Manovra, Governo accontenta Ncc, taxi bloccano Termini e Fiumicino. In nottata la retromarcia

Dalle bandiere Lega e M5s bruciate alla fiducia nella manovra economica. Il lungo sabato dei tassisti

Tassisti in protesta in piazza Vidoni

Dalle bandiere della Lega e del M5s bruciate in piazza, alle banchine riservate ai taxi deserte a Termini e Fiumicino. Dopo le proteste di pullman turistici e Ncc che hanno paralizzato l'Urbe in questo mese di dicembre, ad infuocare il weekend romano pre natalizio ci hanno pensato i taxi con una protesta contro la decisione del Governo sulla manovra economica, che rivedeva le regole sugli autisti del Noleggio con conducente (Ncc). In nottata il dietrofont, con la protesta dei conducenti delle auto bianche rientrata. 

Dopo le proteste dei torpedoni a piazza Venezia e degli Ncc in Senato, con quest'ultimi bloccati ed identificati dalla polizia mentre erano in procinto di organizzare una protesta non autorizzata venerdì sera, (qui il link), il sabato di passione dei tassisti romani ha cominciato a prendere corpo nel primo pomeriggio. Una giornata che si è letteralmente "accesa" alle 13:00, con alcuni tassisti romani che hanno incendiato bandiere della Lega e del M5s in piazza Vidoni, a due passi dal Senato, al grido di "Ci hanno tradito".

Nodo del contendere lo stralcio della norma sugli Ncc, con il Governo che in quel momento aveva tolto dal maxi-emendamento della manovra. Ovvero la promessa di approvare le regole che imponevano agli Ncc, dal 1 gennaio 2019, di tornare in rimessa nella città dove era stata rilasciata l'autorizzazione ad ogni servizio prestato per esempio a Roma. 

Termini (foto ANSA SIMONA TAGLIAVENTI)-2

Alla notizia della promessa disattesa dal Governo giallo-verde, la protesta dei tassisti è proseguita. Alle 19:00 le banchine riservate alle auto bianche della stazione Termini e dell'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino erano infatti deserte. Un mancato servizio che di fatto ha paralizzato il servizio nei due principali scali di Roma per treni ed aeroplani, creando problemi alla mobilità cittadina, proprio durante l’ultimo shopping natalizio e con gli arrivi dei turisti per Natale.

Così come si era accesa la protesta è poi rientrata in nottata, con il dietrofront del Governo sullo stralcio della norma relativo al regolamento degli Ncc. "Ci sentivamo traditi, avevamo grandi aspettative, tutte disattese", le parole di Alessandro Atzeni, delegato di Fit Cisl Lazio per i taxi. "In nottata con il dietrofront del Governo la protesta è rientrata. Ci aspettiamo - conclude il sindacalista - che quanto promesso sulle nuove regole per gli Ncc non venga nuovamente disatteso". 

"E’ un segnale positivo il fatto che il Governo abbia infine deciso di rispettare gli accordi presi con i rappresentanti dei lavoratori in sede ministeriale, inserendo in un decreto le norme sui taxi che avevamo pattuito lo scorso 18 dicembre con il viceministro Rixi: le incertezze politiche che si sono susseguite in questi giorni avevano creato forti tensioni nella categoria, adesso possiamo definirci cautamente soddisfatti”. Ha proseguito Atzeni, aggiungendo che "apprezziamo che l’Esecutivo abbia mostrato il proprio impegno nel recepire le istanze di una categoria che in questi giorni ha temuto di dover subire decisioni unilaterali e penalizzanti. In attesa di valutare in modo più approfondito il testo, l’auspicio è che si trovi una quadra durevole sul destino di lavoratori che negli ultimi anni sono stati spesso gettati nella preoccupazione a causa di altalenanti intenzioni legislative".

"Per parte nostra – conclude – diamo la nostra massima disponibilità all’individuazione di soluzioni comuni e condivise che definiscano una volta per tutte il quadro normativo in cui devono operare persone che hanno diritto a lavorare con continuità e serenità".

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