Emergenza alberi: tra annunci e smentite la cura Montanari non convince nessuno

Perse le tracce della gara che fu bloccata perchè non conforme al nuovo codice degli appalti. Per Montanari è quasi pronta ma domina lo scetticismo

Un ramo caduto in via Accademia del Cimento

Da Portuense a Prati, passando per Salario-Pinciano ed Ostia, solo il primo ottobre le segnalazioni di alberi caduti sono state cinque. In quella data, in viale delle Terme di Caracalla, il crollo di un pino ha danneggiato due auto. Ad Ostia invece, nella stessa giornata, a causa d'un albero è stata parzialmente chiusa al traffico via dei Pescatori.  

Il bando sul verde pubblico

Rami spezzati ed alberi crollati vengono segnalati quasi quotidianamente. Riguardano tutta la città e rappresentano una cartina di tornasole. Mostrano in maniera piuttosto intuitiva quale sia la salute delle alberature romane. Intanto il maxi bando sul verde pubblico resta fermo al palo. Dall'aprile 2017 non viene fatta la gara. Meglio, la gara non era stata giudicata conforme al nuovo codice degli appalti.

La smentita

A distanza di oltre un anno, la soluzione sembra finalmente  essersi trovata. Secondo Montanari è questione di giorni. Anzi, l'assessora all'Ambiente di Roma Capitale, intervistata da Il Messaggero, giura che "entro fine ottobre questo appalto sarà operativo definitivamente – aggiungendo che – abbiamo già spedito tutto all'Anac". A sua insaputa però. "Peccato che Anac non ne sappia nulla" si legge sul Messaggero di giovedì 4 ottobre.

Gli interrogativi 

“Dopo l’Arpa anche l’Anac smentisce la Montanari e denuncia di non aver mai ricevuto le carte relative al tanto annunciato bando per il verde pubblico. Dunque, il bando esiste o no? – chiede la consigliera capitolina del PD Ilaria Piccolo – E se è stato davvero pubblicato, a che punto è la sua aggiudicazione?".

La smentita dell'Arpa sul TMB Salario

La gestione fallimentare

La notizia che l'autorità nazionale anti corruzione non abbia ancora ricevuto gli atti relativi alla gara sulla gestione delle alte alberature, ha scatenato l'opposizione cittadina. Anche l'ex grillina Cristina Grancio, oggi nel Gruppo Misto, ha criticato l'operato dell'assessore. La conclusione è caustica: "E' solo l'ultimo atto di una lunga serie di incidenti di percorso che ormai rasentano il ridicolo. Anche per questo ho depositato in Assemblea capitolina una mozione di indirizzo sulla gestione del verde pubblico e delle alberature che chiedo sia messa all'ordine del giorno come atto urgente." 

Niente giardino d'Europa

Il sogno di una Capitale "Giardino d'Europa" si allontana sempre di più. Anche perchè, come sottolineato da Grancio " Questa Amministrazione omette completamente, fra l'altro, di dare attuazione alla legge n.10 del 2013 'un albero per ogni nato', adempimento divenuto obbligatorio per tutti i Comuni con piu' di 15.000 abitanti, che comporta per Roma la messa a dimora di circa 21.000 piante ogni anno". Secondo l'amministrazione cittadina nel 2018 sono già programmate 12 mila piantumazioni. Quindi il numero già non sarebbe sufficiente. C'è poi chi ha contestato anche le tempistiche, le modalità e le dimensioni delle essenze che sono finora messa a dimora. Ma questa è un'altra storia.

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