Campidoglio, via il nome a strade intitolate a firmatari Manifesto della Razza. Raggi scrive ai cittadini

Via Donaggio e via Zavattari cambiano nome. La sindaca: "Atto dovuto della città di Roma"

Dalle parole ai fatti. La Sindaca di Roma l'aveva promesso a gennaio ed oggi ha trasformato la promessa in un fatto concretto. E' stata infatti firmata oggi la lettera con cui Raggi comunica ai cittadini residenti in due vie della Capitale intitolate a firmatari del “Manifesto della Razza”, via Arturo Donaggio e via Edoardo Zavattari, la decisione di procedere al cambio di denominazione. Le vie si trovano rispettivamente a Primavalle e nella zona di Castel Romano. 

In pratica al no all'intitolazione della via ad Almirante, Raggi aggiunge quest'atto con il quale intende ribadire che Roma è antifascista. La sindaca in una nota dichiara: "Ottant'anni fa, fu firmato il primo dei decreti con cui il regime fascista colpì migliaia di ebrei, molti dei quali romani, togliendo loro diritti, lavoro, dignità, la possibilità di studiare, fino all’infame deportazione nei campi di concentramento. Le leggi razziali furono precedute dalla firma del Manifesto della Razza, il documento con cui alcuni scienziati e accademici sottoscrissero le presunte basi scientifiche che portarono a queste aberranti scelte. Una pagina buia della nostra Storia. Per questo, ho scritto ai cittadini residenti di due vie di Roma, via Donaggio e di via Zavattari, intitolate a due dei firmatari del Manifesto della Razza, comunicando la decisione dell’Amministrazione". 

La sindaca spiega che "è un atto dovuto, da parte della città di Roma, necessario a comprendere le responsabilità del passato, ad averne memoria e a evitare che tutto questo possa ripetersi. La nostra città ha vissuto la deportazione, i segni della guerra, ma ha mostrato anche il coraggio della resistenza, come testimoniano le medaglie d’oro al valor civile conferite ai quartieri Quadraro e Centocelle. Avvieremo con i cittadini interessati e con gli studenti romani un percorso partecipativo, che vedrà due importanti appuntamenti in autunno. Nel primo saranno raccontate le storie dei tanti cittadini, bambini e adulti, e degli scienziati che furono vittime del razzismo e di quelle leggi. Tra questi ultimi, insieme ai cittadini, sceglieremo le due personalità a cui intitolare le vie. Una scelta forte, ma dovuta, fatta per non dimenticare".

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Anche Luca Bergamo, anima dell'ala sinistra della giunta, nonché vicesindaco e assessore alla Cultura mostra la sua soddisfazione: "Conservare la memoria dei momenti alti e degli abissi di cui si sono macchiati i nostri avi, richiede atti che la facciamo vivere nel nostro tempo, anche fuori dalle occasioni rituali. Virginia Raggi ha fortemente voluto un atto eccezionale, la cancellazione dalla toponomastica dei nomi di chi aveva messo il proprio prestigio scientifico a servizio della diffusione di false e indegne teorie razziste. Chiamare così i cittadini a discutere della decisione  e delle nuove denominazioni, è la scelta migliore che si potesse fare per tornare a riflettere sulle colpe del fascismo a 80 anni dalla promulgazione delle infami leggi razziali e sui rischi che si possono evitare ricordando il passato".

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