Addio ai residence, la delibera è ferma al palo: lavoratori senza stipendio

La denuncia viene dalla struttura di via Campo Farnia: i contratti sono scaduti ma fino all'approvazione del bilancio nessuna alternativa verrà finanziata. L'assessorato alla Casa: "Nessuno rimarrà per strada"

“Lavoratori senza stipendio e servizi di pulizia e manutenzione dismessi”. È questa la denuncia di Nicola, uno dei lavoratori dei Centri di assistenza abitativa temporanea di via Campo Farnia 100, i cosiddetti residence, che ieri mattina hanno protestato davanti alla sede dell'assessorato alla Casa “per chiedere garanzie”. A metà settembre infatti la Giunta capitolina ha approvato una delibera per chiudere queste strutture che costano ogni anno quasi 30 milioni di euro di affitti a favore di privati. In cambio l'amministrazione comunale aveva promesso 700 euro a famiglia sollevando le critiche e le perplessità degli stessi residenti e dei movimenti. Così i primi contratti in scadenza, per un totale di quattro strutture, non sono stati rinnovati ma dall'amministrazione capitolina, complice la difficile partita del bilancio, “non è più stata data alcuna risposta”.

I 12 lavoratori della cooperativa che gestisce il servizio di portierato del residence di via Campo Farnia, dove vivono 133 famiglie, molte delle quali con bambini e disabili, non ricevono lo stipendio da due mesi. “Non siamo contrari alla chiusura di queste strutture, anzi” racconta Simona. “Per primi riconosciamo la necessità di trovare una soluzione stabile in una casa popolare per questi nuclei e non vediamo di buon occhio una soluzione come quella di dare 700 euro che ripropone un ingente esborso di risorse” continua. “Però non si possono lasciare le famiglie in questa situazione di incertezza. Per questo abbiamo chiesto all'amministrazione comunale una proroga dei contratti fino a che non si trova una reale alternativa”. Le famiglie infatti continuano a vivere nei residence ma i contratti sono scaduti.

Per questo motivo l'assessore alla Casa Daniele Ozzimo ha scritto una lettera ai proprietari delle quattro strutture chiedendo di garantire continuità a tutti i servizi anche a contratto scaduto. “Devono stare tutti tranquilli, non lasceremo nessuno per strada” fanno sapere dall'assessorato. “Siamo in costante contatto con i residenti, con i lavoratori e anche con i proprietari. Prima di stanziare le risorse per rendere la delibera operativa, dobbiamo aspettare l'approvazione del bilancio e capire quante sono le risorse a nostra disposizione”. Attenzione anche alla situazone dei lavoratori, che ieri a margine del presidio di protesta hanno incontrato l'assessore Ozzimo: “Stiamo lavorando per ricollocarli in altre strutture”.

Dall'assessorato, in seguito alla lettera, assicurano che nessuno dei servizi è stato sospeso. Ma tra le motivazioni che ha spinto i lavoratori a chiedere un incontro con l'assessore c'è anche la dismissione dei “servizi di pulizia e manutenzione”.

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