Raggi sui manifesti omofobi: "Offendono i cittadini, vanno rimossi"

La sindaca raccoglie l'appello del Pd: "La strumentalizzazione di un bambino e di una coppia omosessuale nell'immagine del manifesto offendono tutti i cittadini"

Dopo le proteste degli esponenti democratici, la sindaca Virginia Raggi ha deciso di intervenire sui manifesti omofobi di Provita e Generazione Famiglia affissi in città. Lo fa con una nota in cui usa parole forti per definire i manifesti stessi: "La strumentalizzazione di un bambino e di una coppia omosessuale nell'immagine del manifesto offendono tutti i cittadini". 

Il Campidoglio in una nota spiega che "la Sindaca ha richiesto agli uffici competenti la rimozione dei manifesti omofobi riconducibili all'associazione onlus Provita. Il messaggio e l'immagine veicolati dal cartellone, mai autorizzato da Roma Capitale e dal Dipartimento di competenza, violano le prescrizioni previste al comma 2 dell'articolo 12 bis del Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale- conclude il comunicato- che vieta espressamente esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali".

In mattinata, dopo le richieste di ieri del capogruppo Pelonzi e della deputata Monica Cirinnà, era arrivato l'appello delle consigliere dem Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta: "Ai ripetuti e provocatori attacchi contro i diritti delle persone di questi mesi, a tutti i livelli di governo, e' necessario controbattere e ribadire che due genitori fanno due genitori. Questa è l'unica verità. Sui diritti non cederemo di un passo e terremo alta la guardia. La sindaca Raggi, anche lei firmataria del regolamento sulle unioni civili nella passata consiliatura, rimuova immediatamente quel brutto manifesto e faccia in modo che gli uffici controllino se quanto viene affisso a Roma puo' essere lesivo della dignità delle persone". 

Sul sito di Provita, all'attacco della Cirinnà, esponenti del movimento hanno risposto con parole durissime. Così Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidenti delle sue associazioni, ProVita Onlus e Generazione Famiglia, firmatarie del manifesto: "Cirinnà si permette di ordinare la rimozione di manifesti affissi nel totale rispetto della legge, e lo fa auto-attribuendosi un ruolo di poliziotta del MinCulPop Lgbt contro i bambini”. Noi, “a differenza di altre campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica a firma Lgbt, mostriamo solo la verità dei fatti". Concludono Brandi e Coghe: “E poi la senatrice ha sbagliato valutazione: la nostra campagna è per i diritti dei bambini che non hanno voce, non contro i diritti di qualcuno”.

Esulta il circolo Mario Mieli: "Grazie all'impegno congiunto del Circolo Mario Mieli e Famiglie Arcobaleno l'ignobile campagna omofoba di Provita Onlus contro le famiglie arcobaleno e' stata finalmente ritirata. Quei manifesti rappresentano un'offesa non solo per le persone LGBT+ e le loro famiglie, ma per la cittadinanza tutta e sono l'ennesimo tentativo di Provita di alzare l'asticella della comunicazione per ottenere visibilita' nonche' l'occasione di passare per vittima dopo lo scontato ritiro". Cosi' in una nota Sebastiano F. Secci, presidente Circolo Mario Mieli e Marilena Grassadonia, presidente Famiglie Arcobaleno. "Film gia' visto con la campagna altrettanto indegna contro la 194. Il gioco è ormai scoperto. Per questo, come Circolo Mario Mieli e Famiglie Arcobaleno- continua il comunicato- abbiamo scelto di ignorare pubblicamente questa patetica manovra, ma ci siamo subito attivati con le forze politiche laiche di maggioranza e opposizione per chiedere la rimozione dei manifesti gravemente lesivi dei diritti e delle liberta' di tutte e tutti. Siamo felici della pronta reazione dei gruppi consiliari e di esponenti politici di primo piano del Partito Democratico, locale e nazionale, del Movimento 5 Stelle di Roma e della sindaca Raggi che, questa sera, ne ha ordinato la pronta rimozione. Una risposta unita e intransigente- conclude la nota- a chi vuole strumentalizzare i bambini e le bambine per portare avanti una propaganda intrisa di odio e omofobia".
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