Dal nodo Pigneto alla nuova stazione Zama, ecco l’accordo del ferro tra il Comune e Rfi

Nascerà una cabina di regia per controllare l'attuazione del piano

Il piano di assetto delle stazioni - slide mostrate nel corso della conferenza stampa

Trasporti e urbanistica. Non c’è solo l’obiettivo di riorganizzare e portare a termine quella serie di opere di mobilità pubblica su ferro che in alcuni casi la città attende da tempo. Nel Protocollo di intesa sul sistema metro-ferroviario della capitale stipulato nei giorni scorsi tra Roma Capitale, Rete ferroviaria italiana e Fs Sistemi Urbani c’è anche la traccia per un impulso allo sviluppo urbanistico per quelle aree ubicate in prossimità dei principali nodi di interscambio. Al centro soprattutto le stazioni: Tiburtina in primis, con il suo piano di assetto in attesa di applicazione e i lotti in vendita attorno alla recente costruzione progettata dall’architetto Desideri, ma anche Tuscolana, Trastevere, Magliana, Ostiense a cui va aggiungersi il nodo Pigneto. 

I contenuti del documento sono stati presentati questo pomeriggio nella sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio alla presenza della sindaca Virginia Raggi e degli assessori a Mobilità e Urbanistica, Linda Meleo e Luca Montuori, dell’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana Maurizio Gentile e di quello di Fs Sistemi Urbani Gianfranco Battisti. “Quello che presentiamo oggi è un passo avanti nello sviluppo della mobilità coniugato tenendo ben presente l’aspetto urbanistico di una città le cui periferie sono cresciute in modo incontrollato e indifferente alla programmazione del trasporto” ha spiegato in apertura Raggi. “Verrà istituita una cabina di regia che ogni tre mesi monitorerà tutti i passaggi e le operazioni da attuare per realizzare le opere nel più breve tempo possibile”. Valore totale dell'investimento da parte di Rfi, ha spiegato Gentile "sarà di 400 milioni di euro". 

Da un lato, si legge su una slide di presentazione, “il potenziamento del sistema ferroviario metropolitano e regionale”, dall’altro “la riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse”. Tra gli interventi individuati nel protocollo d’intesa figura la chiusura dell’Anello Ferroviario Nord con il raddoppio della tratta Valle Aurelia-Vigna Clara con innesti sulla linea Roma-Firenze e con la realizzazione di un nodo di scambio a Tor Di Quinto con la ferrovia Roma-Viterbo. La stazione Vigna Clara, conclusa nel 2016 ma inutilizzata a causa di un ricorso al Tar, "verrà riattivata dopo una serie di monitoraggi ambientali prescritti dal tribunale" ha spiegato Gentile. “Sarà possibile spostarsi da una parte all’altra della città senza macchina” ha aggiunto Raggi. I finanziamenti però ancora non sono disponibili: il costo dell'opera è di 547 milioni di euro "da finanziare" e i tempi sono legati al reperimento di questi ultimi. 

C’è poi il cosiddetto ‘nodo Pigneto’, che consiste nella realizzazione di una nuova stazione di interscambio tra ferrovie regionali e metro C completamente interrata con conseguente modifica dello spazio urbano sovrastante. Il tutto articolato in tre fasi. Il costo stimato del primo lotto ammonta a 1,27 milioni di euro mentre il secondo, quello relativo al tombamento del vallo ferroviario, 12 milioni di euro che verranno messi da Roma Capitale, "reperiti grazie alla compensazione con il parcheggio del lotto cosiddetto T6 (che sorge su un’area di proprietà comunale ed è stato realizzato da Rfi, ndr) nella zona Tiburtina", più altri 5 milioni di euro di Rfi. Il costo per la fase due è invece stimato il 24 milioni di euro di fondi regionali mentre per la fase tre la spesa, stimata e ancora da finanziare, è di 30 milioni di euro. Se per la seconda fase si prevede un affidamento dei lavori entro il 2019, questo aspetto per la terza è ancora "da definire".

Segue il Piano regolare generale ferroviario di Roma Casilina con modifiche al piano del ferro di Casilina per l’eliminazione delle interferenze tra i flussi merci e i flussi metropolitani regionali che “creano disservizi e ritardi alla marcia dei treni”. A riguardo, spiegano, “verrà avviato un tavolo di confronto con i cittadini”. Costo stimato di questa prima fase: 25 milioni di euro “già finanziati”. Tempi: “da definire”. La seconda fase di questo progetto è invece il cosiddetto “quadruplicamento” dei binari che corrono tra Ciampino e Centocelle per un costo stimato di 29 milioni di euro e tempi ancora da definire. Fase tre: “quadruplicamento” Capannelle-Casilina “per l’indipendenza dei flussi e l’aumento della capacità di penetrazione delle direttrici Cassino, Formia e Castelli”. Su questa tratta dovrebbero nascere altre due stazioni: Selinunte e Statuario. Per quest’ultima fase, oltre ai tempi, anche i costi sono da definire. 

Tra le altre opere messe in programma figurano la realizzazione di una fermata ‘Zama’, nei pressi dell’omonima piazza, sulle linee per Orte, Viterbo e Civitavecchia. Stima dei costi “da valutare”, tempi “da definire” e progetto di fattibilità tecnica ancora “da avviare” così come per la fermata Massimina sulla linea per Civitavecchia. Per la stazione Magliana sul tavolo c’è invece l’inserimento di due nuovi binari di assestamento. 

Nell’elenco compaiono poi una serie di ‘piani di assetto’ delle stazioni. “Sono quattro le aree strategiche che ci interessano” ha spiegato Battisti. Quella di “maggior valore” è la stazione Tiburtina il cui piano, atteso ormai da anni, prevede l’abbattimento dei un tratto di tangenziale sopraelevata, la risistemazione dei piazzali e la riorganizzazione della viabilità pubblica e privata. Non solo. L’area è destinata a cambiare volto anche dal punto di vista urbanistico. Dopo la realizzazione da parte di Bnl del suo nuovo quartier generale su un ‘lotto’ acquistato dalle ferrovie, Rfi Sistemi Urbani è pronto a mettere a valore un altro lotto, nei pressi della stazione, lato piazza Bologna, che avrà una destinazione turistica. “A metà ottobre si aprirà una gara internazionale” ha spiegato Battisti. Sempre in queste aree non più funzionali all’esercizio della stazione “potrebbe trovare spazio il nuovo quartier generale di Rfi, “per ora nelle fasi preliminari” è stato spiegato nel corso della conferenza stampa. Nelle tabelle allegate al Protocollo si punta all'avvio della variante urbanistica entro il 31 dicembre del 2018. 

Altre aree di interesse, i cui progetti però sono in stato meno avanzato, sono le stazioni Tuscolana, Trastevere e Ostiense. Per la prima si punta alla realizzazione di un nodo di interscambio con la metro A, richiesto dal Piano urbano per la mobilità sostenibile, che dovrebbe costare 12 milioni di euro, ancora da finanziare. L’avvio dell’iter è stimato entro la fine dell’anno. In aggiunta, ha spiegato Battisti, “stiamo lavorando alla progettazione di due aree che sono in via di dismissione”. E ancora il piano di assetto delle stazioni Trastevere-Porto Fluviale e Quattro Venti: “Stiamo pensando ad una revisione complessiva dell’area rendendola in linea alle esigenze d mercato”. Infine la stazione Ostiense, oggetto di “uno studio preliminare per la riqualificazione urbanistica e funzionale al nodo di scambio con la fermata della metro Piramide e quella della Roma Lido. Costi da valutare. Studio preliminare: da avviare. 

"L'obiettivo è che tutti i romani possano spostarsi sul ferro riducendo l'uso dell'auto privata sia in città sia dall'esterno alla città" le parole dell'assessora Meleo. "Si tratta di opere fortemente volute dalla cittadinanza che serviranno a migliorare i collegamenti all'interno della Capitale e a potenziare il servizio fornito ai tanti pendolari che ogni giorno attraversano Roma" ha concluso. 

"Coniugare lo sviluppo urbano con il sistema di trasporto su ferro è oggi un obiettivo non più rimandabile" ha concluso Montuori. "Roma ha la necessità da un lato di collegarsi con le altre città europee tramite l'alta velocità" e dall'altro "immaginare il proprio sviluppo recuperando le aree ormai dismesse intorno ai nodi di trasporto, già sviluppati nei quali immaginare nuove funzioni, nuovi spazi per lavorare e abitare".

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Commenti (4)

  • Le idee sembrano buone ed al netto di finanziamenti ed anfore interrate non potranno che migliorare la mobilità. il problema rimane l'attuazione che a Roma (in epoche e giunte differenti) è sempre stata fatta a cavolo ... Vedi il bivio metro b fatto PRIMA della stazione Tiburtina col risultato di diminuire i treni lì diretti nel momento in cui si ampliava la stazione stessa. O lo stadio della Roma (ammesso si faccia mai) disegnato in un modo e poi autorizzato senza alcune delle strade e dei ponti necessari al pubblico per arrivarci. E così di seguito. Il problema fondamentale a Roma è che anche le idee più inteligenti quasi sempre si realizzano male.

    • lo snodo a Bologna invece che a Tiburtina è stato l'apice dell'incopentenza..

  • Quindi da questo articolo capisco che sulla carta ci sono Tanti bei progetti, ma mancano i fondi per terminare le ultime fasi di realizzazione.

    • RFI fa capo al Ministero, una volta concluse le pratiche di progetto i fondi vengono da lì... buongiorno Antonio, questo è il 2018

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