Ama e i ritardi nella pulizia post incidenti: traffico e ore in attesa per una strada chiusa

Il traffico? Colpa di Ama. Da inizio anno i casi si moltiplicano, così come le ore di attesa. Ecco cosa sta succedendo

L'olio sull'asfalto ieri sulla via del Mare

Il Comandante generale Antonio Di Maggio ufficialmente non ammette le difficoltà, convinto, da uomo fedele e fiducioso nelle istituzioni, di una soluzione rapida. Tra i vigili di Roma Capitale però da inizio anno è tornato un problema solo apparentemente risolto: Ama interviene sempre più controvoglia nella pulizia degli incidenti e quando lo fa, arriva in ritardo. Il risultato? Un aumento delle ore nel traffico per i romani. Si potrebbe sintetizzare dicendo che il traffico è anche colpa di Ama. Da inizio anno infatti i casi si moltiplicano, così come le ore di attesa. 

Il primo sulla Colombo, il 4 gennaio. Incidente mortale e strada chiusa dalle 15 di pomeriggio. Un malore per il conducente e rilievi relativamente facili da parte della polizia locale. La strada però è rimasta chiusa fino alle 22. Ama infatti non rispondeva ai solleciti del GPIT, gruppo pronto intervento traffico e i vigili, per la pericolosità del manto stradale impregnato di olio, sono stati costretti a tenere chiusa la strada, piantonandola e sottraendosi così ad altri compiti. Gli effetti sono tutti nei disagi vissuti dai cittadini, in coda sulla strada che conduce da Roma a Ostia nonostante la città mezza vuota: percorrenze triplicate e oltre un'ora a motore spento, hanno raccontato diversi cittadini. Alla fine Ama è arrivata a tarda sera e la strada è stata riaperta. 

Stesso copione nel quadrante est lo scorso 8 gennaio. Su via Lunghezzina un frontale, per fortuna senza gravi conseguenze. Detriti e olio in strada e viabilità ferma: in questo caso solo la buona volontà dei vigili ha portato alla riapertura di una parte della carreggiata, con il deflusso dei veicoli. Oltre tre le ore di attesa per la pulizia. 

Negli ultimi due giorni poi i casi si moltiplicano. Lunedì la mattinata maledetta per la tangenziale è stata in gran parte colpa di Ama. Due gli incidenti. Sulla sopraelevata la dispersione d'olio ha portato gli agenti a chiedere l'intervento dell'azienda della nettezza urbana, giunta però solo alle soglie delle 2 ore di attesa. Peggio ha fatto all'imbocco del tunnel della tangenziale, dove le ore di attese sono state quasi tre: la chiusura ha provocato un tappo sull'A24 e le conseguenti pesanti deviazioni per gli automobilisti. 

Ieri poi le ore sono state addirittura cinque sulla via del Mare. Un maxi tamponamento con dispersione di olio e detriti e strada chiusa dalle 8 alle 13, con conseguenti disagi per i cittadini. 

Perché questi problemi? Si tratta di una situazione ormai datata, che affonda le radici negli ultimi vagiti dell'amministrazione Marino e che ha visto nell'inerzia della gestione Raggi una colpevole responsabile. La prassi attuale da ormai tre anni è questa: se c'è un incidente i vigili chiamano, ma di fatto l'Ama dovrebbe dire "non è mia competenza". "In tanti", raccontano alcuni vigili urbani a RomaToday, "di fatto fanno così. Poi ci sono gli operatori più disponibili che arrivano e puliscono".

Ama ha più volte ribadito di non volere e potere espletare il servizio. L'ha fatto sotto la gestione Fortini e sotto quella di Stefano Bina (cinque stelle) che nel 2017 sollecitava la stipula di una convenzione per questo servizio, attualmente non ricompreso nel contratto di servizio. Lo ha fatto, ad esempio, l'8 febbraio 2017 quando ha ribadito all'allora comandante generale dei vigili urbani, Diego Porta, che "in assenza della stipula di una convenzione, Ama si vedrà costretta a sospendere il servizio". La convenzione però non può farla il comando di via della Consolazione, per mancanza di indicazione politica.

Da qui l'allarme dell'allora Comandante Porta che in sede istituzionale, una commissione trasparenza, senza giri di parole disse: "Ultimamente abbiamo due grossi problemi, il "presidio" delle buche e la mancanza della bonifica post incidente stradale, visto che Ama da mesi non interviene più: abbiamo segnalato da tempo questo problema all'amministrazione, che quindi ne è al corrente. È una situazione-  concludeva Porta- che per ore intere immobilizza le nostre pattuglie, che già sono poche, su alcuni tratti di strada". L'amministrazione quindi sa, conosce il problema, ma tace da ormai due anni. La posizione di Ama continua ad che "il servizio non rientra nella Ta.Ri. e che è disponibile a stipulare una convenzione" e di fatto continua ad espletare il servizio, anche se con i ritardi che abbiamo raccontato.

Prima di Ama, il servizio era svolto da un'azienda a cui veniva data una cosiddetta concessione di servizi. In sostanza se c'era un incidente arrivavano i mezzi di Sicurezza e Ambiente (il nome della società, ndr), pulivano e poi mandavano il conto all'assicurazione dell'"auto in torto". Per Ama invece il servizio ad oggi è solo un costo non essendo per ora strutturata per il "recupero crediti". Da qui i ripetuti inviti dell'azienda di nettezza urbana a bandire una gara per l'affidamento del servizio. Invito ormai impolverato e diventato lettera morta, ignorato sistematicamente dall'assessora Montanari e dalla sindaca Raggi. 

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