Processo Cerroni, si solleva la polemica: "Cittadini e associazioni esclusi"

Non sono stati ammessi come parte civile i comitati cittadini, le associazoni Codici ed Earth e Raggio Verde

Comitati cittadini ma anche associazioni ambientaliste che, negli anni, si sono battute, anche con ricorsi al Tar per la difesa ambientale della Valle Galeria. All'indomani della seconda udienza del processo che vede imputato Manlio Cerroni insieme ad altre sei persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico  di rifiuti l'esclusione di alcuni soggetti che avevano chiesto di costituirsi parte civile solleva polemiche. Protestano i cittadini dei comitati che denunciano “Non siamo parte civile siamo parte offesa”. Non condividono la decisione del tribunale nemmeno le associazioni Codici Ambiente e Earth che annunciano “valuteremo anche il ricorso il Cassazione” e l'associazione Raggio Verde, la prima autrice dell'Azione collettiva popolare contro le morti sospette per l'inquinamento della Valle Galeria, quest'ultima di diversi ricorsi al Tar come quello contro l'autorizzazione di un sito di stoccaggio a Monti dell'Ortaccio.

COMITATI CITTADINI – “Regione Lazio e il Comune di Roma, da sempre legati intimamente al sistema Cerroni, ammessi come parte civile e noi, Cittadini e Comitati della Valle Galeria e di Fiumicino, siamo stati esclusi” protestano in un comunicato il comitato Zero rifiuti Fiumicino, Comitato Cittadini Liberi della Valle Galeria, Comitato Malagrotta, Comitato Agricoltori ed Allevatori della Valle Galeria, Popolo della Nebbia. “Forse si è voluto semplificare il procedimento volendo lasciare la difesa dei diritti dei cittadini della Valle Galeria e di tutti i cittadini in generale al ministero dell'Ambiente e alle associazioni presenti negli elenchi ministeriali?" si legge nella nota. "Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano è l'unico che può rappresentarci in questo primo grande processo” continua la nota. “La Corte non ha ritenuto che la devastazione di Monti dell'Ortaccio, che aveva un alto valore paesaggistico e ambientale, abbia prodotto danni ai cittadini, giustificando questa posizione con il fatto che al momento è "solamente" una grossa cava da cui hanno prelevato "sassi" per ricoprire Malagrotta. Per il processo su Malagrotta, la più grande discarica d'Europa, sarà difficile buttarci fuori. Tutti insieme chiederemo che vengano accertate le responsabilità di tutte quelle istituzioni che sono rimaste cieche e sorde alle istanze dei cittadini".

CODICI – Si dicono “sconcertati” anche Codici Ambiente ed Earth. Scrive Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici in una nota: “Si costituiranno alla prossima udienza. Valuteremo anche il ricorso in Cassazione". Prosegue la nota: “Alla seconda udienza del maxi-processo con grande sconcerto, Codici e le parti private sono state estromesse dal processo. Secondo il Tribunale, infatti, il danno alla salute, le malattie dei cittadini, non hanno nulla a che vedere con l'associazione a delinquere, su cui si incentra il processo”. Continua la nota: “Da anni i cittadini di Valle Galeria, insieme al Codici, combattono per salvaguardare uno stato di salute che oramai, viste le condizione di fortissimo inquinamento della zona, sta cadendo a pezzi”. Continua Giacomelli: “I cittadini di Valle Galeria raccontano di morti e malattie. Allora perché non si vuole tener conto di tutto ciò?”.

RAGGIO VERDE - “Prendiamo atto dell'esclusione della nostra associazione e dei nostri associati cittadini della Valle Galeria dal processo Cerroni, probabilmente dettata dall'esigenza di snellire il processo dato l'alto numero di costituzioni” scrive in una nota l'associazione Raggio Verde. “Resta il rammarico di non aver avuto la possibilità di illustrare oralmente gli atti di costituzione come invece è stato consentito alla difesa degli imputati con le loro memorie e ciò, nonostante la norma preveda la discussione di tutte le parti” continua il comunicato. “L'associazione Raggio Verde è stata esclusa in quanto in buona sostanza ritenuta troppo giovane. Tale argomento non è condivisibile in quanto non tiene conto dell'attività svolta dalla nostra associazione su Monti dell'Ortaccio. Inoltre la giovane età di Raggio Verde non è stata ostativa alla sua ammissione come parte civile in precedenti processi penali come documentato al tribunale”.

LEGAMBIENTE Ammessa invece Legambiente: "Siamo soddisfatti che la nostra associazione sia stata ammessa come parte civile in un procedimento che deve essere l'occasione per chiudere definitivamente anni e anni di pessime scelte sulle politiche dei rifiuti nel Lazio” ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio. “C'è bisogno di chiarire infatti le responsabilità del passato e lanciare contemporaneamente, quei meccanismi virtuosi che porteranno ad una vera svolta sui rifiuti a Roma e in tutta la regione”.

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