spingono e tolgono il posto per darlo al proprio bimbo che non paga e forse sono senza biglietto anche loro. e offendono se il posto te lo prendi tu A nche azienda è un termine astratto al quale corrispondono una pluralità di persone Non saprei come votare domencica M de Gennaro

  • dai che fa la fine della TPL

    • La TPL e' ridotta cosi perche' e' sempre il comune che non paga

  • Atac fallita!!!!

    • per te ! Imprenditore......evasore ! eh....!

  • Gli iscritti al portale del comune di roma stanno ricevendo una e-mail con la mailing list in chiaro, e priva di una firma di responsabile, così tutti coloro che la ricevono giustamente protestano, ma così ci si sta intasando la casella di posta elettronica. Ma chi ha dato il permesso di inviarci materiale per pubblicizzare il referendum sull'Atac? e la cialtroneria informatica dell'operazione, chi ne risponde?

    • Io invece sono contento che hanno mandato a chi e' iscritto al portale del comune una comunicazione con I quesiti del referendum. la mailing list e' nascosta, non capisco chi dice sia in chiaro a cosa si riferisca. Stiamo sempre a lamentarci di qualcosa. se non l'avessero mandata avremmo detto il contrario e che il comune non mette al corrente i cittadini di quello che avviene su Roma....

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