Primarie: stravince Roberto Giachetti ma è flop affluenza

Sarà il vice presidente della Camera a sfidare Virginia Raggi a giugno. Netta la sua affermazione su cui pesa però il calo dell'affluenza: rispetto al 2013 voti complessivi più che dimezzati

Roberto Giachetti sarà il candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. E' l'ex radicale a trionfare nelle primarie del 6 marzo che hanno visto votare poco meno di 50.000 persone (dato fornito dal segretario Pd Lazio Fabio Melilli), 42.500 (dato ufficiale proveniente dai seggi e fornito dal comitato Morassut). Un netto calo rispetto al 2013, quando le consultazioni che incoronarono Marino videro andare al voto 100.000 persone. Il marziano raccolse allora il 51% dei voti. Stavolta il renziano Giachetti sfonda quota 60%, battendo nettamente il secondo arrivato, Morassut che si ferma poco sopra il 27%.

Una vittoria netta con il secondo classificato, Roberto Morassut appunto, che ha ammesso la sconfitta già un'ora dopo la chiusura dei seggi e con i risultati ancora parziali. "Sosterrò da subito Roberto come candidato unitario del centrosinistra. Un centrosinistra che mi auguro da domani sia più ampio e capace di riaprire un dialogo a sinistra e con tutte le forze disponibili per aprire una nuova stagione politica". Dal suo comitato, quello che da tutti viene definito il candidato di minoranza, ridimensiona il dato dell'affluenza. Il suo comitato infatti parla di un dato vicino ai 42.000 votati, 8.000 in meno rispetto a quelli annunciati dal segretario del Pd Lazio Melilli. 

Lo stesso Morassut aveva parlato, giovedì, di un dato su cui riflettere se l'affluenza fosse stata sotto i 50.000. E proprio l'affluenza è la chiave per stabilire la forza oggi di Giachetti. Il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini, polemicamente commenta: "La volta scorsa c'era il Partito democratico delle truppe cammellate di quelli che sono stati arrestati, delle file di rom e quant'altro, questi sono dati veri di un partito vero che per fortuna ha ancora tanto lavoro da fare e sta rinascendo". Il calo comunque c'è, nonostante i rimedi messi in atto dallo stesso Orfini.

Tante le cause. Non c'è Sel, uscita dalla coalizione. Si è votato solo in 4 municipi su 15: è quindi mancato il traino delle elezioni di prossimità. Marino ha invitato i suoi a disertare le urne. Si è trattato del primo test post Mafia Capitale.

Letto con queste lenti il risultato è quindi da riternersi soddisfacente e Giachetti quindi non ne esce come un candidato dimezzato. Il neo candidato sindaco non commenta l'affluenza flop e guarda avanti. "Oggi abbiamo giocato un'amichevole. Io intendo vincere le elezioni a Roma e non è così scontato. Noi siamo in campo per vincere e io voglio vincere a modo mio restando una persona onesta e libera soprattutto. Voglio essere libero anche da certi meccanismi della politica - ha aggiunto Giachetti - Voglio parlare forte e chiaro anche al mio Pd: fate una lista di persone pulite al di sopra di ogni sospetto di cui tutti saremo orgogliosi perchè Roma e i romani un'altra occasione non ce l'avranno. Gli elettori capiscono molto bene. Ora è il Pd che deve dimostrare di aver capito gli elettori". Giachetti poi prometto: "Presenterò la mia giunta 15 giorni prima".

A sinistra però qualcuno è già pronto al processo. Sul banco degli imputati la gestione della coalizione, troppo poco di sinistra. Sarà questa la contestazione più forte nelle prossime ore. Insomma, le primarie sono finite, i giochi per le candidature nel centrosinistra forse no. 

Nei 4 municipi chiamati a scegliere il candidato presidente trionfano Francesca Del Bello (II municipio), Dario Nanni (VI municipio), Valeria Vitrotti (VII municipio) e Massimiliano Pasqualini (XIII municipio).

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