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Roma 2024, da Tor Vergata alla Nuova Fiera: ecco la Capitale olimpica

Presentato al Palazzo dei Congressi dell'Eur il progetto della candidatura della Capitale italiana. 5,3 i miliardi di euro da investire. Il presidente del comitato Montezemolo: "Metteremo al centro lo sport"

Dall'area di Tor Vergata dove verrà realizzato il villaggio olimpico e completate le 'Vele' di Calatrava, a quella della Nuova Fiera di Roma passando per il Foro Italico, il cuore storico della Capitale, l'Eur e Villa Ada. È la mappa della Roma Olimpica che emerge dal progetto di candidatura della Capitale per le Olimpiadi e le Paralimpiadi del 2024 presentato questa mattina al Palazzo dei Congressi dell'Eur in contemporanea all'arrivo sul tavolo del Comitato olimpico internazionale. Una presentazione show, trasmessa in diretta televisiva, alla quale erano presenti esponenti politici e cariche cittadine: dal commissario Tronca al Prefetto Gabrielli passando per i presidenti di municipio. "Roma ce la fa e ce la deve fare" il commento del commissario capitolino. 

Sul palco, a presentare i dati e i particolari del progetto, i membri del Comitato Promotore: Luca di Montezemolo, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il vicepresidente del Comitato, Luca Pancalli, la coordinatrice generale Diana Bianchedi e la responsabile dei rapporti con gli atleti, Fiona May. "Presentiamo obiettivi chiari e realistici che ci impegniamo non solo a raggiungere ma soprattutto a rispettare" ha promesso Montezemolo. “Vogliamo togliere qualunque elemento che non metta lo sport al centro, mettere il nostro paese al centro del mondo come è stato con Expo” ha continuato. “Pensiamo che queste Olimpiadi siano anche l'opportunità per dare un forte impulso alla crescita e alla qualità della vita a Roma”. La Capitale, quindi è pronta a sfidare città come Los Angeles, Budapest e Parigi. La decisione verrà presa a Lima il 13 settembre 2017. 

IL MESSAGGIO DI MATTARELLAPrima di iniziare la presentazione, il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La candidatura di Roma è una sfida che sollecita le capacità progettuali del Paese, che ne mette alla prova visione, qualità e risorse, e per il successo della quale è indispensabile unità di intenti tra istituzioni e cittadini, tra movimento sportivo e forze sociali, tra espressioni della cultura e delle professioni".

IL BUDGETObiettivi chiari e raggiungibili, trasparenza, approccio 'low cost', miglioramento della qualità della vita della città. Le parole più usate.  5,3 miliardi di euro la spesa totale prevista nel progetto Olimpico. “La più bassa di sempre” il commento di Malagò nel corso della conferenza stampa a margine dell'evento. “Il 70% degli impianti sono già disponibili” il punto di partenza. Gli investimenti si dividono in due 'settori': il primo riguarda gli impianti permanenti e ammonta a 2,1 miliardi di euro. I due progetti più costosi saranno il Villaggio Olimpico da 17 mila posti letto nell'area di Tor Vergata e i centri stampa che verranno realizzati nella zona di Sara Rubar. “Terminato l'evento il primo diventerà in parte residenza per studenti e strutture a servizio dell'ospedale, in parte potrebbero diventare abitazioni in socia hosting. I secondi in parte verranno smontati, in parte dovrebbero essere rilevati dalla RAI che ha già espresso interesse”. 400 milioni di euro è la cifra che servirà invece per completare le Vele di Ca latrava. “Anche se a breve incontreremo gli attori in gioco per la sua realizzazione e cercheremo risparmiare” la precisazione di Malagò.  Con questi soldi verrà sistemato anche lo stadio Flaminio, realizzato il parco del Tevere e una cycling arena. “Anche se speriamo non rimanga nelle condizioni in cui è oggi fino al 2017” la promessa.

3,2 miliardi di euro per gli impianti temporanei, la gestione e l'organizzazione del grande evento. Una stima è stata avanzata anche sulle entrate: “Contiamo di ricavare 3,2 miliardi di euro di entrate che si spalmano tra il contributo del CIO, il merchandising, i biglietti e gli sponsor”. 

MOBILITA' E INFRASTRUTTURENel dossier olimpico non è contenuto alcun progetto relativo alle infrastrutture per la città, soprattutto quelle relative alla mobilità. La cifra di 5,2 miliardi di euro riguarda “esclusivamente gli elementi necessari alla presentazione della candidatura”. Quindi: impianti sportivi, villaggio per gli atleti e centro stampa. “La mobilità non è di competenza del comitato olimpico ma dell'amministrazione cittadina e del Governo” ha spiegato Malagò. “Crediamo che un'eventuale vittoria farà da moral suasion per accorciare i tempi”. In particolare si pensa al completamento della metro C, al rafforzamento della ferrovia Roma-Fiumicino (che passa dalla Nuova Fiera di Roma) e alla chiusura dell'anello ferroviario. 

IL 'VALORE AGGIUNTO'Presentata anche una prima valutazione dell'impatto che un'eventuale candidatura olimpica avrebbe sulla città e sulla Regione. In primi, un aumento del PIL della regione Lazio, inclusa la Capitale, pari a oltre il 2,4 per cento con una media annua intorno allo 0,4 per cento. Si tratta di una "accelerazione di crescita significativa rispetto allo scenario più probabile in assenza delle Olimpiadi". Sottolineato anche l'aspetto occupazionale: il grande evento creerebbe circa 177 mila unità di lavoro in tutto il periodo di cantiere (2017-2023). Di queste, 48 mila saranno direttamente collegate ai lavori preparatori dei Giochi.

GLI IMPIANTI – Da una parte una serie di impianti per discipline 'isolate', dall'altra veri e propri poli dove verranno concentrate la maggior parte delle gare. Tra i primi rientrano: Villa Ada, mountain bike; Stadio Flaminio, rugby a 7 e pentatlon moderno; ippodromo di Tor di Quinto, area militare e pubblica, sarà destinata al tiro a segno e a volo; al Palazzetto dello sport la pallavolo. E ancora. Un progetto di riqualificazione per il Marco Simone Golf and Country club; Piazza di Siena a Villa Borghese per dressage e salto ostacolin e infine i Pratoni del Vivaro, concorso completo di equitazione.

Poi i cosiddetti 'cluster'. Il primo nel Centro Storico: al Circo Massimo il beach volley; alle Terme Caracalla il tiro con l’arco; Fori Imperiali il ciclismo e finale tiro con l’arco; Arco di Costantino la maratona ultimo tratto. Utilizzata anche l'area del Foro Italico: la struttura del Foro Italico Centrale del tennis per la pallanuoto; lo Stadio del nuoto per il nuoto sincronizzato; lo Stadio Pietrangeli per i tuffi; lo Stadio Olimpico per l'altletica leggera. Nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma, “sullo stile dei doks di Londra” troveranno spazio invece badminton e taekwondo, la scherma, lotta e judo, tennis da tavolo, sollevamento pesi, pugilato. Parco Naturalistico che verrà allestito “e che poi resterà alla città”: canoa, kajak, canottaggio, nuoto di fondo. “Qui verranno realizzate anche piste ciclabili”. Al laghetto dell'Eur finirà il triathlon; al Palaeur i preliminari di pallavolo e la ginnastica ritmica; al Tre Fontane, hockey. Infine Tor Vergata: nelle Vele di Calatrava la pallacanestro e la pallamano, nella temporary hall le semifinali e le finali pallavolo, la cycling arena per il ciclismo su pista, la cycling Bmx in una pista all'esterno, il tennis center in una struttura temporanea. Saxa Rubra: media center, due case per 110 mila metri quadri complessivi.

Stabiliti anche gli stadi che ospiteranno le competizioni calcistiche: sparpagliati in tutta Italia, per la Capitale "c'è il punto interrogativo della struttura di proprietà della As Roma. Se non verrà realizzata in tempo, potremo utilizzare l'Olimpico oppure il San Paolo di Napoli o San Siro a Milano". Le vele invece gareggeranno nel golfo di Cagliari. 

MALAGO' RISPONDE A MARINO - Non lo cita, ma che le sue dichiarazioni siano una risposta a quanto sostenuto dall'ex sindaco Marino è chiaro. "Non cado nelle polemiche e non rispondo alle provocazioni" ersordisce Malagò. "Chi conosce la realtà sa bene che l'area scelta non poteva essere che quella di Tor Vergata. Proprio questa era al centro del dossier del '97 per la candidatura del 2004 che venne giudicato molto positivo dall'attuale presidente del Cio Bach". Poi ha concluso: "Questa scelta rafforza la candidatura di Roma". 

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Commenti (2)

  • Se magnaaaaaaaaaaaaaaa!!! Ma vieniiiiiiiiiii!

  • "3,2 miliardi per gli impianti temporanei". Ma ce lo posiamo permettere? Non sarebbe meglio spendere questi soldi in infrastrutture turistiche/musei e nuove linee della metro? Non ci è bastata l'esperienza di Italia90 ?

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