Porta Pia, i ciclisti diventano strisce pedonali umane: “Basta morti per violenza stradale”

Il flash mo sotto al Ministero dei Trasporti: "Non sia complice di omicidio stradale, sì a velocità ridotta e pedonalizzazioni"

foto Facebook: Bringyourbike

“Siete per sempre coinvolti” - citano Fabrizio De Andrè i ciclisti che ieri, nel bel mezzo della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, si sono ritrovati davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per richiamare l’attenzione sulla “strage stradale” di utenti fragili e chiedere maggior attenzione per evitare che le strade di Roma, così come quelle d’Italia, diventino sempre più luoghi di morte. 

A Porta Pia il flash mob dei ciclisti che diventano strisce pedonali umane

Un flash mob durante il quale i ciclo attivisti si sono trasformati in strisce pedonali umane bloccando il traffico di Porta Pia per qualche minuto. 

Sotto al monumento del bersagliere una ghostbike, una bicicletta bianca in memoria dei ciclisti morti in strada, con sopra un messaggio chiaro: “Davanti a questa bici bianca, simbolo di tutti gli uccisi in strada da una mobilità violenta e indifferente, giace inerte il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, la cui assenza di ruolo nel cambiamento delle modalità di spostamento è dolosa, ed è direttamente responsabile delle omissioni che portano alla fine violenta della vita di chiunque osi uscire di casa, con qualsiasi mezzo”.

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A Roma 103 morti sulla strada da inizio anno

Al dicastero guidato dalla neoministro Paola De Micheli gli attivisti chiedono più sicurezza stradale e maggior tutela per ciclisti e pedoni. Tra le richieste la riduzione della velocità nei centri urbani e maggiori pedonalizzazioni con pure una campagna di sensibilizzazione contro la “violenza stradale” e per incentivare l’utilizzo delle due ruote. 

A Roma, solo nelle ultime tre settimane, due i ciclisti travolti e uccisi: prima Giuseppe Carrara sull’Aurelia, poi Cosmo Di Giuseppe nel cuore di Prima Porta. 

“Ogni anno a Roma ci sono 30mila incidenti e dall’inizio del 2019 si contano già 103 morti, compresi ciclisti e pedoni. Numeri che ci spaventano e che sentiamo sulla nostra pelle” – commenta ai taccuini di RomaToday Alessandra, una dei ciclo attivisti in flash mob a Porta Pia. 

Il paradosso dei ciclisti: “Più buche ci sono, meglio è”

“Siamo terrorizzati da chi ci sfreccia accanto, spesso distratto e disattento a quel che lo circonda. Vorremmo che ci fosse più rispetto per il codice della strada. Non esistono ‘suv impazziti’ o ‘strade killer’: la nostra battaglia è affinchè il Ministero prenda una posizione chiara sulla sicurezza stradale. Noi siamo arrivati al paradosso: per assurdo per noi più buche ci sono e meglio è, perché così gli automobilisti vanno più piano”. 

I ciclisti a Porta Pia: “Più bici e meno auto”

Più biciclette e meno auto, quanto auspicano per il futuro i ciclisti. Le condizioni del trasporto pubblico romano, tra stazioni e metro chiuse, ferrovie fatiscenti e autobus talvolta come miraggi, non li preoccupano.

“Spesso è solo un problema culturale, utilizziamo tanti alibi per non rinunciare all’auto ma – incalza Alessandra – occorre solo trovare un’alternativa che talvolta non vediamo nemmeno”. 

“Bisogna recuperare la strada come luogo di incontro e non di scontro” – il messaggio dei ciclo attivisti perché nessuno sia più “complice di omicidio stradale”. 
 

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