Rifiuti, il porta a porta di Raggi è un fallimento: in VI e IV municipio si torna ai cassonetti

Dietrofront sul porta a porta. A spiegare cosa sta succedendo il dirigente Ama Marcello Bronzetti. Tuona il Pd: "Soldi buttati dei romani"

Cassonetti del porta a porta (immagine d'archivio)

La raccolta porta a porta è un fallimento. Alcuni municipi infatti ci stanno ripensando e stanno chiedendo una marcia indietro, un ritorno ai cassonetti stradali. A spiegare l'inversione di tendenza, convocato in commissione capitolina Trasparenza, il direttore delle Risorse Umane dell'azienda, Marcello Bronzetti: "Si sta facendo una rivalutazione delle zone servite col porta a porta perchè magari ci sono alcune che poco si prestano". Tipo al Tiburtino. "Il IV municipio sta chiedendo di tornare indietro e passare alla raccolta stradale per un'esigenza degli utenti, si valuteranno altre zone idonee dove estenderlo. Poi c'è il VI municipio che lo ha già eliminato in alcune zone". Una fortuna secondo Bronzetti, "così cerchiamo di farlo dove serve. Nel VI municipio siamo passati da una 'disputa interna', poi risolta, dove dicevamo di non mettere il porta a porta ovunque perché si creavano dei problemi, abbiamo rimesso cassonetti e migliorato la performance aziendale"

Sarà anche una fortuna, ma il modello è stato salutato più volte dalla sindaca come fiore all'occhiello delle politiche sui rifiuti messe in atto dal Campidoglio. Sulla questione infatti si levano le voci dell'opposizione. "Dopo aver speso centinaia di milioni sul porta a porta, oggi apprendiamo dai dirigenti dell'Ama che i 5 stelle hanno inserito la retromarcia" commenta la consigliera del Pd Valeria Baglio. "Il VI municipio, che insieme al X era uno dei progetti su cui il Campidoglio ha investito di più, è tornato ai vecchi cassonetti stradali e il IV sta pressando l'azienda per abbandonare la raccolta differenziata casa per casa. Tornare ai cassonetti stradali, dopo che per tre anni abbiamo sentito parlare questa maggioranza su quanto fosse importante investire sul porta a porta per aumentare la differenziata, sa di provocazione"

Il porta a porta per i commercianti: bandi in scadenza 

Sempre in commissione Trasparenza è stato anche affrontato il tema della raccolta differenziata per le utenze non domestiche, vale a dire i circa 130mila tra ristoranti, bar, attività commerciali, uffici, enti, scuole e ospedali. Ama, lo ricordiamo, svolge una parte di questo servizio direttamente, mentre per 58mila utenze la raccolta è stata affidata in appalto un anno e mezzo fa a quattro operatori che si occupano di 16 lotti. Il servizio ha dato numerosi problemi, con proteste da parte dei commercianti per i giri di raccolta insufficienti. 

Nonostante questo, la dirigenza Ama fornisce dati positivi. "Nel 2019 su queste 58mila utenze abbiamo raggiunto il 68% di raccolta differenziata, passando dalle 120mila tonnellate raccolte del vecchio appalto a 152mila su un totale raccolto di 222mila tonnellate: si tratta di due punti percentuali in più di raccolta". Stando a quanto illustrato da Bronzetti, non mancherebbe comunque chi si oppone al sistema di raccolta porta a porta, rifiutandosi di prendersi i bidoncini che l'Ama gli invia e continuando a buttare l'immondizia nei cassonetti stradali destinati però ai cittadini che vivono nelle case: "Si tratta di circa 4.800 oppositori i cui nominativi sono stati inviati all'Ufficio Tari che a sua volta li ha girati ad Aequa Roma". 

Ad aprile 12 dei 16 lotti scadranno (gli altri quattro riguardano le utenze dei Municipi 6, 8, 9 e 10 e scadranno nel 2021) dell'appalto e ad Ama sono al lavoro per il nuovo capitolato di gara, anche perché, numeri del personale alla mano, è insostenibile una reinternalizzazione del servizio: "L'organico di Ama continua a scendere, nel 2019 il personale è diminuito di altre 169 unità - hanno spiegato i funzionari di Ama in commissione - gli attuali prestatori d'opera dell'appalto impiegano 941 addetti e 380 mezzi. Se ci fosse la volontà di reinternalizzare il servizio bisognerebbe fare queste assunzioni". Tuttavia è in piedi "una possibile internalizzazione molto parziale. Stiamo ragionando su alcune utenze sensibili, come il Viminale, che vogliono solo Ama. Insomma, ci sono alcune utenze che dovremmo servire noi e bisogna essere in grado di farlo".
 

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