Rifiuti, Raggi chiede aiuto al Prefetto: appello per i tmb di Malagrotta e per l'esercito fuori dagli impianti

Questa mattina l'incontro tra Raggi e Basilone. Sul tavolo lo stop di tre mesi agli impianti di Colari

La sindaca Raggi e il prefetto Basilone

"Sulla sicurezza dei siti che trattano e smaltiscono i rifiuti di Roma Capitale ho chiesto nuovamente al ministro dell'Ambiente, della Difesa, dell'Interno e dell'Economia e al prefetto il rafforzamento della vigilanza anche attraverso l'esercito". Lo ha detto la sindaca Raggi, dopo un incontro questa mattina con il prefetto della Capitale, Paola Basilone. "Non vorremmo che questi incidenti che ci sono stati fossero ricorrenti - ha aggiunto - quindi è il caso di aumentare al massimo il presidio su questi siti strategici. È evidente"

Il tavolo in via VI novembre è stato convocato per discutere sia sulla vicenda del rogo del tmb di Rocca Cencia che sul rischio di fermo per manutenzione per tre mesi dei due Tmb di E. Giovi. "C'è massima collaborazione con il prefetto per la situazione dei tmb, ci sono approfondimenti in corso". 

Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato anche l'amministratore unico di Ama, Massimo Bagatti, il capo della direzione rifiuti di Roma Capitale, Laura D'Aprile, e il vice capo di Gabinetto, Gabriella Acerbi, è emersa la necessità di verificare meglio la lettera inviata due giorni fa da E.Giovi ad Ama (comunicazione che la Prefettura non avrebbe ricevuto), nella quale l'azienda (che tratta 1.250 tonnellate di rifiuto indifferenziato  al giorno sulle circa 3.000 prodotte da Roma) esponeva alla municipalizzata capitolina l'urgente necessità di provvedere ad opere di manutenzione per i due tmb, determinando così una drastica riduzione dell'immondizia ricevibile: da 1.250 tonnellate a 250.

L'intervista all'amministratore di Ama Massimo Bagatti

Secondo quanto apprende l'agenzia di stampa Dire, la E.Giovi sarebbe arrivata alla decisione (che ha colto di sorpresa Ama) di effettuare questa manutenzione, dopo avere ricevuto i risultati di uno studio commissionato a una società di ingegneria che, segnalando una performance non ottimale degli impianti (in particolare sulla bio stabilizzazione del rifiuto umido), avrebbe suggerito un intervento in tempi celeri.

Ma tre mesi di stop agli impianti equivale all'ennesima emergenza per Roma, che non saprebbe dove portare circa 1250 tonnellate al giorno di immondizia, quella trattata dalle due strutture di Colari, la società di Manlio Cerroni commissariata a seguito di un'interdittiva antimafia. Da qui l'appello al Prefetto e il tentativo di trovare, urgentemente, una soluzione alternativa. 

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