Referendum Atac, il Tar riscrive la storia: ha vinto il sì alla messa a gara del trasporto pubblico

Riccardo Magi, presidente del Comitato organizzatore: "Oggi parte una mobilitazione affinchè, il prima possibile, arrivi in Assemblea capitolina l'istanza dei cittadini e quindi la vittoria del 'Sì"

Per il referendum Atac tenutosi nel novembre 2018 non serviva il quorum. E' quanto stabilito da una sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso proposto dal Comitato promotore dei referendum sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico. 

Cosa dice la sentenza 

Il Tar, in applicazione del principio di legalità, ha affermato che l'esito referendario non è soggetto a sbarramenti, con la conseguenza che l'amministrazione avrebbe dovuto procedere alla promulgazione del risultato che ha visto prevalere i 'Si'', con gli effetti che derivano dalla disciplina di riferimento. Si legge in sentenza "la eliminazione del quorum - disposta con la delibera 5 del 2018 con il dichiarato scopo di conformare la disciplina comunale ai principi espressi dal Codice di buona condotta sui referendum adottato dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, che considera con sfavore la sussistenza di soglie e percentuali minime determinanti una sostanziale assimilazione degli elettori che si astengono a quelli che esprimono un voto negativo - dispiega la sua incidenza proprio nella fase di indizione delle consultazioni".

Cosa cambia dopo la sentenza

Nei fatti quindi ha vinto il sì. La sentenza del Tar non cambia nulla in termini sostanziali: il referendum per l'esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico di Roma Capitale era solo consultivo. Questa la posizione del Comune di Roma. Il quesito a cui i romani hanno risposto chiedeva ai cittadini di decidere se affidare, o meno, tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo mediante gare pubbliche, anche ad una pluralita' di gestori, garantendo forme di concorrenza comparativa. Di fatto si chiedeva l'autorizzazione ai cittadini di sottrarre l'affidamento del servizio di trasporto in modo diretto ad Atac, per metterlo successivamente a gara. A questa domanda avevano risposto solo il 16,4% degli aventi diritto. Una percentuale più bassa rispetto a quello che allora era stato fissato come quorum, ovvero il 33%. Il risultato aveva comunque premiato il 'Sì': il 74% dei votanti, infatti, si era detto favorevole alla fine del monopolio di Atac. 

Il comitato promotore

Ieri su facebook i promotori del Referendum hanno attaccato: "La sindaca Virginia Raggi ha manomesso la democrazia. Questa Giunta ha provato a ostacolare in tutti i modi il voto dei romani al Referendum su Atac, fino alla proclamazione dei risultati. Ora il Tar ci ha dato ragione: il quorum non era valido e l'amministrazione deve proclamare la vittoria del si' alla messa a gara".  

Oggi in un sit in in piazza del Campidoglio il presidente del comitato Riccardo Magi ha spiegato: "Oggi parte una mobilitazione affinchè, il prima possibile, arrivi in Assemblea capitolina l'istanza dei cittadini e quindi la vittoria del 'Sì' al referendum sulla liberalizzazione del servizio di tpl a Roma. Le forze politiche devono prenderne atto e aprire una discussione in Aula". 

"Ci metteremo in contatto con la presidenza dell'Assemblea capitolina che dovra' calendarizzare in tempi rapidi un dibatitto- ha aggiunto Magi- In caso di omissioni interverremo di nuovo ma sarebbe davvero un'omissione grave: se non si procede adiremo le vie legali per omissioni di atti di ufficio". 

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