Metro B, stop al prolungamento da Rebibbia a Casal Monastero

Il consorzio costruttore ha chiesto al Comune la risoluzione del contratto. Dall'assessorato alla Mobilità però specificano: "Si cambia progetto ma l'opera si farà"

Il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero subisce uno stop. Il project financing partorito dalla precedente amministrazione Alemanno che dava il via libera a 700 mila metri cubi di cemento in cambio della realizzazione del servizio di trasporto sta per essere accantonato. Come anticipato dal Sole 24 Ore il consorzio di imprese costruttrici, la Metro B srl capitanato da Salini e con Ansaldo e Vianini nella cordata ha avanzato al Campidoglio la richiesta di risoluzione del contratto “per inadempienza”. L'operazione non sarebbe a costo zero per l'amministrazione capitolina alla quale è stato chiesto il pagamento dei costi sostenuti fino ad oggi e una 'penale' che potrebbe arrivare a 100 milioni di euro.

IL PRECEDENTE - Il passo indietro in merito all'opera non è un fulmine a ciel sereno. L'assessore alla Mobilità Guido Improta aveva già espresso l'intenzione di non proseguire con la delibera firmata dall'ex sindaco Alemanno considerata dall'ex di Alitalia una soluzione “che non dà certezze”. La prima causa di questa posizione sono proprio le compensazioni urbanistiche che avrebbero dovuto ripagare 188 milioni di euro dei 556 milioni totali che sarebbe venuta a costare l'opera, rimaste ferme al palo e senza approvazione né da parte del Comune né da parte della Regione.

AVANTI CON IL PROLUNGAMENTO - Ora la decisione del consorzio. Dall'assessorato alla Mobilità ci tengono a specificare che il Campidoglio non abbandonerà l'intenzione di prolungare la metropolitana fino oltre il Grande raccordo anulare a Casal Monastero. Si cercheranno altre strade, soprattutto per quanto riguarda il finanziamento, anche se i prossimi passi non sono ancora stati definiti. Quel che è certo è che il project financing targato Alemanno sta per tramontare definitivamente.

IL PROJECT FINANCING - I terreni interessati dalle compensazioni sono Tiburtino, Monti Tiburtini, Santa Maria del Soccorso, Rebibbia, Torraccia-Casal Monastero e sui nodi di scambio toccati dalla metropolitana sui quali si sarebbero dovuti abbattere 750mila metri cubi di cemento. Il costo per 2,8 chilometri di metropolitana ammonterebbe a 556 milioni di euro: 167 milioni circa verrebbero da contributi della Regione Lazio e dal fondo per Roma Capitale, 188 milioni dalle aree acquisite dal concessionario e «oggetto di valorizzazione», 133 milioni sarebbe stati versati in 24 rate semestrali a partire dal primo anno di gestione della nuova metropolitana. 67 milioni infine dalla vendita a terzi delle aree di Pietralata.

IL MINISINDACO - A chiedere certezza il presidente del Municipio IV Emiliano Sciascia: “Ho appreso oggi, con molto rammarico il possibile abbandono del progetto relativo al prolungamento della Metro B fino a Casal Monastero. Chiedo innanzitutto all'assessore Improta conferma di quanto riportato dal mezzo di stampa, ribadendo che questa opera riveste un'importanza fondamentale per tutto il quadrante est della città, perché permetterebbe di alleggerire il traffico di autoveicoli in entrata sulla via Tiburtina e sulle arterie vicine” ha scritto in una nota. “Considerando peraltro che nei prossimi anni questo stesso quadrante verrà interessato da ulteriori edificazioni, con relativo aumento di residenze, che renderanno ancora più necessaria la realizzazione dell'opera". Conclude: “Ho chiesto un appuntamento urgente con il sindaco e con Improta. È mia intenzione coinvolgere anche l'assessore Paolo Masini, in quanto tale opera riveste una particolare importanza per garantire una migliore qualità della vita e della mobilità pubblica”.

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