Ncc in protesta in piazza della Repubblica, esposta bara avvolta nel Tricolore

La mobilitazione degli autisti Noleggio con Conducente è cominciata con un corteo di auto arrivato in Centro dall'aeroporto di Fiumicino

Ncc in piazza della Repubblica (foto Ansa Claudio Peri)

Centinaia di Ncc sono scesi in piazza della Repubblica a Roma per protestare contro il decreto legge approvato dal Cdm, che  disciplina il settore. I lavoratori si sono riuniti in un sit in Centro Storico. La protesta si è svolta senza problemi. Durante la manifestazione è stata esposta una bara avvolta in un tricolore con su scritto "la liberà assassinata dal governo del cambiamento".

La mobilitazione degli autisti del Noleggio Con Conducente è cominciata nella tarda mattinata di giovedì 27 dicembre quando, in segno di protesta contro la Manovra del Governo, oltre un centinaia di auto degli Ncc sono sfilate lungo l'anello viario che collega il piano Partenze dei Terminal dell'aeroporto di Fiumicino. Le auto degli Ncc, scortate in testa e coda da vetture della polizia, sono passate suonando i clacson, ma non hanno causato nessun intralcio alla circolazione né disagi ai passeggeri.

Nel corso della manifestazione è stato esposto un fantoccio del vicepremier Luigi Di Maio che tiene in mano un cartello con su scritto "schiavo dei tassisti". Lo stesso manichino è stato poi bruciato in piazza della Repubblica. "Dateci l'opportunità di svolgere il nostro lavoro di  Noleggio con conducente", le parole dei manifestanti. Tra gli slogan esposti dai manifestanti c'è anche il "Governo del cambiamento paga la cambiale elettorale ai tassisti".

A prendere le distanze in relazione al manichino raffigurante Luigi Di Maio bruciato in piazza il presidente di Anitrav, Mauro Ferri: "Come Comitato Difesa Ncc (Anitrav, Fai Confcommercio e Federnoleggio Confesercenti) prendiamo fermamente le  distanze da quanto successo". 

"È un gesto forte e simbolico - sottolinea -, ma non ci appartiene. Capiamo la rabbia, ma non condividiamo queste espressioni e mentre stiamo a parlare di un manichino un collega in carne e ossa si è appena cosparso di benzina. Questo purtroppo è il clima di una piazza che cerca di farsi ascoltare da istituzioni sorde e quanto mai lontane dalla paura di chi presto sarà senza lavoro per decisioni frettolose e per mancanza di confronto".

A spiegare le motivazioni dell'ennesima protesta Giorgio Silvano Dell'Artino, presidente di Azione Ncc, l'associazione delle aziende di servizio di trasporto pubblico con conducente, commenta la decisione del governo di approvare un decreto sugli Ncc: "E' evidente che ci vogliono affossare per favorire i taxi e farsi beffe sia del principio tutelato dalla nostra Costituzione che dai Trattati Ue della libera concorrenza sia del diritto dei cittadini ad avere servizi efficaci ed efficienti. Il ministro Toninelli ha deciso di saldare un debito elettorale coi tassisti, ma il conto lo pagheranno i cittadini e migliaia di imprese che saranno costrette a chiudere". 

"Probabilmente - prosegue Giorgio Silvano Dell'Artino - preferiscono che noi imprenditori chiudiamo le nostre aziende così potremmo andare a chiedergli il loro reddito di cittadinanza. Forse il loro sogno è un Paese in cui non c'è più libertà di impresa ma solo gente in fila davanti ai centri per l'impiego". 

Il decreto, ricorda una nota di Azione Ncc, ha visto la luce nella notte fra sabato e domenica scorsi dopo che "si sono accorti che mancavano le coperture per la disciplina sugli Ncc contenuta nel maxiemendamento votato al Senato". "Con il ministro Toninelli - fa notare Dell'Artino - che si è subito premurato di farlo sapere sulla sua pagina Facebook ai suoi tanti tassisti in attesa. E li capisco, i tassisti ora possono festeggiare perché Toninelli sta dando un colpo mortale a migliaia di imprese, solo nella nostra Toscana sono oltre 2 mila gli Ncc, lasciando di fatto al monopolio dei taxi il trasporto pubblico non di linea".

Gli Ncc in piazza si appellano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un confronto sulle norme varate dal Governo per la categoria. ''Leggiamo con speranza e preoccupazione - afferma il presidente di Federnoleggio Confesercenti Luigi Pacilli in rappresentanza di Comitato Difesa Ncc (Anitrav, Fai Confcommercio e Federnoleggio Confesercenti)- le misure proposte per regolamentare il settore del noleggio con conducente. Preoccupazione perché la proposta, così come è, impone limiti e paletti all'attività degli Ncc rendendo di fatto impossibile continuare a svolgere il servizio". Per tutte "queste incongruenze scendiamo in piazza uniti per chiedere un confronto con il Presidente Mattarella oggi stesso" sottolinea Pacilli.

''A questa preoccupazione - prosegue - si unisce la speranza che davvero ci si sieda intorno a un tavolo per chiarire tutti i punti. Chiediamo di poter parlare con chi sta prendendo decisioni che avranno un impatto enorme sul nostro futuro, non perché vogliamo una proroga della situazione attuale, ma perché vogliamo una riforma giusta per tutto il settore del trasporto pubblico, compresi taxi ed Ncc".

"Le norme presentate prevedono l'ampliamento degli ambiti territoriali di operatività per gli Ncc da comunali a provinciali, la possibilità di avere la doppia rimessa in provincia e la possibilità - prosegue Pacilli- di non rientrare in rimessa tra un servizio e l'altro se le prenotazioni sono state registrate su un foglio di servizio elettronico, ma non tengono conto delle reali modalità di espletamento del servizio".

''In questi giorni si sono spesso alzati i toni - conclude Pacilli -. Sono circolati commenti fuori luogo, decisamente sbagliati. Prendiamo nettamente le distanze da tutto ciò e aspettiamo fiduciosi la convocazione di un tavolo di confronto per giungere a una soluzione che sia realmente migliorativa, per noi e per i cittadini che hanno diritto a un servizio di trasporto che funzioni". 

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