Punti Verde Qualità: il Campidoglio si compatta e si prepara a sfidare le banche

All'unanimità l'Assemblea capitolina vota un documento con cui si punta a "ridefinire i rapporti tra operatori e amminsitrazione" e di "rinegoziare i rapporti con gli istituti di credito. Ciabocco (PVQ Madonnetta): "Lo stavo chiedendo dal 2008"

Tutti d’accordo. Trentanove consiglieri capitolini, per una volta, hanno trovato l’accordo su un documento. La partita era davvero troppo importante per presentarsi divisi. Dopo tanti anni infatti, il Campidoglio ha deciso d'intervenire per disinnescare i Punti Verdi Qualità. Lo ha fatto, novità assoluta, a partire dal livello assembleare. 

LE FALLE PROCEDURALI - Nel pomeriggio di martedì 14 febbraio, in aula Giulio Cesare, davanti ai tanti concessionari, si è fatto vedere anche l’Assessore Mazzillo. E’ lui che, anche senza una specifica delega, sta seguendo per la squadra di governo la delicata vicenda dei PVQ. “Le garanzie fideiussorie non sono perfette da un punto di vista giuridico” ha fatto notare Mazzillo, durante l'intervento di apertura della seduta consiliare. In altre parole, ci sono delle falle nelle procedure con cui il Comune ha garantito i prestiti ottenuti dai concessionari.“Le prime fideiussioni depositate nel '99 sarebbero state rese sulla base di una delibera di Giunta, mentre il Testo Unico degli Enti Locali prevede che siano regolarizzate dal Consiglio comunale. Un vulnus che è stato solo parzialmente sanato con due delibere del Consiglio che fissavano un nuovo schema di valutazione”. Anche in questo caso però, tale schema “veniva stipulato dal dirigente competente con atto amministrativo sebbene non avesse il dirigente stesso alcun titolo per farlo” ha spiegato l’Assessore. Ed inoltre “gli istituti di credito non hanno svolto l’adeguata istruttoria prevista dalla stessa convenzione. Alla luce di queste premesse – ha sottolineato Mazzillo – è chiaro che l’esposizione dell’amministrazione verso gli istituti di credito, non è poi così ampia”. C'è odore di contenzioso. Una possibilità che, in passato, aveva già evocato l'assessore alla legalità ed ai PVQ Alfonso Sabella.

RICHIESTE CONDIVISE - Sulla scia di queste indicazioni, ricordate dall'attuale Assessore al bilancio di Roma Capitale, si è sviluppato il dibattito in Aula consigliare. Sul piatto c’era anche un ordine del giorno presentato da Ignazio Cozzoli Poli e sottoscritto dal Centrodestra a da Sinistra Italiana. Alla fine ha però prevalso la linea unitaria. Ovvero la ricerca di un documento condiviso, votato da tutto l’arco consiliare . L’ordine del giorno, licenziato da 39 consiglieri su 39 presenti, è quindi stato elaborato tenendo presente delle esigenze: “Ribadire l’interesse pubblico; completare il censimento con la valutazione ed il collaudo delle strutture realizzate” a cui far seguire “la relativa acquisizione al patrimonio capitolino”. Inoltre, ha ricordato il Presidente Marcello De Vito leggendo il documento votato, con l'ordine del giorno s'impegna la Giunta a “regolarizzare urbanisticamente le aree interessate” e, cosa tutt’altro che secondaria,  “a rinegoziare i rapporti con gli istituti di credito”, oltre che a “ridefinire i rapporti giuridici tra gli operatori e l’amministrazione, al fine di preservare le strutture e garantire la temporanea fruibilità delle stesse”.

LA TESTIMONIANZA - La soddisfazione dei consiglieri capitolini, per l’unità d’intenti riscontrata, è stata fatta propria anche da Andrea Ciabocco, concessionario del PVQ La Madonetta. La sua storia è stata indirettamente ricordata durante diversi interventi. A lui si è fatto riferimento, parlando delle “mutate condizioni” accorse negli anni, “al proliferare delle piscine”, che hanno reso meno competitivo il suo impianto sportivo realizzato nel verde di Acilia poco prima dei Mondiali di Nuoto. Alla fine, Ciabocco si è dichiarato soddisfatto. In primo luogo perché “dopo 21 anni è arrivato in aula Giulio Cesare  un consiglio straordinario sui PVQ”. Ma anche perché si è riconosciuta la necessità di tornare a negoziare con gli istituti di credito .”Il nostro problema è sempre stato finanziario – ha ricordato il concessionario di Acilia - speriamo che ora venga compreso. Nell’atto dell’indirizzo di oggi, si far riferimento anche alla rinegoziazione dei mutui con le banche. Io – ha fatto notare Ciabocco  – lo chiedo dal 2008. Oggi qunidi siamo soddisfatti”. Ed a chi gli fa notare che l’atto votato non è dei più incisivi tra quelli che può espremere un’Assemblea Capitolina, ha ribadito con ottimismo che “gli staremo sopra e faremo in modo che a partire da quest' ordine del giorno, si arrivi anche ad una delibera”.

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Commenti (2)

  • Finalmente si vede un pò di legalità dopo 20 anni di scandali sui pvq

    • se la Raggi viene sbranata dal branco di cani, Roma sarà di nuovo nelle mani della mafia-politica

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