Condono bloccato e affrancazioni a rilento, geometri e ingegneri in rivolta contro il Campidoglio

Presidio sotto le finestre di Palazzo Senatorio

Protesta inusuale questa mattina in Campidoglio: la piazza si è riempita di ingegneri e geometri. Armati di fischietti, i 'professionisti' hanno risposto alla chiamata degli organizzatori, l'Ordine degli ingegneri della provincia di Roma e il Collegio provinciale dei geometri di Roma e hanno si sono riversati sotto le finestre di Palazzo Senatorio. "Siamo in emergenza" il grido d'allarme. "L'immobilismo di questa amministrazione è diventato insostenibile". 

In cime alla lista, tre grandi problematiche che, di fatto, "stanno bloccando il mercato immobiliare e, di conseguenza, il nostro lavoro". Condono: "Negli uffici comunali giacciono 200 mila pratiche inevase, alcune sono bloccate dal 1985. Gli uffici devono ripartire". Affrancazioni: "Bisogna velocizzare la procedura. Su 3600 richieste ne sono state evase solo 600". Infine riorganizzare l'archivio progetti: "Per ottenere informazioni relative agli immobili servono tempi biblici. Senza considerare che è inaccessibile". 

"Paradossalmente" spiegano "i primi a beneficiare dello sblocco di queste pratiche sarebbero le disastrate casse del Comune di Roma: la definizione delle istanze di condono farebbe acquisire al Comune oltre 1 miliardo di euro; l'affrancazione, considerando le circa 250 mila case in edilizia sociale, potenzialmente 7 miliardi". 

Lungo l'elenco delle adesioni: dall'associazione Noi Professionisti e Confedertecnica, dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali al Consorzio Periferie Romane e Coordinamento Consorzi autorecupero. E ancora dall'Associazione Custodi Giudiziari e Delegati alle Vendite al Consorzio Laziale Costruttori. Adesioni anche tra i consiglieri regionali e capitolini: Andrea De Priamo (Vicepresidente dell'Assemblea Capitolina), Fabrizio Ghera (Capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Regione Lazio), Giulio Pelonzi (Capogruppo PD capitolino), Cristina Grancio (Consigliera Giunta Capitolina).

Il tavolo che si è tenuto venerdì con l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, dal quale sono emerse alcune proposte dell'amministrazione sui temi sollevati, non è bastato a rassicurare geometri e ingegneri della capitale. "Siamo stanchi delle promesse" il commento più diffuso in una piazza dove "di tavoli per risolvere una situazione che si trascina da tempo se ne ricordano molti. Ma non siamo mai stati ascoltati". I cittadini, continuano, "si affidano ai professionisti per le loro pratiche, ma noi ci scontriamo con il muro di gomma del dipartimento. Così noi fatichiamo a lavorare e i cittadini non vedono rispettato il loro diritto di disporre dei propri beni immobili".

Bernardino Romiti, presidente del Collegio provinciale dei geometri di Roma, e Carla Cappiello, presidente dell'Ordine degli ingegneri della provincia di Roma, chiedono all'amministrazione una doppia azione: "In attesa di una riforma radicale, servono risposte in tempi brevi, anche con un provvedimento tampone, per far fronte all'emergenza". 

"La partecipazione di questa mattina, tenendo conto che si tratta di una categoria restia a questo genere di iniziative, conferma con forza il malessere di questa categoria e la mala gestione che deve essere rimossa" continua Romiti. " Questa mattina siamo qui per denunciare" continua Cappiello "ma abbiamo intenzione di presentare un documento con una serie di proposte. I professionisti sono pronti a fare la loro parte".

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