Referendum Atac, i Radicali presentano il dossier: "Con la liberalizzazione si risparmia"

Presentato un dossier elaborato dall'Istituto Bruno Leoni

"Il buco Atac peggiora ma è possibile chiuderlo". E' questo il titolo dello studio realizzato dall'Istituto Bruno Leoni, ente nato con lo scopo promuovere le "idee per il libero mercato", che è stato presentato ieri pomeriggio in Campidoglio dal promotore del referendum per la liberalizzazione del tpl a Roma e deputato dei Radicali, Riccardo Magi in vista della consultazione di domenica 11 novembre. All'incontro hanno partecipato Andrea Giuricin, ricercatore dell'Istituto Bruno Leoni e autore dello studio e Guido Silvestri di Volt Italia.

Lo studio evidenzia come, "secondo il bilancio Atac 2017 la società pubblica non rispetta i contratti di servizio; non effettua le corse come da programmazione del Comune; ammette di non rispettare i requisiti di manutenzione dei veicoli; costa il doppio di quello che dovrebbe costare". In cambio, "continua ad essere finanziata dai contribuenti, compresi i non romani, continua a non pagare i propri debiti, continua a peggiorare il servizio". In particolare il dossier ha evidenziato come "nell'ultimo biennio, ogni giorno che passa, l'azienda di trasporto pubblico romana perde circa 2,1 milioni di euro: un buco enorme". Il concordato a cui l'azienda è stata ammessa alla fine del 2017 "ha significato solo un congelamento di più di 1,5 milardi di euro di debito". 

Per Guercin "l'unico modo per far risparmiare tra i 400 e i 500 milioni di euro all'anno al contribuente italiano e romano è mettere chiunque gestisca il trasporto pubblico dinanzi alle sue responsabilità di fronte agli utenti, e quindi affidare il servizio solo se a chi è in grado di offrirlo rispettandone la sicurezza e la qualità e senza farlo diventare solo una fonte di sprechi. Questo richiede effettuare periodicamente gare trasparenti per l'assegnazione del servizio, e quindi separare la gestione dal controllo".

Commenta Riccardo Magi, deputato dei Radicali e promotore del referendum: "Lo studio dell'istituto Leoni dimostra in modo scientifico che Atac è un'azienda fuori controllo e che se non si interviene con una riforma, ovvero con la messa a gara, e se si persevera con l'affidamento in house, non è possibile il risanamento dell'azienda ne il miglioramento del servizio". 

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Commenti (8)

  • Io VOTO 》 ÑO 《 anche se dovesse prevalere Si sia ben chiaro LIBERALIZZAZIONE = SEPARARE IL SERVIZIO e la produzione del trasporto SONO e credo in molti CONCORDANO per un SERVIZIO PUBBLICO EFFICIENTE Quindi SI preferisce sperare in una buona Amministrazione di un BENE STATALE che in una buona Amministrazione di un bene PRIVATO

    • Capisco il punto di vista, ma la speranza a un certo punto deve fare i conti con la realtà. ATAC non si riforma, o si fa saltare il tavolo o tutto continua com'è.

      • infatti sarà proprio questa la causa che farà purtroppo vincere il si. La gente comune vuole un cambiamento del servizio e spera di trovarlo nel privato perché noi del centro sud italia non siamo abituati alla sana ed efficiente gestione pubblica come in Trentino. Da quelle parti le istituzioni sono presenti quasi ad un ogni servizio ma le amministrazioni non sono corrotte e tutto funziona da Dio. Altro che privati..

      • La realtà è che nel primo semestre 2018 ATAC ha il positivo sul bilancio e non si vedeva da decenni. Le cose cambiano Zurlini...e senza di voi a comandare quanto ve rode!!!

        • Voi chi? Io sono io, da solo. Al contrario di te, che sei un burattino della cricca 5S, come la sindaca. Nel periodo cui fai riferimento, rispetto a quanto previsto dal contratto di servizio, sono stati percorsi 8 milioni di chilometri in meno: bravi, bravi. Il servizio più scadente da sempre.

  • Il libero mercato punta alla concorrenza perfetta e all'azzeramento dei ricavi. Non credo sia il pareggio di bilancio il fine di un'azienda privata... Poteva essere sufficiente cambiare radicalmente il management Atac considerato che si sta dando la colpa alla gestione. Non c'è nessun bisogno di fare arricchire un privato che farà razionalizzazione dei servizi.

  • Il privato prima di tutto ci deve guadagnare e a Roma il privato già c'è. ROMA TPL (bus di periferia) dal 2010 gestisce il 20% del traffico. Ha cancellato fino al 50% le corse delle linee da lui gestite, offre un servizio a singhiozzo e paga gli stipendi quando gli pare che è la causa dei continui scioperi. Correggetemi se sbaglio.

    • Nessuna correzione da fare, assolutamente. I Radicali stanno facendo i loro giochi politici sulla pelle dei romani

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