Piano regolatore a Cinque Stelle, si lavora alla variante: ecco le linee guida

I contenuti della proposta di delibera presentata in Commissione urbanistica

Rigenerazione urbana degli spazi dismessi o abbandonati di Roma, per restituirli ai cittadini e dare risposte concrete all'emergenza abitativa. Sono gli obiettivi della proposta di Delibera presentata venerdì scorso in commissione Urbanistica che punta a stabilire delle linee guida per adottare una variante urbanistica del Piano Regolatore Generale di Roma.

Punto centrale è la ricognizione generale del PRG che prevede una valutazione aggiornata del fabbisogno abitativo per il prossimo decennio, anche in considerazione del fatto che a 10 anni dalla sua approvazione (era il 2008) le previsioni di incremento della popolazione si sono avverate solo al 40%: in sostanza, un milione di abitanti in meno rispetto a quelli previsti.

Altro punto qualificante della proposta è l’integrazione del recupero e della riqualificazione urbanistica con l’innovativo PUMS, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, adottato lo scorso agosto dall’Amministrazione. Difatti, il nuovo PRG dovrà privilegiare l’attuazione di programmi urbanistici connessi alla rete infrastrutturale del trasporto pubblico su ferro, esistente o di progetto. 

Cuore del provvedimento, la ridefinizione degli ambiti territoriali del Piano regolatore: programmi di recupero e rigenerazione urbana che prevedano anche la tutela ambientale, interventi caratterizzati dai più alti standard di risparmio energetico, con tecnologie innovative e sostenibili (“solari passive”, impiantistica con approvvigionamento da fonti rinnovabili, impiego di materiali ecocompatibili). E ancora zero consumo di suolo con impiego prioritario di aree dismesse o abbandonate, attigue alla rete di trasporto su ferro esistente, o di progetto e integrazione sociale che parta da un mix abitativo tra famiglie appartenenti a etnie e classi di reddito differenti.

La Delibera prevede che sia direttamente Roma Capitale a procedere, senza fini di lucro, alla realizzazione di 40mila unità abitative, di cui la metà da destinare ad assegnatari senza limite di reddito e il restante 50% destinate ad assegnatari con requisiti che rispondano allo scorrimento della graduatoria degli aventi diritto all’alloggio popolare, e al superamento strutturale del fenomeno delle occupazioni. Un Programma Residenziale che dovrà essere avviato dalla predisposizione di un fondo di Bilancio capitolino dedicato, da implementare tramite ulteriori fondi comunitari e statali previsti allo scopo.

"Cambiamo lo strumento di governo del territorio. In Commissione Urbanistica abbiamo già verificato l’assurdo consumo di suolo, e la scarsa qualità, nella maggior parte degli interventi realizzati, o in corso di attuazione, dei vari ambiti insediativi in conformità o in variante di PRG" dichiara Pietro Calabrese, Presidente della Commissione Mobilità, e membro della Commissione Urbanistica. "Inoltre, la città non è cresciuta come stimato 25 anni fa, abbiamo un milione di abitanti in meno del previsto, ma un PRG in cui è ancora presente la relativa cubatura di cemento.  Ora che abbiamo adottato lo strumento per l’infrastrutturazione su ferro del trasporto Pubblico, il PUMS, la nostra visione per la mobilità della Capitale, siamo in grado di relazionarvi anche la visione per lo sviluppo urbanistico, che sarà basata prioritariamente sul recupero del patrimonio edilizio dismesso o abbandonato, sia pubblico che privato. Le due idee alimentano l’indirizzo di mix sociale che questa città può e deve soddisfare: predisposizione di ambiti idonei alla realizzazione di nuovi quartieri senza barriere di reddito, e con la massima condivisione possibile, a partire dalle autovetture. Architetture quindi non solo di rigenerazione urbana, ma di rigenerazione di comunità, con qualità da ottenere tramite concorsi di progettazione aperti ai migliori studi professionali, dove il criterio di massimo risparmio energetico dovrà essere risolto nella migliore tradizione costruttiva del nostro territorio".

"Roma è una città complessa in cui è difficile vivere, una città in cui si avverte forte l’esigenza di un cambio di passo per trasformarla in una capitale moderna, in cui si possa ridurre le disuguaglianze sociali e ricostruire un senso di comunità" dichiara Donatella Iorio, presidente della Commissione Urbanistica. "La pianificazione urbanistica vigente non risponde più alle esigenze attuali dei cittadini e non è all’altezza di affrontare le sfide del futuro: è giunto dunque il tempo di gettare le basi per uno sviluppo sostenibile di Roma Capitale, fondato sul contrasto al consumo di suolo, recupero e rigenerazione del patrimonio esistente, incremento del trasporto su ferro e di mobilità dolce, tutela e difesa del territorio. In questi tre anni di consiliatura abbiamo lavorato per far fronte e risolvere innumerevoli problemi ereditati dalle precedenti amministrazioni e, al tempo stesso, abbiamo avviato un percorso per immaginare e pianificare un nuovo assetto della città le cui linee guida sono contenute nella proposta di delibera che abbiamo presentato"

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