Emergenza Rifiuti, Provincia: "La Competenza è del Comune"

Palazzo Valentini risponde agli uffici dell'amministrazione capitolina precisando la posizione dei ruoli dei diversi enti interessati dal problema immondizia: "Quanto richiede il Campidoglio non è rappresentabile"

La Provincia di Roma ha risposto con una lettera a firma del dirigente dell’Ufficio Rifiuti, Ingegner Claudio Vesselli, alla richiesta di integrazioni del Comune di Roma Capitale, ribadendo che “la base della cartografia inviata è rappresentata dalla Carta tecnica regionale in scala 1:100.000 sulla quale sono state riportate le previsioni del Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG) così come prevede l’art. 20, comma 2, del DLGS 267/2000. Come è ampiamente noto il PTPG è un Piano di area vasta che non può quindi descrivere situazioni puntuali del territorio provinciale. La cartografia inviata dalla Provincia di Roma al Comune di Roma Capitale è proprio costituita sui fattori escludenti di attenzione progettuale e preferenziale degli aspetti idrogeologici e di difesa del suolo".
 

PIANO TERRITORIALE VASTO - Naturalmente la “capacità potenziale di cubatura delle zone individuate e la situazione dei vincoli puntuali esistenti” richiesta dal Campidoglio non è rappresentabile su un Piano territoriale di area vasta, come già detto. Infatti, le cubature potenziali di un sito ed i vincoli puntuali rappresentano esattamente i dati che deve valutare e individuare l’amministrazione capitolina per definire i siti da essa ritenuti idonei. Nella cartografia consegnata al Comune di Roma Capitale risulta evidente che sia nel territorio comunale, che in Provincia, esistono zone bianche ovvero delle aree potenzialmente idonee ad ospitare discariche, zone con vincoli di attenzione all’eventuale individuazione di discariche e zone con vincoli non superabili e quindi non idonee ad ospitare discariche.

NESSUN PARERE - L’Ingegner Vesselli ricorda inoltre all’Amministrazione capitolina che non deve far pervenire alcun parere alla Provincia ma deve individuare il sito o i siti idonei ad ospitare la discarica provvisoria di Roma Capitale così come prevede l’art. 198, comma 1, del DLGS 152/2006 “…i Comuni continuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa…”. Quindi, prosegue la Provincia di Roma, fino alla costituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) rimane ai Comuni la gestione dei rifiuti urbani. La Regione Lazio dovrà istituire, infatti, gli ATO sulla gestione dei rifiuti urbani, così come è già avvenuto per gli Ato del sistema idrico integrato, disciplinando, ad esempio, le modalità di adesione dei Comuni (convenzione di cooperazione o consorzio), definendo l’Autorità dell’Ambito come le regole di funzionamento. Per queste ragioni, finché il Comune di Roma Capitale non avrà formalmente aderito al futuro ATO è, come ovvio, di competenza esclusiva del Comune stesso decidere le modalità di raccolta e smaltimento dei propri rifiuti urbani, scegliere il soggetto gestore e definire le relative tariffe a carico dei cittadini”.

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