Emergenza periferia, arrivano esercito e telecamere. Raggi: "Soli non ce la possiamo fare"

Oggi la conferenza stampa sul piano straordinario da attuare con il Governo centrale

La conferenza stampa sulle periferie

Collaborazione, interistituzionalità, sforzo congiunto sono le nuove parole d'ordine. Sulle periferie romane, piccole banlieu che cingono la Città eterna, serve lo Stato. La sindaca Raggi lo ripete durante la conferenza stampa nell'ex manicomio Santa Maria della Pietà. Tema: le azioni necessarie, già in atto o da realizzare, per risollevare i quartieri lontani dal centro. Infrastrutture, verde pubblico, mobilità, e - soprattutto - sicurezza, reale e percepita, roghi tossici, campi rom. 

"Serve un aiuto del Governo"

"Non possiamo farcela da soli, è necessario un piano straordinario con i diversi livelli istituzionali". La prima cittadina grillina lo dice più e più volte, alla presenza dell'onorevole Andrea Causin presidente della Commissione d'inchiesta periferie, dell'assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre, di alcuni consiglieri comunali e del presidente del XIV municipio Alfredo Campagna. "Parlando di periferie le questioni sono talmente complesse e vaste che non possono essere affrontate con le sole risorse umane, finanziarie e tecnologiche a disposizione del Comune". Per quanto - rivendica - "siano stati fatti già diversi passi avanti".

Cosa ha fatto il Campidoglio  

Segue l'elenco degli interventi su cui mettere il cappello. Ci sono progetti urbanistici quali la riqualificazione dell'ex Gil di Ostia e il restyling di alcune aree di Corviale e San Basilio finanziati con 18 milioni di euro del bando delle periferie (fondi governativi). O la promozione della "mobilità dolce" in 15 scuole del territorio, il progetto "Estate 2017: scuole aperte" contro la dispersione scolastica e il nuovo Piano regolare sociale in stretta collaborazione con i municipi. Ma l'attenzione è tutta sui campi rom, enclavi di illegalità e fonti di pericoli ambientali e di salute per chi li abita e per chi risiede nei quartieri limitrofi. 

"Grazie alla Polizia Locale è stato prodotto il primo censimento dettagliato e puntuale delle popolazioni presenti negli insediamenti" ricorda la sindaca, insieme all'istituzione "di un ufficio di scopo che sta lavorando per il superamento dei campi con l'utilizzo di fondi europei". A onor del vero, il bando per il superamento di Barbuta e Monachina è andato in parte deserto. E il Camping River, primo campo che doveva chiudere (il 30 settembre) e banco di prova dell'intero piano, è ancora aperto. Ma Raggi rassicura: "Ci stiamo lavorando, non si fa dall'oggi dal domani".

Contro i roghi tossici l'esercito e la videosorveglianza 

Intanto la vera stretta sarà sui fumi tossici, da settimane tra i punti sul tavolo della Commissione d'inchiesta sulle periferie, oltreché primo test della collaborazione interistituzionale voluta dai Cinque Stelle. Prima richiesta a palazzo Chigi? "12 milioni nella legge di Bilancio per l'installazione di nuove videocamere e per la realizzazione di un software che consenta di far parlare tra loro le varie telecamere, anche quelle private, che adesso parlano linguaggi diversi". E ancora, ha aggiunto Raggi: "Servirebbero altri 3mila uomini della polizia locale, ne abbiamo circa 6mila e, per quanto abbiano ridotto il fenomeno con azioni mirate, non sono comunque sufficienti".

Interverrà il Viminale. Il ministro Minniti, a seguito di richieste della Commissione parlamentare ha dato ufficialmente la disponibilità all'invio di nuclei militari a fianco delle forze di polizia per frenare la combusione illegale di rifiuti all'interno delle baraccopoli. E' forte il paragone fatto dal ministro: Roma e i roghi tossici come la Campania e la terra dei fuochi. Raggi si dice soddisfatta: "Siamo contenti che il nostro allarme sia stato ascoltato". Ma non mancano le repliche piccate.

La polemica: "Bugie e incapacità"

A richiamare all'ordine la sindaca pensa Roberto Morassut, vice presidente della Commissione periferie. "Secondo quanto previsto dalla Legge Minniti per la sicurezza approvata a luglio che il Comune di Roma indichi un programma di interventi in modo dettagliato e lo sottoponga alle decisioni del Comitato metropolitano. Questo elenco di interventi, però, non arriva" denuncia tramite nota stampa. Un sollecito che l'onorevole ribatte da giorni. "La sindaca ha dichiarato di aver inviato alla Commissione per le periferie una relazione. Ma non è assolutamente vero. Non ha inviato nulla".

E sugli occhi elettronici da installare con fondi del Governo, dichiara: "La sua Giunta ha perso quasi un milione di euro per la installazione di nuove telecamere non partecipando ad un apposto bando della Regione Lazio scaduto il 30 settembre. Un misto di bugie e incapacità. Ora, però, occorre Fare. Basta inerzie. La Sindaca Raggi e la sua Giunta svolgano il ruolo che a loro compete e non cerchino ulteriori alibi. Il Parlamento, il Governo e la Regione hanno messo a disposizione la massima collaborazione e sostegno. Ma bisogna saper fare le cose. Non bastano più le chiacchiere e le bugie". 


 

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