Raccolta rifiuti a San Lorenzo, si cambia: dal porta a porta ai punti mobili, ma solo per 30 condomini 

La sindaca Raggi: "Poi arriveranno le domus light. Le estenderemo a tutto il quartiere". Malumori tra i presenti: "Numero utenze ridicolo"

La presentazione del nuovo modello a San Lorenzo

Punti di raccolta mobili con un camion dell'Ama che staziona fisso e una card che identifica gli utenti. Poi, in un futuro prossimo, le "domus light". A San Lorenzo il porta a porta vecchio modello è un flop certificato. Da settembre prenderà il via una piccola rivoluzione su 30 condominii del quartiere. Ad annunciarla ieri pomeriggio a villa Mercede la sindaca Virginia Raggi, pronta a mettere la faccia sul cambio di rotta affiancata dal direttore operativo dell'azienda partecipata Massimo Bagatti per la spiegazione ai cittadini dei dettagli tecnici. Eccoli di seguito. 

I punti di raccolta mobili

Innanzitutto, lo stop al porta a porta (pap) riguarderà, in una prima fase sperimentale, 30 civici selezionati perché più critici sul piano della conformazione urbanistica: androni troppo piccoli per contenere secchioni che spesso non vengono svuotati secondo le tempistiche promesse sulla carta. Parliamo di 672 utenze in totale che andranno a conferire in tre punti di raccolta mobili, dove sarà presente un camioncino Ama con un operatore, localizzati in via dei Peligni angolo via Tiburtina, via Tiburtina angolo via degli Ausoni, via dello Scalo di San Lorenzo di fronte al civico 58. Lì si porteranno direttamente i bidoncini con i sacchetti secondo uno specifico calendario di raccolta (vedi di seguito). 

calendario raccolta-2

Verso le "Domus light"

Una soluzione tampone per liberare palazzi costretti a tenersi la spazzatura giorni e giorni in pochi metri quadrati. "Durerà qualche mese" spiega Bagatti, il tempo necessario ad acquistare le cosiddette "domus light", strutture modulari leggere per la custodia dei bidoncini, stavolta a servizio di tutto il quartiere. I condomini vi avranno accesso tramite apposite green card. Ancora però serve capire dove posizionarle, e Ama deve entrarne in possesso da un fornitore tramite un bando di gara. "Speriamo di poter già passare a questa seconda fase entro l'anno" continua ancora Bagatti, supportato dalla sindaca nel tentativo di placare il brusio di protesta che si leva dal pubblico. 

"Numero di utenze ridicolo"

"E' un numero di utenze ridicolo" incalzano gli amministratori di condominio dalle prime file, più che perplessi soprattutto per la quantità di palazzine coinvolte, appena il 10 per cento del totale. "Sono anni che viviamo con le blatte e ci venite a dire che la situazione si risolve solo per 30 palazzine?", "e questo sarebbe il cambiamento?". Da chi borbotta con il vicino di posto a chi prende la parola e irrompe nel dibattito, nessuno nasconde un malcontento figlio di anni di problemi seri sul fronte rifiuti. Raccolte firme, esposti in Procura, appelli del municipio al Campidoglio per cambiare al più presto un modello organizzativo che fin dal suo lancio, sotto l'ex sindaco Ignazio Marino, si è rivelato fallace.

Cortili invasi dai sacchetti causa carenza di mezzi e risorse in Ama sono stati negli anni una costante. E già dal 2016 si parla di isole mobili come unica alternativa possibile. Finalmente, qualcosa si muove. Seppur in misura ridotta rispetto alle necessità. Raggi però garantisce: "Arriveremo a coprire con nuovo modello e domus light tutte le 7mila case". Un cambio che riguarderà anche i commercianti, le cosiddette utenze non domestiche, circa 1200 nel quartiere. Per loro verrà garantito un raddoppio dei passaggi (da 7 a 14 settimanali) per quanto riguarda scarti organici, multimateriale leggero e vetro. 

"Nessun confronto con i sindacati"

Voci critiche però arrivano anche dai sindacati. "Aspettiamo di vedere il progetto vero, non quello raccontato come sempre in modo troppo trionfalistico" commenta a RomaToday Natale Di Cola, segretario della Fp Cgil Roma e Lazio. "Come sempre la Giunta, interpretando il proprio ruolo in modo anomalo, anticipa in forma di spot iniziative che vanno strutturate bene e che in questi anni, vedi VI e X municipio, hanno dato risultati modesti quando non negativi. Sia il contratto nazionale che il buonsenso prevedono passaggi sindacali, che non ci sono stati, ma soprattutto la logica aziendale imporrebbe di fare programmazione, fare i conti con le dotazioni di mezzi e uomini". E ancora, sul raddoppio dei passaggi promesso per i negozianti: "Non capiamo come si possa ampliare un servizio che già oggi sconta gravi carenze. L’appalto non va bene, la forza lavoro è insufficiente, e proprio oggi in Ama si è tenuto un tavolo per affrontare il problema degli stipendi arretrati di AVR, e della mancata applicazione del contratto per Sarim". 

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