Raggi in Aula tra le proteste: "Vecchio sistema si inflitra. Ma noi abbiamo anticorpi". E Frongia tornerà assessore 

Il discorso della sindaca in Consiglio comunale, il primo dopo l'arresto di Marcello De Vito

Dà il benvenuto al nuovo consigliere, annuncia che Daniele Frongia tornerà in giunta, e punta il dito, per l'ennesima volta, contro il "vecchio sistema che si infiltra". La sindaca Raggi interviene in aula Giulio Cesare nel primo consiglio post arresto di Marcello De Vito. Arriva con due ore di ritardo rispetto alla convocazione, accolta tra le proteste delle opposizioni dagli scranni. 

"Vorrei fare gli auguri di buon lavoro al vice presidente Enrico Stefàno che avrà il compito di guidare i lavori dell'aula. E anche a Carlo Maria Chiossi, (consigliere che entra al posto di De Vito, ndr)" inizia la sindaca, dallo scranno più alto dell'aula. Poi dà l'ufficialità sul rientro, comunque atteso, di Daniele Frongia in squadra. Il pm ha chiesto l'archiviazione della sua posizione nell'indagine sullo stadio della Roma (era indagato per corruzione, nel primo filone d'inchiesta). "Continuerà a svolgere il suo impegno" ha detto Raggi. 

Poi, sul caos giudiziario: "I magistrati stanno facendo un grande lavoro di indagine, il vecchio sistema prova nuovamente a inflitrarsi, lo sapevamo del resto, ma noi abbiamo gli anticorpi, abbiamo immediatamente espulso De Vito". E c'è spazio anche per la teoria del complotto: "Ricordiamo i 600 cassonetti dati alle fiamme, i roghi ai tmb Salario e Rocca Cencia".  

La narrazione è la stessa di quella fornita in più occasioni nelle ultime settimane per difendersi dalle accuse di immobilismo su ogni fronte. Le opposizioni però non ci stanno. Dai cartelli "Raggi dimettiti" alle urla dal pubblico di esponenti del Partito democratico e di Fratelli d'Italia. "La città è paralizzata sindaca", e ancora "l'hai rovinata tu Roma, sei peggio di Schettino (il comandante della Costa concordia, la nave naufragata il 13 gennaio 2012, ndr)". 

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La sindaca è poi tornata a parlare dopo gli interventi delle opposizioni, ricordando la situazione trovata al momento dell'insediamento e le cose fatte. "Penso al concordato di Atac, era in stato comatoso quasi di pre-fallimento e che abbiamo avuto il coraggio di rilanciare quando chi ci ha preceduto voleva regalarla ai privati. Abbiamo avuto il coraggio di fare scelte che gli altri non hanno mai avuto il coraggio o la volontà di fare". E ancora: "Se oggi siamo qui in Aula è proprio perchè abbiamo avuto il coraggio di fare queste scelte e di andare avanti insieme ai dipendenti e dirigenti onesti, con cui abbiamo rimesso in moto la macchina amministrativa e sbloccato le assunzioni per dare nuova linfa". 


 

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