Raggi punta sui militari: a capo di cinque dipartimenti arrivano i Generali

Con apposita delibera la Giunta Raggi ha assegnato ad alti ufficiali "in ausiliaria" la direzione di alcuni dipartimenti, tra cui quello all’Ambiente ed alla Protezione civile. Insorgono PD e sindacati confederali: “Per i dirigenti servono nuovi concorsi”

Cinque Generali in ausiliaria, ovvero al termine delle relative carriere nelle forze armate, andranno a ricoprire incarichi apicali nell’amministrazione cittadina. La Giunta Raggi, con un’apposita delibera, ha infatti messo nero su bianco la decisione. 

Dirigenti a costo zero

La misura, come spiegato nel dispositivo che la squadra di governo capitolina ha adottato, nasce anche per far fronte ad una carenza d’organico nei ruoli apicali di Roma Capitale visto che “dall’ultima ricognizione risultano in servizio 156 dirigenti a fronte di una dotazione organica – si legge nella delibera – che ne prevede 230”. Per colmare questo gap quindi, la Giunta Raggi ha deciso di ricorrere ad una possibilità che, nell’ottobre 2018, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta aveva annunciato come “una nuova pagina per la Difesa ed il Paese” vale a dire la possibilità, per le amministrazioni, di “attingere al personale in ausiliaria, a costo zero”.

Cos'è l'ausiliaria

L’istituto dell’ausiliaria è un periodo transitorio che i militari, avendo cessato il rapporto di impiego permanente, decidono di scegliere in alternativa al congedo di riserva. Durante questo lasso temporale, della durata di cinque anni, i militari possono essere chiamati dalla pubblica amministrazione della provincia nella quale risiedono. Un’operazione che, per quest’ultime, è a costo zero perché i militari continuano ad essere pagati dal Ministero della Difesa.

I nuovi dirigenti

I cinque alti ufficiali nominati dalla Giunta sono il  Generale di Brigata Giovanni Calcara,  che va ad assumere  l'incarico di Direttore della Direzione Servizi Digitali del Dipartimento Trasformazione Digitale. Il Generale di Corpo d’Armata Paolo Gerometta diventa invece il Direttore della U.O Risorse Umane Sicurezza sul lavoro del Corpo di Polizia locale di Roma Capitale. Spetta invece al Generale di Brigata Giuseppe Morabito il compito di dirigere la Scuola di Formazione Capitolina. Il Generale di Divisone Giovanni Savarese è invece il nuovo direttore della Protezione Civile del Dipartimento Sicurezza e Protezione Civile. L’incarico di Direttore della Direzione Gestione Territoriale Ambientale e del Verde del Dipartimento Tutela Ambientale va invece al Generale di Brigata Silvio Monti

La contestazione del PD: è una scorciatoia

La decisione della Giunta Capitolina ha suscitato proteste sia in seno all’opposizione democratica che tra le fila dei sindacati confederali. Per le consigliere PD Valeria Baglio e Giulia Tempesta si tratta di “un ripiego amministrativo che non valorizza il personale capitolino e rinvia l`indizione dei necessari concorsi pubblici nei ruoli dirigenziali. La carenza di organici nelle posizioni apicali dell`amministrazione capitolina e` di circa 70 unità”. Secondo le due consigliere democratiche che, “in un quadro più ampio di valorizzazione del personale dipendente”annuciano la richiesta d’indire concorsi pubblici, “non si risolvono con artificiose scorciatoie le gravi difficolta` amministrative in cui e` stata portata la macchina capitolina con l`amministrazione Raggi”.

CGIL CISL e UIL chiedono concorsi pubblici

Per i Segretari Generali di Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Roma Capitale-Rieti, Uil Fpl Roma Lazio, Natale Di Cola, Giancarlo Cosentino, Sandro Bernardini, quella contenuta nella delibera rappresenta "una soluzione tampone, una scorciatoia che non affronta seriamente e in modo organico la questione della cronica carenza di personale, anche dirigenziale, di Roma Capitale”. Le categoria della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL giudicano la misura  “inadeguata e insufficiente” per “numero e modalità”. Infatti, secondo i confederali, “ L'urgenza non è solo per cinque dipartimenti strategici, e non sono cinque nuove figure, peraltro a tempo determinato, a porre le premesse per un vero potenziamento della dirigenza. È necessario un cambio di marcia” anche perché “altrimenti l’amministrazione si avvierà verso la paralisi”. La soluzione quindi, per i tre Segretari Generali, risiede nell’introduzione di “professionalità adeguate, per numero e capacità, all'interno di Roma Capitale”. Operazione che è possibile raggiungere “ avviando nuovi concorsi e studiando insieme soluzioni che contemplino anche la valorizzazione del personale già in servizio”.
 

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