Processo Raggi, scintille in udienza tra Raineri e Raggi. "Marra come Rasputin". La replica: "Solo gossip"

A parlare l'ex capo di gabinetto di Raggi nell'ultima udienza prima della sentenza

ANSA/ ANGELO CARCONI

"Raffaele Marra aveva un fortissimo ascendente sul sindaco. Chi si metteva contro i loro desiderata (riferito anche a Salvatore Romeo, ndr) faceva una brutta fine". Si tratta "solo di gossip", la replica. Nel giorno dell'ultima udienza prima della sentenza relativa la processo Raggi, è un duro botta e risposta quello che si è aperto tra Carla Romana Raineri, che tra luglio e agosto del 2016 è stata capo di gabinetto di Virginia Raggi, e la stessa sindaca della Capitale, accusata di falso nella nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo del Campidoglio.  

"Marra come Rasputin"

Raineri ha raccontato al giudice Roberto Ranazzi il ruolo centrale che Raffaele Marra, ex capo del Personale capitolino, e Salvatore Romeo, ex capo della segreteria della sindaca. "Raffaele Marra aveva un fortissimo ascendente sul sindaco. Giravano vari epiteti su di lui, soprattutto Rasputin per la debolezza della zarina ai tempi di Rasputin. Chi si metteva contro i loro desiderata faceva una pessima fine" ha raccontato. "A questo" ha aggiunto Raineri "si aggiunga l'atteggiamento di questi due personaggi, che forti della centralità datagli dal sindaco, si comportavano in maniera arrogante e autoreferenziale. Era un clima insostenibile e pericoloso perché non controllavo alcun flusso informativo".

"Si muovevano in simbiosi a tre"

La magistrato ha ricordato anche alcuni episodi a sostegno: "Ricordo anche un commento piuttosto irriverente giustificato dalla confidenza degli interlocutori che parlavano tra loro: uno chiese all'altro se il sindaco fosse presente e l'altro gli rispose 'Ma quale sindaco, Virginia o quello con la barba?'". Per Raineri "le funzioni del gabinetto del sindaco erano in capo a Romeo e Marra, il gabinetto era il nulla". Raineri definisce Marra "consigliere privilegiato del sindaco Raggi" e poi spiega: "I soggetti si muovevano in simbiosi a tre. I ruoli erano sullo stesso piano, quando il sindaco era presente stavano chiusi nella sua stanza, con le porte chiuse, e le riunioni erano inaccessibili a tutti quelli estranei a questo gruppo, eccetto Frongia". 

"Gerarchie sovvertite"

E ancora. Raineri i giorni di difficoltà della città nella gestione dei rifiuti. "Per giorni disperatamente ho cercato di intercettare l'interesse del sindaco su questi temi e la condivisione delle strategie ma mi sentivo sempre e solo rispondere 'ne parli col dottor Marra e con Romeo'. Era un mantra, non avevo possibilità di dialogare col sindaco perché dovevo passare per questi soggetti". Per il magistrato "c'era un sovvertimento delle gerarchie perché avrei dovuto consigliarmi con il mio vice e un altro soggetto che rivestiva una funzione di capo della segreteria".

"Solo gossip"

Dura la replica della sindaca Virginia Raggi che ha definito "surreale" il racconto di Raineri. "Ci siamo trovati a parlare di rapporti a tratti simili a gossip, per essere supportati da voci corridoio, avvenuti ad agosto 2016 quando il falso contestato risale a dicembre 2016" ha affermato la sindaca che ha rigettato la versione di Raineri: "Sono state dette cose palesemente contrarie al vero". Per esempio, la difficoltà di dialogo con lei: "Quando chiedo di contattarla, la maggior parte delle volte non si trova perché è fuori con l'assessore Minenna o perché è in riunione con Minenna, riunione di cui non mi viene detto nulla. Ho cercato un confronto con lei, ma evidentemente questo tipo di riunioni non le piacevano". 

"Non aveva molta voglia di starci"

Poi l'ha attaccata: "Rimasi interdetta quando, in occasione del nostro primo incontro, mi disse 'Cara non ti preoccupare, starò con te per un anno, un anno e mezzo al massimo'. All'epoca non capii bene questa affermazione" ha riferito la sindaca "alla luce di quello che ha detto oggi capisco che non aveva molta voglia di starci". Per Raggi un arco di tempo che coincideva con la preparazione delle elezioni politiche del 2018. Quindi secondo Raggi le ragioni di questo termine potevano essere legate a una volontà del magistrato di ricoprire altre cariche: "Magari un altro incarico dopo le elezioni politiche nazionali".

Le dimissioni di Raineri

Raggi ha poi raccontato anche la propria ricostruzione delle dimissioni di Raineri, arrivate insieme a quelle dell'ex assessore Minenna. Per la sindaca si è trattato di "un movente economico". Racconta di essersi rivolta all'Anac sia per "la questione degli emolumenti" di Romeo sia per quello di Raineri che dovevano essere rivisti al ribasso procedendo con una nuova nomina. "Mi disse" ha ricordato la sindaca, "che non era venuta da Milano per prendere 130mila euro. Ne fa una questione unicamente di soldi. Ne parliamo tutta la notte, finiamo alle quattro, cerco in tutti i modi di convincerla ma lei si chiude nella sua stanza. Quella notte non ho dormito, sono rimasta lì in Campidoglio e appena sveglia la prima cosa che mi sono trovata sono state le dimissioni di Raineri e Minenna". 

La nomina di Bina in Ama 

Anche la nomina dell'ex dg di Ama, Stefano Bina, è stata oggetto delle dichiarazioni della sindaca. Una nomina che avvenne in Giunta "in spregio delle norme dello statuto di Ama" proprio per volontà di Raineri e Minenna. "Bina venne proposto da Minenna" ha raccontato Raggi. "Abbiamo passato giorni interi io, Romeo incidentalmente Marra e l'assessore Muraro, insieme alla dottoressa Raineri e a Minenna perché loro due volevano votare in giunta la nomina di Bina e non ci fu verso tanto che con delibera del 18 agosto 2016 la giunta deliberò, in spregio delle norme dello statuto di Ama, Bina per un motivo a me estraneo". Poi ha attaccato: "Se le persone che devono tutelare l'ente e l'organo di vertice decidono di usare le norme a proprio uso e consumo non sono persone che possono entrare nella mia squadra, soprattutto perche' faccio della legalità una mia battaglia di principio". 

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Commenti (1)

  • La Ranieri fa parte della magistratura...una vera casta...tra di loro difficilmente si pestano i piedi.

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