Ciclabili e cura del ferro, il piano della Raggi: così entro 10 anni il 50% dei romani rinuncerà all'auto

In Campidoglio è stato presentato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Raggi: "Vogliamo invertire il rapporto tra l'uso del mezzo pubblico e privato". Ecco in quale modo il Comune intende farlo

L'obiettivo più volte dichiarato è quello di portare i romani a rinunciare ai mezzi a quattro ruote. Per riuscirvi l'amministrazione pentastellata, nel 2016, ha avviato un processo partecipativo. Attraverso un lavoro di valutazione e sintesi, le idee progettuali si sono trasformate in una visione "di sistema": in un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. 

Metropolitane, tramvie e ciclabili: i numeri del PUMS

Il PUMS, a differenza del vecchio Piano Generale del Traffico Urbano, propone la realizzazione di nuove infrastrutture. Come ricordato dalla Sindaca nella conferenza stampa svoltasi il 7 agosto in Campidoglio, una volta completato, il PUMS destina alla Capitale 38 km in più di rete metropolitana, 58 km di rete tramviaria e 293 di piste ciclabili. Opere che non saranno realizzate tutte insieme perchè, l'amministrazione, ha stabilito quali fossero le priorità. Ma, nel giro di dieci anni, porteranno il 52% dei romani a rinunciare all'auto per usare biciclette e mezzi pubblici. Un traguardo ambizioso, visto che oggi solo il 36% rinuncia al mezzo privato per spostarsi in città. Un obiettivo che deve essere realizzato attraverso diverse fasi e diversi finanziamenti.

Le funivie

Per i primi interventi rientranti nel PUMS sono già stati richiesti i fondi al Governo nel dicembre del 2018. Si tratta delle cosiddette "opere invarianti" e prevedono l'acquisto di nuovi materiale rotabile, ma anche la realizzazione di due funivie. La prima riguarda la realizzazione del sistema a  fune che permetterà di collegare Battistini con Casalotti, passando per Torrevecchia. Si tratta d'uno degli interventi più peculiari di tutta l'operazione e prevede un tracciato di quasi 4 chilometri sorretto da 41 piloni, che passa sopra il GRA ed attraversa quartieri come Torrevecchia, Montespaccato e Collina delle Muse. Un'operazione da 110 milioni di euro che prevede,  nel tratto interessato, anche la copertura del Raccordo Anulare.

C'è anche un'altra funivia, che consentirà di collegare la stazione di Villa Bonelli con l'Eur. Era un vecchio progetto, per anni rimasto nei cassetti dell'amministrazione cittadina, che consentirà di attraversare il Tevere, collegando in tal modo una delle aree più popolose del Municipio XI con la metropolitana di Eur-Magliana.

I tram

Altra opera invariante, per i quali i finanziamenti sono già stati richiesti, è la tramvia che dovrà unire Largo Corrado Ricci con piazza Vittorio Emanuele II. Partendo dall'Esquilino, questo tram raggiungere i Fori Imperiali passando per via dello Statuto, Largo Brancaccio e via Giovanni Lanza. Poi, percorrendo l'ultimo tratto di via Cavour, arriverà a Largo Corrado Ricci, che sarà pedonalizzata. Un percorso di 4,8 km che rappresenta una sorta di fiore all'occhiello nella cosiddetta "cura del ferro". Ambizioso anche il traguardo di collegare Cinecittà con Ponte Mammolo. Otto chilometri di percorso, in gran parte in sede protetta, che si svilupperano utilizzando lo square centrale di viale Palmiro Togliatti.  Più breve invece è il percorso dell'ultima linea di Tram che è stata considerata un'opera invariante. Collegherà la stazione Tiburtina con piazzale del Verano, a San Lorenzo. Si tratta di circa un chilometro e mezzo, che consentirà di portare sullo snodo dell'altà velocità, gli utenti che transitano per piazzale del Verano, dove già sono presenti le linee tramviare 3 e 19. In tal modo, con quest'intervento, si ricuce un pezzo importante dell'infrastruttura cittadina.

La discussa linea TVA

C'è poi la TVA, ovvero la linea Termini, Vaticano Aurelio.  Otto chilometri di binari che si sviluppano tra la circonvallazione Cornelia, nel quartiere Aurelio, fino a Termini, passando su via Gregorio VII, davanti al Vaticano, su corso Vittorio, a piazza Venezia e in via Nazionale. Con una biforcazione da corso Vittorio a piazza Risorgimento passando per via Stefano Porcari. Una linea tutta su lato strada che coinvolge il ponte Pasa e Vittorio Emanele II e che, come i consiglieri pentasellati hanno spesso ribadito, "non sarà alternativa alla tratta centrale della linea C".

I prolungamenti delle linee metro

Il PUMS prevede anche un grosso investimento sulle linee metropolitane.  Attualmente, sommando le linee A-B-B1 e C, la rete raggiunge i 59,3 chilometri. L'intenzione dell'amministrazione pentastellata è di accrescere il servizio, dotandolo di ulteriori 38 chilometri. Come si arrriva a questìincremento? Nei prossimi dieci anni l'amministrazinoe ha previsto l'avvio di opere impegnative. Tra queste c'è il problungamento della metro C fino alla Farnesina ed a Tor di Quinto.

Nello scenario di dieci anni rientara anche il prolungamento della linea A, con le stazione di Bembo e le due fermate di Torrevecchia, fino allo snodo con la stazione Monte Mario della FL3. La B1 invece arriverà fino al GRA, all'altezza dello svincolo autostradale con l'A1. C'è poi anche l'idea di realizzare la Metro D con il tracciato che collega il III Municipio, con capolinea a via Ugo Ojetti, con la stazione degli autobus presente a  piazzale dell'Agricoltura, nel pentagono dell'Eur.

La trasformazione delle linee ferroviarie

Nei prossimi dieci anni, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile ha preso in considerazione anche il tema delle trasformazioni ferroviarie in metropolitane di superficie. Ne dovrebbero beneficiare la Roma Nord (in futuro Metro F) e la Roma Lido. Il treno che collega la stazione di Porta San Paolo con Ostia,  più volte decorata con il premio Caronte(quattro anni di seguito) come peggior linea di trasporto ferroviario, diventerà la Metro E. 

La trasformazione della Capitale

Nell'insieme, tutte le opere descritte, consentiranno di cambiare volto della Capitale. "L'obiettivo del Pums è arrivare entro dieci anni a invertire il rapporto tra uso del mezzo pubblico e privato - ha ribadito in conferenza stampa la sindaca Raggi - Oggi il 36% usa il tpl e il 64% l'auto o la moto. Arriveremo tra 10 anni al 52% contro il 48% mettendoci al pari con altre grandi città internazionali. Stiamo già ottenendo i finanziamenti dal ministero. E sfatiamo un mito: l'inserimento delle nuove metro nel Pums dimostra che noi non siamo contro le grandi opere ma a favore delle grandi opere utili". E guai a parlare di progetti irrealizzabili. "Non è un libro dei sogni - ha puntalizzato il presidente della commissione mobilità Pietro Calabrese- ma solo ciò che attendono i cittadini da decenni messo a sistema, con tanti interventi anche in periferia. Alla fine avremo una rete integrata che produrra' finalmente il cosiddetto effetto rete".

L'esclusione di METROVIA

Però, il progetto più apprezzato dai cittadini durante la fase di consultazione, non ha trovato spazio. La Metrovia - aveva più volte rimarcato l'architetto Paolo Arsena, curatore del progetto - non è mai stato analizzato, neppure una sola volta, nella commissione mobilità di Roma Capitale". La sparizione di questo progetto, che prevede di creare nodi di scambio e di trasformare le linee ferroviarie in altrettante linee metropolitane, è stata chiarita in conferenza stampa. Come più volte sottolineato anche dal suo ideatore

"Lo spirito di Metrovia è presente nel Pums, perchè valorizziamo le ferrovie regionali. Ma il progetto in sè è di complicata realizzazione: parliamo di linee ferroviarie con sedime e mezzi tutti di proprieta' di Rfi. Ci sono ostacoli amministrativi molto importanti. Ci sono diversi enti coinvolti che si devono mettere d'accordo e infrastrutture non di proprietà comunale che -  ha ricordato il Consigliere capitolino Enrico Stefàno (M5s)  - comunque nascono con un altro scopo: portare a Roma persone che vengono da fuori e in modo veloce. Senza pensare che poi ci sono linee, come la FL1, che già oggi hanno una frequenza adeguata, di una corsa ogni 15 minuti".

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