Decoro nel centro storico, gli urtisti contro lo spostamento: "Sul lastrico 250 famiglie"

La protesta in piazza di Spagna: "Noi non siamo un ostacolo al decoro, 150 anni di storia non si cancellano così". Il 29 settembre tavolo in Campidoglio

Esplode il caso urtisti in centro storico. Gli storici venditori di souvenir di Roma protestano contro il provvedimento che prevede il loro spostamento dalle vie centrali della città. Un vero e proprio blitz quello di questa mattina a Piazza di Spagna dove un gruppo di venditori ambulanti ha protestato chiedendo al Campidoglio di rivedere il provvedimento.

Poche settimane fa il tavolo tecnico tra Campidoglio e Ministero ha dichiarato incompatibili la collocazione di 43 urtisti (ovvero i banchetti di venditori di souvenir), 22 posizioni dove ruotano circa 70 camion bar e 11 fiorai con tutta l'area archeologica centrale che comprende i Fori, Colosseo, Piazza Venezia, Tridente, PIazza di Spagna e Trinita' dei Monti, Circo Massimo.

"Noi non siamo un ostacolo al decoro", "150 anni di storia non si cancellano così". Così recitavano i cartelli esposti dai venditori ambulanti di souvenir.  "Rischiano di finire sul lastrico circa 250 famiglie, che vivono di questo lavoro", raccontano gli urtisti. "Abbiamo 112 licenze e con ognuna di queste lavorano due famiglie - spiega - per un totale di 250 famiglie che finiranno sul lastrico. Ci hanno proposto di fare un mercatino a via di San Gregorio, ma noi non siamo intenzionati a lasciare le nostre postazioni".

Il consigliere del Pd in I municipio, Tommaso Giuntella, spiega: "Abbiamo a cuore le ragioni dei commercianti di strada noti come 'urtisti' e non li lasceremo soli, perché loro non c'entrano nulla con i problemi di decoro della città e con il giusto impegno che il sindaco Marino e l'assessore Leonori stanno mettendo nel liberare Roma dalle briglie e dalle incrostazioni di un vecchio sistema. Confidiamo nella capacità della politica per trovare una soluzione che renda giustizia, persegua l'importante obiettivo della delibera ma tenga conto delle differenze qualitative, quantitative e sostanziali che vanno sollevate per restituire giustizia tra chi lavora nella città e per la città da piu' di 150 anni e in condizioni tra l'altro nate per effetto di discriminazione razziale. Per questo motivo accogliamo con piacere la notizia della convocazione dei rappresentanti degli urtisti in Campidoglio il prossimo 29 settembre".

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