Salario accessorio, Raggi sblocca il pagamento della quota B: "A novembre in busta paga"

L'annuncio al tavolo con i sindacati: "Siamo pronti finalmente ad andare in delibera e disporremo il pagamento a partire dal mese di novembre"

Si sblocca il pagamento della quota B del salario accessorio del 2015. L'annuncio è stato dalla sindaca Virginia Raggi al tavolo convocato oggi con i sindacati. "Sono qui oggi per dare un annuncio importante", esordisce la sindaca. "Questa amministrazione ha finalmente sbloccato l'annosa vicenda del salario accessorio che riguarda oltre 23mila dipendenti capitolini. Siamo pronti finalmente ad andare in delibera e disporremo il pagamento a partire dal mese di novembre".

COS'E' LA QUOTA B? - Si tratta del pagamento del consuntivo delle produttività riconosciuta ma non ancora pagato. In particolare era fermo il pagamento di prestazioni già lavorate nel 2015. Prestazioni per le quali i soldi erano stati bloccati da Tronca, per timore di una denuncia per danno erariale. "Il piano realizzato", spiega Raggi, "recupera le somme contestate dal Mef mediante le economie di gestione che sono state ricavate da Roma Capitale negli ultimi anni. In altre parole, i pagamenti considerati indebiti vengono recuperati con i risparmi di spesa strutturali già effettuati dal Campidoglio. Dunque non ci saranno decurtazioni agli stipendi dei dipendenti capitolini e non ci sarà alcun riflesso sul bilancio". 

Raggi si toglie sassolini dalle scarpe: "Mentre le precedenti amministrazioni si sono limitate a fare annunci e promesse, noi da quattro mesi abbiamo lavorato in maniera serrata a questo tema e siamo qui oggi a rivendicare questo importante risultato. Abbiamo utilizzato gli strumenti giuridici che la legge ci mette a disposizione, dopo averne verificato l’applicabilità e confrontandoci, come sapete, anche con il Governo".

VIDEO - L'ANNUNCIO DELLA RAGGI DURANTE L'INCONTRO. APPLAUDONO I SINDACATI

LA VICENDA DEL SALARIO ACCESSORIO - Una vicenda di lunga data, iniziata a febbraio 2014. Tutto nasce da un'ispezione del Ministero Economia e Finanza voluta dall'allora sindaco Marino. Un'ispezione che determinò la non correttezza del pagamento del salario accessorio per anni pagato a pioggia. Da lì partirono una serie di trattative nel corso delle quali sono cambiati tre sindaci (Marino, commissario Tronca e Virginia Raggi), cinque assessori al bilancio (Morgante, Scozzese, Causi, Minenna e Mazzillo), due contratti (quello vecchio e l'atto unilaterale di Nieri) e soprattutto, dal punto di vista dei singoli dipendenti, migliaia di euro persi in questi anni. Ora, l'obiettivo della Raggi è quello di una nuova contrattazione. 

IL NUOVO CONTRATTO - Sul sito Raggi poi apre al nuovo contratto: "Apriremo nuovamente un tavolo di contrattazione con i sindacati per superare l’atto unilaterale e ricominciare una stagione di contrattazione collettiva che riconosca a pieno i diritti dei lavoratori. Sia chiaro: la nuova contrattazione non dovrà portare ad un ritorno ai vecchi principi in base ai quali i salari venivano erogati a pioggia. Noi dobbiamo cambiare pagina, migliorare ed efficientare la macchina e riconoscere i premi in base ad un valore di produttività reale".

SODDISFATTI I SINDACATI - Soddisfatti i sindacati. Il segretario della Cisl Fp di Roma, Roberto Chierchia: "Bellissima giornata per i lavoratori di Roma Capitale, 24.000 dipendenti che attendevano di essere riconosciuti per il lavoro effettuato, nonostante il contratto unilaterale che di fatto ha impedito di erogare servizi migliori ai cittadini.Aspettiamo poi una convocazione per superare l'atto unilaterale e andare a un accordo condiviso che consenta di migliorare i servizi ai cittadini". Sulla stessa linea Natale Di Cola: "Dopo le decisioni sulle nomine esterne questo è un secondo passo avanti verso la riapertura delle trattative e il superamento dell'atto unilaterale, una vera e propria ferita per Roma Capitale- aggiunge- Oggi ci sono i presupposti per restituire alla città e ai lavoratori un contratto integrativo che parli di qualità del lavoro e dei servizi". Stefano Gianni segretario Diccap Roma: "La soluzione trovata è quella che avevamo proposto a Marino, a Tronca ed infine a Raggi. È la vittoria del buon senso propedeutica alla riapertura delle trattative sul nuovo contratto decentrato".

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