Pirozzi e il piano per far saltare Zingaretti. M5S e Centrodestra frenano

Lombardi: "La sfiducia verso un presidente deve avvenire, sempre, all'interno di una cornice democratica"

Un piano per far saltare Nicola Zingaretti e tornare al voto. A riverlarlo è un articolo di Simone Canettieri de Il Messaggero. Ad organizzarlo Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice e neo consigliere regionale. Il piano prevede dimissioni di massa dei 26 consiglieri regionali di opposizione, fatto che porterebbe alla caduta della Regione Lazio e il ritorno al voto. Una situazione che ricorda quanto accaduto all'ex sindaco Marino, con le dimissioni dei consiglieri di maggioranza e di alcuni dell'opposizione per sancire la caduta del sindaco chirurgo. 

Pirozzi conferma l'indiscrezione all'agenzia di stampa Agi. "L'idea è partita da me, lo confermo", ha detto laconicamente. Un piano per il quale il primo cittadino di Amatrice vanterebbe la protezione di Salvini. L'azione politica necessita però dell'appoggio delle altre opposizioni e tanto il M5s quanto il centrodestra non sembrerebbero orientati a seguire Pirozzi nelle sue intenzioni. 

Roberta Lombardi ha risposto su facebook, di fatto smorzando sul nascere l'idea di Pirozzi: "Il M5S è una forza sana, con dei principi solidi, ma soprattutto è una forza politica coerente e ritiene che la sfiducia verso un presidente debba avvenire, sempre, all'interno di una cornice democratica, dunque nel quadro di un dibattito trasparente nell'aula consiliare". La faraona ricorda quanto accaduto con Marino: "Già a Roma, nel 2015, nonostante la nostra forte richiesta di dimissioni nei confronti dell'ex Sindaco Marino, ci rifiutammo di andare a firmare le dimissioni dal notaio insieme agli altri consiglieri del Partito Democratico. Quel tipo di metodo non ci appartiene". Tuttavia la neo consigliera regionale non farà regali a Zingaretti, anzi: "Il voto dei cittadini deve essere rispettato e laddove Zingaretti si mostrerà ancora una volta incapace di gestire adeguatamente la macchina amministrativa e di governare nell'interesse dei cittadini saremo i primi a chiederne le dimissioni. Tutto il resto sono chiacchiere da bar, mentre noi continuiamo a lavorare per il Lazio". 

Parisi, che già su Il Messaggero si era mostrato scettico, fa parlare il responsabile regionale di Energie per l'Italia Donato Robilotta: "La proposta di Pirozzi è fumosa e campata per aria. Infatti, la sua principale interlocutrice, a detta del sindaco di Amatrice, Lombardi,  non essendo stata consultata ha preso le distanze in maniera abbastanza netta. Inoltre ho molte perplessità sulla bontà della sua proposta, perché al di là della fattibilità tecnica, tutta da verificare, se Pirozzi avesse voluto raggiungere il risultato che dice di prefiggersi oggi avrebbe semplicemente dovuto sostenere Stefano Parisi, candidato del centro destra, per evitare la vittoria di misura di Zingaretti. Non vorrei che tutto questo polverone serva solo ad aiutare ancora una volta Zingaretti e a coprire la vera notizia del giorno: il suo tentativo di fare l'accordo con i 5 stelle".
 
In sostanza tanto M5s quanto il centrodestra vorrebbero perseguire un'altra strada, quella della sfiducia in aula, passando per l'articolo 43 dello statuto del Consiglio regionale del Lazio che recita al paragrafo 2: "l'approvazione della mozione di sfiducia" da parte della metà più uno dei consiglieri "comporta le dimissioni della giunta regionale e lo scioglimento del consiglio". Insomma, in un modo o nell'altro questa legislatura regionale quantomeno in aula ci arriverà. 

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