Raggi ricuce con Lombardi, tutti insieme contro Zingaretti: "Basta balle, sui rifiuti si metta a lavoro"

Dopo la bruciante sconfitta nei municipi III e VIII Raggi cambia strategia. L'appello è all'unità e il nemico numero è il governatore del Lazio

Roberta Lombardi e Virginia Raggi insieme

Tutti contro Nicola Zingaretti, anche il M5s regionale. Incassata la sconfitta con due municipi persi, Virginia Raggi serra le file e cambia strategia: ora più che mai l'appello è all'unità. E allora si torna in periferia - vedi il tour a Tor Bella Monaca - ad ascoltare i cittadini, stringere mani, rassicurare sulla presenza dello Stato, si attacca senza filtri la regione Lazio (specie sul tema rifiuti) da bypassare per andare dritti ai tavoli del nuovo governo amico. E lo si fa tutti insieme, con anche i grillini che siedono alla Pisana fin'ora sostenitori della cosiddetta "anatra zoppa" del Pd. 

Uno scontro quello con il governatore Nicola Zingaretti già cominciato la scorsa settimana, prima delle elezioni amministrative, con Raggi che non le manda a dire: "Non vuole bene a Roma" e il presidente che risponde per le rime: "Il suo solo un comiziaccio". Ora però si aggiunge un dettaglio che dettaglio non è. A spendersi in difesa di Virginia ci sono anche Roberta Lombardi e i suoi, gli stessi che stanno tenendo in vita il governo Zingaretti sostenendo la (non) maggioranza di centrosinistra in aula.  

Non è una novità che tra le due grilline il rapporto non sia mai stato idilliaco, rappresentanti di due distinte correnti che in più occasioni sono arrivate allo scontro. Ora però tocca posare l'ascia di guerra. Ieri pomeriggio un incontro di quattre ore in Campidoglio al quale hanno partecipato anche Lombardi e gli esponenti del gruppo grillino in regione. Poi una nota stampa contro l'amministrazione dem del Lazio. 

"Tutti i cittadini hanno il diritto di sapere che la raccolta rifiuti viene effettuata dai Comuni, ma lo smaltimento dei rifiuti è un compito che spetta alla Regione, che deve progettare, creare e attuare una rete di smaltimento efficiente" si legge nella nota. "Tutti i cittadini hanno il diritto di sapere che la Regione Lazio è inadempiente rispetto al piano rifiuti regionale fermo al 2012, ed è questa  inadempienza, questa colpa gravissima del presidente Zingaretti, che rallenta il corretto smaltimento dei rifiuti a Roma". La querelle è la stessa da mesi. Il Comune che accusa la regione di non aver portato a termine il piano rifiuti mettendo nero su bianco le possibilità di smaltimento nel Lazio. La regione che controaccusa la Città metropolitana, a guida Raggi, di non aver dato le sue disponibilità.

Stavolta però tuona anche Lombardi. E' forse l'avviso di uno strappo imminente? Far cadere Zingaretti e tornare adesso al voto non è interesse dei Cinque Stelle, visto il trend negativo certificato dalle ultime urne. Ma i toni comunque sono durissimi e il fantasma sfiducia resta, sicuramente come arma di ricatto: "Se il governatore del Lazio continuerà a non fare il proprio dovere e a creare disagi alla Capitale, faremo di tutto – senza dargli tregua –  perché risolva una volta per tutte i problemi del ciclo dei rifiuti  regionale. Zingaretti basta balle, e mettiti al lavoro".

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