Da Bastogi alle ex scuole, il piano per la rigenerazione di Roma parte da 14 luoghi

Un ufficio di scopo e dei bandi di progettazione pubblica per attrarre investitori

Quattordici siti 'pilota', tra luoghi ed edifici degradati o abbandonati, da trasformare in servizi per i cittadini, centri culturali o progetti abitativi ‘non tradizionali’. Il tutto puntando sulla collaborazione tra amministrazione pubblica e privati. È stato presentato questa mattina nella sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio ‘ReinvenTIAMO Roma’, il “piano per la rigenerazione della città” nato nel solco di esperienze europee come Reinventer Paris e del bando internazionale ‘Reinventing Cities’ lanciato nei mesi scorsi da C40, la rete di città sparse nel mondo impegnate per implementare politiche cittadine volte alla riduzione di emissioni di gas serra.

“Fino ad oggi abbiamo lavorato su progetti puntuali già avviati. Con ReinvenTIAMO Roma vogliamo entrare in un percorso dove l’amministrazione governa in maniera sistematica il proprio territorio” ha spiegato la sindaca Virginia Raggi. Al suo fianco gli assessori a Urbanistica e Patrimonio, Luca Montuori e Rosalba Castiglione, e le presidenti delle rispettive commissione Donatella Iorio e Valentina Vivarelli. 

Punto di partenza una “prima rosa” di 14 immobili selezionati da un elenco più nutrito sulla base della “disponibilità immediata” e della “vicinanza di mezzi di trasporto pubblico su ferro”. Nell’elenco figurano quattro ‘ambiti urbani’ (Bastogi, ex Mira Lanza, immobile Ama di via Crispi e Castrense – ex filanda) e dieci “immobili puntali”, per la maggior parte ex scuole da tempo in disuso. Dei veri e propri “non luoghi degradati” ha spiegato la prima cittadina “che puntiamo a rendere dei luoghi vivi in accordo con il territorio”. 

Per dare corpo al progetto illustrato questa mattina verrà creato uno specifico ufficio di scopo che avrà il compito di individuare le priorità della programmazione, indire le procedure di gara, monitorare le fasi di attuazione degli interventi e organizzare le attività di consulazione e informazione dei cittadini. Nei prossimi mesi - ancora la tempistica non è stata fissata - verrà predisposta una ‘delibera quadro’ che metterà nero su bianco iter e criteri di selezione dei progetti che arriveranno da investitori e soggetti privati di varia natura e che verranno raccolti e selezionati tramite concorsi di progettazione e bandi.

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Una “visione” e una “sfida” per l’assessore Montuori. Una visione perché “dimostriamo che è possibile sviluppare una modalità di rigenerazione urbana innovativa, diversificando forme e investitori”. Una sfida “perché l’amministrazione si rivolge a investitori tradizionali e nuovi, grandi imprenditori e realtà locali più piccole”. 

I pilastri che dovranno restare ‘invarianti’ a ogni progetto, veri e propri paletti fissati dall’amministrazione, sono innovazione, inclusione sociale, qualità architettonica, efficienza energetica e partecipazione. Gli immobili di proprietà pubblica non verranno venduti. “Stiamo studiando tre formule capaci di attrarre investitori di diversa natura che verranno specificate prima di ogni bando” ha spiegato Montuori. In particolare: “Il diritto di superficie, la concessione per la valorizzazione e la locazione a lungo termine”. Funzionerà così: si partirà da una manifestazione di interesse con un confronto con bandi e concorsi di progettazione a livello europeo; da questa prima fase uscirà una ‘short list’ che porterà all’elenco delle progettualità più adatte alle esigenze di ogni territorio. Ogni progetto necessiterà di una delibera. 

Nuovi servizi, sia di natura sociale sia culturale, progetti di housing che prevedono un mix di funzioni, riqualificazione di spazi aperti, progetti di autorecupero. “Grazie a una rigenerazione a 360 gradi possiamo modificare i nostri territori e ridisegnare interi quartieri" le parole dell'assessora Castiglione. “Roma è piena di immobili abbandonati che creano disagio e deturpano la città ma è anche un brand con una forte attrattività sul mercato e molti investitori ci hanno chiesto delle aree per realizzare progetti sul territorio” ha spiegato ancora Castiglione. 

“Speriamo che nel più breve tempo possibile i cittadini possano iniziare ad avere una risposta alle loro esigenze” le parole di Iorio. “È in questi luoghi che attueremo la nostra visione di città”. Ha aggiunto Vivarelli: “Dimostriamo discontinuità verso un passato che vedeva nelle alienazioni un modo per fare cassa. Dobbiamo riuscire a guardare al di là di ogni immobile in disuso, a puntare alle funzioni che vi si possono mettere”. 

In una nota il Comune lo spiega così: "Si tratta di un nuovo approccio alla città basato sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato. Si svilupperà attraverso una call per progetti innovativi mediante manifestazioni di interesse e procedure concorrenziali rivolte a investitori, operatori, progettisti in dialogo con l’amministrazione pubblica e le comunità. L’obiettivo è individuare le funzioni migliori per la trasformazione dei luoghi, condivise e sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Nella pubblicazione del bando i candidati saranno invitati a esprimere il loro interesse per uno o più siti su una piattaforma web dedicata (una manifestazione di interesse) a cui seguirà una consultazione online aperta ai cittadini per la votazione delle proposte. Infine, una commissione selezionerà una short list e si giungerà poi all’offerta vincolante che comprenderà: progetto architettonico, progetto di gestione, piano economico e finanziario, offerta economica, garanzie bancarie". 

Ecco l’elenco completo: Bastogi (Municipio XIII), ex Miralanza (XI), ex Filanda di viale Castrense (VII), stabilimento Ama di via Crispi (I), gli ex edifici scolastici I.T. Hertz (VII), I.C. La Giustiniana (XV), Leonori (X), Vertunni (V), Villari (IV), L.A. Ripetta (II), la scuola Parini (III), l'edificio dismesso Verne (VI), l'edificio demolito di via Montebruno (XIV) e l'ex impianto Acea Oletta (X). 

Clicca su continua per vedere nel dettaglio i 14 progetti

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