Punto Verde Qualità Ponte di Nona: un conto salato per l'amministrazione comunale

Sostenuti costi altissimi per la realizzazione di uno dei più contreversi Punti Verde Qualità. Adesso i cittadini presentano il conto al Comune: "Poteva essere uno sbocco occupazionale importante, in un territorio depresso. Siano almeno salvati gli attuali posti di lavoro"

La palestra e la sala scommesse di Ponte di Nona

Il Comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona, il coordinamento QRE ed il movimento dei Disoccupati Organizzati, continuano la propria battaglia per ottenere ciò che finora il Punto Verde Qualità di via Don Primo Mazzolari non ha offerto. A partire dall’asilo nido mai aperto al pubblico, per finire con il centro anziani che non è più stato realizzato. La storia del PVQ si può inquadrare anche partendo dai numeri. Meglio ancora se si parla delle cifre che il Comune si trova ora a dover pagare alle banche. Si scopre così che, a fronte dei 121,6 mln di esposizione complessiva, più di 14 arrivano proprio da Ponte di Nona. Il meccanismo dei PVQ, da molti definito una sorta di “bancomat”, era tale per cui il Comune garantiva i prestiti ottenuti dai Concessionari, con fideiussioni pari anche a 95% degli importi. I tanti soldi investiti, non hanno però portato ai benefici sperati. 

“La cura del verde non è che abbia brillato – ironizza l’ex Consigliere Comunale del M5S Enrico Stefàno – e tutta la situazione è stata molto opaca. Noi abbiamo provato a squarciare il velo, facendo per primi una richiesta di accesso agli atti che ha consentito ai cittadini di ottenere le informazioni rispetto alla Concessione. Poi abbiamo presentato anche un’interrogazione”. Tra le domande che Stefàno e De Vito posero all’ex Assessore Estella Marino, anche quella sulla sala scommesse. A tal riguardo chiedevano se rientrasse  “nell’area comunale oggetto della concessione del PVQ”. La risposta dell’allora Assessore fu che “il progetto esecutivo aveva previsto, nell’area di pertinenza del PVQ,un fabbricato destinato alla ristorazione. Successivamente il concessionario ha provveduto alla modifica della sua destinazione d’uso, adibendo il locale a sala scommesse del cui inizio attività  - scriveva nel 2014 l'Assessore Marino - non è stata rilevata autorizzazione in atti”.

“Fummo noi a vedere per primi, nonostante fosse visibilissima da chilometri, la scritta che enorme lampeggiava ad indicare la presenza della sala giochi – dichiara oggi il Presidente del Municipio VI Marco Scipioni - Fummo noi ad intessere una serie di lunghissime corrispondenze con l’amministrazione capitolina affinche’ si chiudesse il contenzioso dopo la revoca della concessione del 2012. Nessuno prima di noi aveva visto nulla. Tantomeno il candidato Dario Nanni che all’epoca era consigliere capitolino e quindi parte dell’amministrazione tenuta a vigilare sui PVQ. E che dire poi dell’on. Svetlana Celli che ivi aveva un posto di lavoro?” dichiara sempre il Presidente Scipioni. 

A prescindere dei meriti di pochi, e dei demeriti dei tanti,  restano adesso le esigenze dei cittadini. “Vogliamo che l’asilo nido venga finalmente aperto. In questo quartiere, c’è una richiesta fortissima, pari a quasi 600 bambini. E poi, se la piscina e la palestra chiuderanno – spiega Valter Aquilini, del Movimento Disoccupati Organizzati – vogliamo che siano preservati i 98 posti di lavoro. Se ne prenda carico il Comune. Quello che lascia molta amarezza, come ho detto altre volte, è che questi Punti Verde potevano rappresentare una risposta in termini occupazionale per molti territori. Nel nostro, ci sono persone di 50 anni che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena” conclude il cittadino. Pensando a loro,  il ricordo di quanti soldi pubblici sono stati investiti  per i Punti Verde Qualità, diventa insopportabile.

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