Casa, il fronte di sindacati e movimenti in presidio. Castiglione convoca il tavolo ma non cede sulle occupazioni

E' ancora scontro sul nodo della delibera regionale. Valeriani: "Pronto al dialogo"

L'assessora Rosalba Castiglione (foto Facebook)

Stavolta rischia di saltare prima ancora che le parti si siedano. Il tavolo capitolino sul disagio abitativo romano convocato dall'assessora a casa e patrimonio Rosalba Castiglione per il 6 giugno prossimo, quando già sindacati e movimenti avevano annunciato l'intenzione di mobilitarsi per quella data, è stato respinto al mittente. O almeno, nella forma con la quale è stato convocato dall'assessora della Giunta di Virginia Raggi. "Chiediamo un segno tangibile di disponibilità prima del 6 di giugno" si legge in una lettera che una lunga lista di sindacati, dai confederali regionali a quelli di categoria, e i movimenti per il diritto all'abitare hanno inviato a Castiglione. Altrimenti "comprenderà l’inutilità di re-incontrarsi per dirsi le stesse cose". 

Il nodo al centro delle richieste è lo stesso che aveva fatto saltare il tavolo nei mesi scorsi: "L’utilizzo delle risorse di cui alle delibere regionali per l’emergenza abitativa" si legge nella lettera. Il provvedimento, licenziato dalla precedente legislatura di Nicola Zingaretti, prevede che un terzo delle case popolari reperite tramite i circa 190 milioni di euro messi sul piatto vengano destinate a quanti vivono nelle occupazioni.  40 milioni sono già disponibili ma sono inutilizzati da ormai da oltre un anno.

Il Campidoglio, in forza di un parere dell'Avvocatura capitolina, ritiene che la delibera sia "inapplicabile" e si appresta ad una nuova stagione di sgomberi senza un piano ‘b’. Sindacati e movimenti, invece, vorrebbero trovare un punto di incontro, o almeno un'apertura "affinché inizi un cammino di convergenza, in cui Roma Capitale e Regione Lazio, facciano la propria parte a partire dalle rispettive prerogative istituzionali, per sbloccare l'utilizzo delle risorse ed applicare anche a Roma il Piano Straordinario per l'Emergenza Abitativa" l’appello all’assessora capitolina.

Stando alle modalità di convocazione del nuovo tavolo, però, Castiglione non sarebbe intenzionata ad effettuare questo passo. "Nostro malgrado rileviamo che nell’allegata bozza di intesa, che Lei ci ha inviato” si legge ancora nella lettera “permane il nodo relativo”. Castiglione vorrebbe ripartire da capo, quindi. Con una bozza antecedente alle osservazioni delle parti sociali al tavolo della trattativa. 

La posta in gioco per l'amministrazione è alta. O almeno, così dovrebbe essere percepita. Al tavolo è seduto infatti quello che è stato definito un "aggregato anomalo" che va dai rappresentanti dei costruttori alle parti sociali in una formazione compatta. Un tavolo ampio, "come non si vedeva da anni" la posizione concorde. Basta l'elenco dei firmatari a dare un'idea: Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio; le segreterie romane di Sunia, Sicet, UniatAps, Unione Inquilini, Feder.Casa. E ancora: Action Diritti in Movimento, i Movimenti per il Diritto all’Abitare e il sindacato universitario Link Roma.

Sigle che il 6 giugno prossimo, dalle 10 del mattino, faranno sentire la propria voce fuori dall’assessorato al patrimonio di Largo da Verrazzano a Garbatella. Un anticipo di protesta per il Campidoglio che nel pomeriggio vedrà i confederali regionali spostarsi sotto le finestre di palazzo Senatorio decisi a puntare il dito contro un dialogo che dopo la firma di ‘Fabbrica Roma’, dai rifiuti alla mobilità, si è interrotto. 

Dall’assessorato regionale di Massimiliano Valeriani, che unisce urbanistica e politiche abitative, fanno sapere di “essere disponibili a mettere a disposizione le risorse previste dalla delibera. Anzi, a cercare anche di ampliarle, ma dietro necessaria interlocuzione con gli enti locali e, in particolare, con il comune di Roma”. Valeriani ha già compiuto il primo passo e nei giorni scorsi ha convocato un tavolo ‘copia’ presso i propri uffici per iniziare un confronto sul tema. 

“Proviamo amarezza verso un’amministrazione che non sente il bisogno di confrontarsi per dare risposte agli ultimi” commenta Roberto Giordano della segreteria della Cgil di Roma e del Lazio. “La composizione che si è venuta a creare rappresenta un pezzo vero e consistente di città” afferma Paolo Rigucci, segretario del Sicet Roma. “Una novità importante che però non viene percepita in quanto tale da questa amministrazione”. Aggiunge Fabrizio Ragucci di Unione Inquilini: “Confidiamo che venga avviato un dialogo con la regione affinché la situazione possa sbloccarsi”. Il presidio, per Paolo Di Vetta dei Movimenti per il diritto all'abitare "non sarà solo un modo per continuare a far pressione sull’assessora, affinché assuma un atteggiamento più dialogante, ma sarà anche un momento comune per decidere come proseguire. Se l’assessora non ha risposte, non ci resta che andare in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi”.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Valerio
    Valerio

    Lasciateli lavorare in pace. In nemmeno 2 anni hanno quintuplicato le assegnazioni di case popolari e nel rispetto delle regole. E sono proprio gli ultimi i destinatari di questo gigantesco lavoro.

    • Complimenti.. Ha ragionissima..tutti sono abituati solo ad occupare.

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