Multopoli Portonaccio, protesta in Campidoglio: "Amministrazione fantasma, già spesi 45 milioni di euro"

In duecento sotto le finestre della Raggi. Incontro con il direttore generale Giampaoletti. Ecco quanto emerso. Prosegue intanto l'iter dei ricorsi: il muro del Comune

Foto Agenzia Dire

L'avevano promesso e l'hanno fatto. La protesta di Multopoli Portonaccio è arrivata sotto le finestre di Virginia Raggi. Ieri duecento persone si sono radunate in Campidoglio per protestare contro il silenzio e l'inerzia dell'amministrazione pentastellata su una vicenda che coinvolge centinaia di migliaia di persone. Oltre 400.000 le multe comminate dalla telecamera posta su quella che è la preferenziale più famosa e odiata d'Italia. Migliaia i ricorsi a giudice di Pace e Prefetto per opporsi alle sanzioni. Decine i tentativi di interlocuzione con l'amministrazione, sempre rigettati al mittente, conditi spesso con lo scaricabarile verso i tecnici. 

E ieri hanno trovato proprio un tecnico a rispondergli, ovvero il direttore generale del Comune di Roma Franco Giampaoletti che ha risposto ai quesiti posti dai cittadini. A riferire le sue risposte a RomaToday sono i cittadini che hanno potuto incontrarlo. "L'annullamento delle sanzioni? Impossibile, ci sarebbe stato il danno erariale. Il rifacimento della segnaletica ammissione di colpa? No, semplicemente un potenziamento. Cercare di creare una Linea di demarcazione di ammissibilità dei ricorsi fino al 26 Ottobre? No, perché per noi tutto, sia dal punto di vista Giuridico-Amministrativo che tecnico-operativo è stato fatto nella dovuta maniera". E sul fatto che il Comune si stia opponendo ai ricorsi persi spiega: "Il fatto che anche il 30% dei ricorsi stiano dando ragione a Roma Capitale, costituisce la prova che possiamo andare avanti e dobbiamo farlo". 

Nel frattempo proseguono i ricorsi. Molti quelli accolti, ma altrettanti sono i rinvii dei giudici di Pace. Manca un orientamento univoco e secondo quanto si apprende la riunione che avrebbe dovuto portare un pronunciamento unico non c'è mai stata. La vicenda si sta, anche in sede giudiziaria, evidemente facendo politica. Tanti i soldi in ballo, oltre 20 milioni di euro ed il Comune vuole incassarli. Ed anche per questo ha messo in piedi dei ricorsi contro le sentenze avverse.  "Noi crediamo che la linea difensiva di Roma Capitale", spiegano gli avvocati Pietro Cesare Vincenti e Luigi Di Gennaro, "faccia acqua da tutte le parti in quanto la questione sollevata dai cittadini multati è meramente giuridica a differenza di quella di Roma Capitale che si fonda esclusivamente su basi politiche".

Nell’atto di citazione in appello di Roma Capitale alle sentenze di accoglimento dei ricorsi si legge: "Se è comprensibile la “ribellione” che una vasta parte della popolazione solleva nei confronti di una decisione dell’Amministrazione comunale (quella, cioè, di ripristinare una corsia preferenziale che esisteva da molto tempo e che da qualche anno era stata sospesa a causa di ragioni di viabilità, ben note peraltro al Giudice di prime 3 cure) ebbene questo genere di considerazioni non possono essere fatte oggetto di pretese giuridicamente rilevanti". Va precisato che da parte dei cittadini non c'è stata protesta contro la preferenziale, ma contro la segnaletica. E proprio l'insufficienza di segnaletica, nonché i pronunciamenti di alcuni esponenti di Roma Capitale, sono alla base delle sentenze di accoglimento. 

Ricorsi, quelli di Roma Capitale, fotocopia identici gli uni agli altri. Una volontà di allungare i tempi della giustizia, con il rischio di pesare ulteriormente sulle casse dei cittadini e di andare a gravare ancora di più sulle casse del Campidoglio. "I costi della giustizia", ci spiegano gli avvocati Vincenti e Di Gennaro, "si calcolano sul valore della controversia: se, ad esempio, un cittadino ha preso cinque sanzioni amministrative da poco meno di 100 euro ciascuna e si ritrova con una sentenza di rigetto, il costo per la proposizione dell’appello sarà di circa 100 euro ad esclusione della parcella dell’avvocato. Costo che si aggiunge a quanto già speso per il primo grado (circa 43,00 euro per cause fino a euro 1.100,00 di valore complessivo ovvero non più di 9 verbali). Nel caso in cui il cittadino subisse l’appello da parte del Comune, dovrà sostenere solo i costi dell’avvocato e in caso di sconfitta l’eventuale condanna alle spese legali nei confronti di Roma Capitale. Lo stesso discorso vale per Roma Capitale nel caso in cui dovesse perdere l’appello".

Anche per questo da parte del comitato Multopoli Portonaccio è forte il convincimento che la strategia del Comune punti a scoraggiare i cittadini che vogliono presentare ricorso, spaventandolo con le cifre da affrontare. "Questa situazione ha dell’incredibile e nessuno si trova ormai nella condizione di tornare indietro", attacca Luca Cardia, del comitato Multopoli Portonaccio. "Il Comune ormai si trova più nella condizione di tornare indietro perché la situazione è stata malgestita sin dall’inizio. Non è stato fatto nulla nella dovuta maniera, per valutare che in errore era non il cittadino ma l’Amministrazione. Oggi siamo ad oltre 45 milioni di euro di spesa. Vogliono andare in appello e poi in Cassazione. Ma a quanto dobbiamo arrivare?  Mi fa sorridere che si parli di uno spreco di  un milione di euro per i mezzi anti-neve, quando qua ballano cifre ben più grandi". 

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