Piano di zona Spinaceto, l'Aula approva la decadenza della convenzione

Iorio: "Gli immobili verranno acquisiti al patrimonio"

E' stata definitivamente approvata dall'Aula Giulio Cesare la delibera che ha sancito la decadenza e la risoluzione della convenzione del piano di zona Spinaceto. Dopo l'annuncio avanzato dalla sindaca Virginia Raggi il 23 gennaio scorso, la proposta 12 del 2019 è stata inserita all'ordine del giorno dei lavori dell'Assemblea capitolina e martedì scorso è stata votata dall'Aula. 

"La nostra Amministrazione è stata da subito animata dalla volontà politica di affrontare con forza e determinazione tali temi, volendo verificare i casi in cui è venuto meno il rispetto dei patti e degli obblighi convenzionali nei confronti della cosa pubblica, come nei confronti dei cittadini, destinatari finali di tale grande manovra urbanistica nazionale" le parole dell'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori nel corso del suo intervento in Aula. "Inammissibile per una qualsiasi amministrazione sarebbe permettere che, nelle more della definizione di controversie legali, si possano commettere errori irrimediabili, quanto imperdonabili, nei confronti dei cittadini su un tema così delicato. Né è tollerabile che l’interesse pubblico venga travolto, nella realtà e nel diritto, dalla prevalenza schiacciante degli interessi creditizi, parificando gli interessi di natura meramente economica al diritto primario dell’abitare". Poi ha concluso: "Se l’edilizia sociale è un servizio come tale dobbiamo considerarlo, non come lo strumento di un sistema economico ma come un bene per i cittadini".

La notizia era stata data dalla presidente della commissione capitolina Urbanistica, Donatella Iorio: "Con tale atto, che comporta la successiva riacquisizione degli immobili al patrimonio capitolino, viene ripristinata la legalità e tutelato il diritto alla casa per circa 60 famiglie che rischiano di essere sfrattate" ha scritto su Facebook. Poi ha spiegato: "Dopo avere espresso il parere favorevole all’unanimità nel corso dell’ultima seduta della Commissione Urbanistica, abbiamo deciso di sottoporre immediatamente al voto dell’Aula la suddetta proposta, poiché quando vi sono famiglie che rischiano di rimanere senza un tetto la tempistica diventa fondamentale" ha scritto. 

Per questo, ha aggiunto, "con un ordine del giorno si è dato mandato alla Sindaca e all’Assessore competente di portare a conclusione il procedimento di decadenza e di procedere ad una serie di attività essenziali come la verifica dei dati catastali; la redazione di apposita perizia di stima finalizzata alla quantificazione delle partite attive e passive derivanti dalla procedura di acquisizione al patrimonio capitolino delle porzioni immobiliari e relative pertinenze; l’assegnazione degli immobili oggetto di risoluzione, previa verifica dei requisiti soggettivi degli aventi diritto; l’espletamento delle necessarie formalità presso la competente Conservatoria per la trascrizione della deliberazione nei Registri Immobiliari". 

In realtà la vicenda degli alloggi del piano di zona di Spinaceto va avanti dal 2012, anno della prima denuncia. Gli inquilini, inoltre, hanno dovuto attendere più di un anno prima di vedere la delibera di revoca approvata. Il primo annuncio in questo senso era stato dato dall'assessorato all'Urbanistica di Luca Montuori il 23 ottobre del 2017. Non solo. Come raccontato da Romatoday alla fine di ottobre del 2018, di fronte ad una serie di valutazioni, l'assessorato aveva deciso di congelare il procedimento di revoca. 

Il sindacato Asia Usb, che segue la vicenda fin dall'inizio, invita alla cautela. "Ricordiamo che solo l’immissione in possesso da parte di Roma Capitale dei fabbricati può fermare gli sfratti. A Castelverde, dove la revoca è stata approvata dal Consiglio Comunale a settembre 2016, a oltre due anni di distanza, l’atto di presa di possesso da parte della Conservatoria comunale non viene fatto e 11 alloggi, di quelli sotto revoca, sono stati venduti all’asta" scrive il sindacato in una nota. Anche a Spinaceto "tutti gli sfratti sono ancora pendenti e l’interruzione non è automatica. Inoltre ricordiamo che ad oggi gli Uffici comunali non hanno ancora approvato i definitivi prezzi massimi di cessione nonostante la denuncia risalga al 2012 e sebbene numerose diffide al Comune di Roma". 

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