Bus turistici, contro il piano Meleo è "guerra". E Meloni si schiera con gli operatori

Associazioni di categoria sulle barricate contro i rincari dei permessi fino a 36mila euro. E il 15 settembre è fissata la maxi protesta: "Con i pullman bloccheremo la città"

Immagine d'archivio

Tariffe alle stelle, centro storico off limits, transfert solo dagli aeroporti verso alberghi con più di 50 camere. Il piano pullman del Campidoglio, ancora in fieri, è già bocciato come "catastrofico". E sulle nuove regole che investiranno i bus turistici privati è "guerra" aperta. Da una parte le associazioni di categoria - Emet, Asshotel, Fiavet, Federalberghi, Cna - dall'altro l'assessore alla Mobilità Linda Meleo e la sua proposta di delibera tesa a ridurre drasticamente l'impatto dei mega bus su traffico e decoro cittadino, ma che secondo gli addetti ai lavori "manderà sul lastrico 15mila dipendenti". Nel mezzo, a tentare una difficile mediazione, il titolare al Turismo Adriano Meloni.

La bozza del provvedimento, pronto al voto in giunta dopo l'estate, è stata illustrata da Meleo agli operatori lo scorso 6 luglio. Non si entrerà nel centro storico (deleghe a parte) e spariranno gli abbonamenti da 3mila euro per entrare nell'anello ferroviario. Verranno invece introdotti carnet da 100, 200 e 300 ingressi a tariffe decisamente più alte. Quello da 300 ticket, circa un ingresso al giorno, arriverà a costare 36mila euro a bus. Parliamo di circa il 1700% di rincari. Una cifra improponibile per le aziende, compatte e pronte alle barricate se la stretta annunciata dovesse diventare realtà. Perché non solo non piace il contenuto paventato nel piano, ci sono pure le modalità di interlocuzione a inasprire il clima.   

L'assessore Meloni tenta la mediazione

"Chiusura totale, non ci è stato dato nemmeno una copia del piano" spiega a RomaToday Carlo Miotti, presidente di ANC Trasporto Autobus. "Non siamo stati minimamente presi in considerazione nè dall'assessore Meleo nè dal consigliere Stefàno. Con un piano del genere non potremo più lavorare a Roma. Ho 15 pullman e fatturo un milione e 600mila euro in un anno, lavorando molto, con questo piano dovrei pagarne 725mila di permessi. Sarà una catastrofe per tutto il settore". A meno che non riesca la mediazione tentata in questi giorni dal titolare al Turismo del Campidoglio, Adriano Meloni, che sembra appoggiare le istanze di autisti e operatori turistici, conscio delle pesanti ripercussioni dell'incremento delle tariffe sull'intero comparto turistico della città. Il 3 agosto ha ricevuto una delegazione di associazioni nella sede dell'assessorato di via dei Cerchi e si è detto disponibile a una revisione della bozza. "Ci ha ascoltato e ha acconsentito all'apertura di un tavolo tecnico dove presentare tutte le nostre correzioni e suggerimenti" ha raccontato Miotti. Primo appuntamento lunedì 7 agosto. E poi ancora dopo le vacanze estive, magari con la presenza anche dell'assessore Meleo. 

"Il 15 settembre bloccheremo la città"

"Siamo fiduciosi, abbiamo fatto presente, numeri alla mano, quale sarebbe l'impatto sul turismo organizzato, che a Roma rappresenta circa il 30 per cento dei visitatori che arrivano in città". A parlare è il vicedirettore di Federalberghi Roma, Gianluca De Gaetano. "Abbiamo stimato che il piano ridurrebbe del 10 per cento il flusso dei visitatori", perché oltre al nuovo tariffario dei permessi, emerge un altro aspetto critico per il comparto alberghi: la chiusura totale del centro storico salvo per i transfert dagli aeroporti agli hotel, ma solo da e verso strutture con più di 50 camere. "E' un numero inaccettabile, sono tantissime il alberghi con un numero di stanze inferiore all'interno del perimetro della ztl del centro". Le conseguenze? "Tantissimi romani che lavorano nel settore rischiano di perdere il posto di lavoro, parliamo di 200mila impiegati che già combattono contro una crisi pesanti. Un regolamento simile vorrebbe dire contrazione del personale e licenziamenti". La speranza è che intervenga il titolare di via dei Cerchi. Altrimenti resta fissata la grande protesta del 15 settembre. "Siamo pronti ad arrivare con gli autobus fino al Campidoglio" minacciano gli autisti di oltre 400 aziende che hanno aderito alla protesta. Una "marcia sulla città" per paralizzare strade e piazze, a bordo dei torpedoni. 

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