Raggi: "Sei mesi di maternità obbligatori anche per gli uomini. Così si abbattono le differenze di genere"

Così la sindaca su Facebook lancia la proposta

Virginia Raggi, immagine d'archivio

"Congedo parentale più lungo ed anche per gli uomini. Una proposta contro le differenze di trattamento nel mondo del lavoro. La parità di genere non è soltanto un concetto astratto verso cui tendere: è una realtà realizzabile attraverso misure ben precise ed una visione culturale che ponga al centro l'uguaglianza tra uomo e donna. In tutto". E' quanto scrive la sindaca Virginia Raggi sulla sua pagina Facebook. 

"Non solo prevedendo misure di repressione nei confronti degli uomini che 'odiano le donne', o che le sfruttano, ma pensando ad una più importante riforma di tipo culturale - spiega Raggi - Roma Capitale, ad esempio, in questi giorni sta portando avanti un nuovo regolamento di Polizia urbana che tende da un lato a punire i clienti delle prostitute e, dall'altro, al recupero delle donne vittime di questo sistema brutale. Sono passi importanti che le amministrazioni locali possono fare per dare l'esempio, ma è chiaro che serve altro. Vorrei buttare un sasso che, mi auguro, possa creare dei cerchi concentrici come in uno stagno: dobbiamo avere il coraggio di scardinare alcuni sistemi consolidati che riguardano, ad esempio, la disparità salariale tra uomini e donne e le differenze nelle assunzioni". 

"Durante un colloquio di lavoro, spesso - conclude la sindaca - il datore considera la fertilità della donna come un vulnus: perchè potrebbe prendersi alcuni mesi di maternità, come, del resto, è sacrosanto che sia. Per l'uomo non è così. Sembra dunque automatico, per chi assume, ragionando in termini di profitto, assumere un uomo. Ecco la mia proposta: il congedo obbligatorio deve diventare obbligatorio anche per gli uomini, perchè essere genitori non è una diminutio ma un arricchimento. 

Nei primi sei mesi di svezzamento è naturale che la donna entri in congedo, per i restanti sei, invece, potrebbe essere il papà a godersi la novità. Da questo si comincia per non parlare più di quote di genere. Avendo le stesse chances nessuno rinuncerà più al lavoro per avere un figlio o viceversa. Il mercato del lavoro va orientato, soprattutto da noi legislatori. Un domani, in tal modo, invece che pensare a misure repressive per gli uomini che sfruttano le donne, l'uomo arriverà a capire che la donna è una compagna di viaggio e non un oggetto da consumare". 

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