La macchina del fango a 5 Stelle: quando l'amico lascia e diventa il nemico da incolpare

E' il copione adottato con Pinuccia Montanari, già andato in scena con altri ex assessori della giunta

Incolpare l'ex "amico" di aver fallito nella materia di cui era responsabile. E metterlo all'angolo sconfessandone l'operato, specie se dalla sua bocca escono attacchi all'amministrazione. Il copione adottato con Pinuccia Montanari, ex assessore ormai "reietto" della giunta Raggi, non è nuovo all'ombra di palazzo Senatorio. 

La fedelissima di Beppe Grillo ha lasciato il Campidoglio dopo aver votato contro la bocciatura del bilancio Ama. E dal difenderla a spada tratta per due anni - al netto delle varie emergenze rifiuti e di una gestione del verde pubblico tutt'altro che lodevole - la sindaca è passata in un lampo a smontarne l'operato. Dal Servizio Giardini al piano rifiuti, si è arrivati a dire, per il settore degli autodemolitori, che avrebbe avviato una trattativa con il lavoratori per la quale "non aveva il mandato"

Irritata l'ex assessore si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. "Hanno prevalso gli amici di Lanzalone - ha detto al Corriere della Sera - Giampaoletti e Lemmetti governano la città". Parole piaciute poco a palazzo Senatorio. "Cara Pinuccia, il tuo compito era assicurarti che la città fosse pulita e che il verde fosse curato, non quello di occuparti dei bilanci" ha detto il capogruppo M5s Giuliano Pacetti. E ancora: "Le tue valutazioni a posteriori non corrispondono alle azioni messe in campo per superare le difficoltà riscontrate". Come a dire, al di là degli sfoghi e delle considerazione politiche: il tuo lavoro l'hai fatto male. 

Un botta e risposta già visto. E una strategia già messa in campo quella di smontare le azioni di chi se n'è andato, rompendo del tutto i rapporti. Fu così per Paola Muraro, ex assessore all'Ambiente prima di Montanari. Lasciò perché indagata (poi il caso fu archiviato), si ritrovò contro tutto il Movimento Cinque Stelle, e anche lei bollò l'esperienza in Campidoglio così: "Sono delusa e amareggiata non rivoterei Virginia. Resterei a casa". 

"Chi polemizza è fuori" disse ancora la sindaca di Andrea Mazzillo, ex assessore al bilancio cacciato per "divergenze di visione" sul concordato preventivo in Atac. Non è finita bene nemmeno con Carla Raineri e Marcello Minenna, altri ex titolari ai conti capitolini. E ancora quando lasciò Paolo Berdini, ex assessore all'Urbanistica in disaccordo con il progetto dello stadio della Roma, Raggi commentò stizzita: "Lavoriamo per trovare sostituto che parli meno e lavori di più". Una lunga lista di divorzi, con l'amore passato finito, quasi sempre, rinnegato. 
 

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