Dal parco di Centocelle a Tor Fiscale, Raggi scrive a Zingaretti: "Aspettiamo fondi per bonifica della terra dei fuochi"

Tra i destinatari della lettera anche la prefetta Gerarda Pantalone e il ministro dell'Ambiente Sergio Costa

Rifiuti al parco di Centocelle

La regione Lazio metta a disposizione un fondo per bonificare le aree inquinate della Capitale. La richiesta arriva dalla sindaca Virginia Raggi, nero su bianco in una lettera indirizzata a Nicola Zingaretti oltre che, per conoscenza, alla neo prefetta Gerarda Pantalone e al ministero dell'Ambiente Sergio Costa. 

Nella missiva, che RomaToday in esclusiva ha potuto visionare, si lancia un allarme che in città è più che noto: la presenza sul territorio di "gravi casi di inquinimento derivante da attività industriali dismesse e depositi incontrollati di rifiuti per i quali purtroppo non è possibile risalire ai responsabili". Che non possono quindi pagare di tasca loro il danno inflitto alla cittadinanza. 

Tra gli esempi citati dalla sindaca, la rete caveale nel parco di Tor Fiscale, dove è stato scoperto da tempo uno sversamento illegale di idrocarburi. E poi il parco di Centocelle, da tempo oggetto di denunce continue da parte dei cittadini, di consigli straordinari sul tema, di proteste e mobilitazioni dei comitati di zona. Tonnellate di rifiuti interrati hanno contaminato il terreno, come certificato da una serie di analisi sul sottosuolo che hanno rilevato la presenza di metalli pesanti oltre i limiti consentiti. Ma i fondi stanziati dal Campidoglio, 500mila euro, non sono evidentemente sufficienti. D'altronde Raggi lo ammette, "si tratta di interventi molto complessi sotto il profilo tecnico e amministrativo che richiedono un'idonea allocazione di risorse ai fini della programmazione, della quale, oggi, l'amministrazione capitolina non dispone".

Raggi si appella alla legge regionale 27 del 1998 e al decreto legislativo 152 del 2006 che prevedono appunto l'istituzione di un apposito fondo "al fine di anticipare le somme necessarie alla realizzazione degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza". Viene poi richiesto di attivare le strutture competenti, tra cui Arpa Lazio e Asl per verificare insieme agli uffici tecnici del Campidoglio le priorità di intervento. Insomma, l'istanza è chiara e per la sindaca è inderogabile, pena il "rischio di potenziali danni ambientali derivanti dalla mancata attivazione" delle misure richieste. 


 

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