Campidoglio, incubo nomine: Raggi revoca la delega alla dirigente indagata

La sindaca: "Ci sarebbe un'indagine in corso a suo carico". Avviate indagini interne: "La trasparenza è uno dei nostri valori, si avvicina il referendum e cercano di infangarci"

La sindaca Virginia Raggi

Nemmeno il tempo di affidare l’incarico che c’è già il dietrofront. Virginia Raggi ha revocato a Vittoria Crisostomi, già dirigente del Campidoglio, la delega alla gestione dei finanziamenti pubblici per la riqualificazione urbana. “Ci sarebbe un’indagine in corso a suo carico” il commento della sindaca.

Ma cosa è successo? Raggi, in un lungo post su Facebook, ha rivelato: “Questa persona nella sua richiesta di nuovo incarico all’Amministrazione ha espressamente dichiarato di non avere carichi pendenti. Pertanto, è stata destinataria anche di una delega alla gestione dei finanziamenti pubblici per la riqualificazione urbana. Tutto secondo legge”. Poi sono piombate le notizie sulla stampa “assai gravi che abbiamo voluto immediatamente verificare per tutelare in primis i cittadini e l'Amministrazione stessa”. 

A seguire la decisione: “Per prima cosa le sarà revocata la delega, ma non basta. Abbiamo già avviato indagini interne per approfondire sulla non corrispondenza al vero della dichiarazione resa. Se dovesse emergere che la sua dichiarazione sulla assenza di indagini in corso sia falsa, ricorreremo a tutti gli strumenti giudiziari e disciplinari del caso. Nessuno sconto, non abbiamo nulla da nascondere o doppi fini come qualcuno vuole far credere. Noi ci atteniamo alla legge e la applichiamo”.

Non basta. Perché Virginia Raggi ha voluto fare chiarezza su un altro aspetto: “Su tutte le nomine necessarie a lavorare per realizzare la giunta abbiamo proceduto attenendoci alla legge: per essere sicuri che tutto fosse fatto regolarmente, nei casi dubbi abbiamo sempre chiesto il parere legale della avvocatura capitolina e, quando abbiamo avuto qualche ulteriore perplessità, ci siamo rivolti all'Anac, l'Autorità nazionale anti corruzione che è un presidio autorevolissimo in materia e che ha già avuto modo di esprimersi bloccando proprio quell'unica nomina sulla quale anche io avevo espresso forte preoccupazione, nonostante un parere dell'avvocatura. Sulla legalità non accettiamo lezioni dai media. Siamo trasparenti. Non riuscirete a sporcarci con il fango mediatico”.

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Infine, la stoccata: “Si avvicina il referendum e cercano di nuovo di infangarci. È la solita tecnica per distogliere l'attenzione, ma significa anche che hanno paura di perdere. Voglio però fare un po' di chiarezza. Tutto ha un limite. Si vuol far passare l'idea che la nostra giunta non sia trasparente, che abbiamo qualcosa da nascondere o che ci sia qualcosa di opaco. Non ci stiamo. Non è così. La trasparenza è uno dei nostri valori di riferimento. Addirittura alcuni media vogliono far credere che, per chissà quali motivi, abbiamo voluto dare un incarico ad una persona indagata, Vittoria Crisostomi, e, come se non bastasse, che questa persona farebbe parte del mio staff e non sia, come è in realtà, una dipendente della amministrazione. Nella riorganizzazione della struttura amministrativa che abbiamo realizzato poche settimane fa, proprio in base alle norme anti-corruzione che abbiamo voluto applicare per dare un segnale di rottura con il passato, questa persona – ha terminato – aveva chiesto l'assegnazione a un ruolo apicale, un ruolo di vertice. Non le è stato concesso. È rimasta nella struttura dove era stata collocata nel 2015 dal commissario straordinario Tronca. Nessuna promozione, quindi, come qualcuno vorrebbe far intendere”.

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