La metro a Roma è sparita. Polveri in galleria, il sindacato porta Atac in Procura

Nella guerra tra lavoratori e azienda il sindacato Orsa alza il livello dello scontro e presenta un esposto in Procura

Foto instagram @conduttoremetrob

La metro a Roma non esiste più. I treni passano con frequenze da treni regionali ed il problema sembra non trovare un soluzione. La guerra tra azienda e lavoratori prosegue ed anche oggi il solito messaggio sul sito di Atac era l'unica informazione per i disagi vissuti dagli utenti in banchina e sui treni. "Numero di treni circolanti inferiore rispetto al programmato" dietro il quale si cela la pignoleria dei macchinisti sempre più attenti, da luglio, nello scartare i treni che a loro dire non rispettano i criteri di sicurezza [QUI LA NOTIZIA COMPLETA]. Il risultato sono frequenze sempre più dilatate, tanto sulla metro A quanto sulla metro B, con attese che arrivano anche ai 20 minuti. 

Nel silenzio della parte politica, il braccio di ferro tra i lavoratori e l'azienda prosegue e il sindacato ORSA ha presentato un esposto in Procura. Massimo Dionisi, segretario provinciale: "Dopo aver chiesto inutilmente chiarimenti all’azienda Atac , il 26 ottobre 2017 abbiamo presentato alla Procura di Roma un esposto nel quale evidenziamo la grave situazione venutasi a creare dopo che dal mese di Giugno nelle gallerie della Metro A e dal mese di Agosto in quelle della Metro B non viene svolta nessuna attività di depolverizzazione". La mancata depolverizzazione porta all'accumulo di polveri potenzialmente nocive per la salute dei lavoratori e degli utenti. 

"Di questa pericolosa situazione", spiega Dionisi, "è stato informato anche il Presidente della Commissione Mobilità del Comune di Roma (Enrico Stefano) così come copia dell’esposto è stato inviato all’Assessorato alla Mobilità del Comune di Roma. Mentre da una parte Comune e Azienda pretendono un sostanziale aumento dell’orario di lavoro dall’altra non sembrano particolarmente preoccupati che questi lavoratori siano poi costretti a lavorare per ore in un ambiente malsano e potenzialmente nocivo per la loro salute".

Come raccontato nelle scorse settimane non è però solo la mancata depolverizzazione al centro dello scontro. A seguito dell'incidente di metà luglio, quando una donna fu trascinata sulla banchina di Termini, tra i macchinisti è aumentata l'attenzione allo stato dei treni. Vengono scartati quelli non ritenuti idonei, mandati a verifica. Al centro delle segnalazioni sono soprattutto i parabrezza e gli specchietti. Ora nella battaglia per la sicurezza sulla metro arriva il caso depolverizzazione. In tutto questo si attende, da mesi, una dichiarazione dell'amministrazione a cinque stelle.

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