Piano paesistico, appello alla Regione: “Sospenda la delibera approvata in Consiglio”

Italia Nostra ed oltre 20 associazioni chiedono alla Regione un passo indietro sul Piano paesistico territoriale. Sulla questione è in corso anche un contenzioso con il Mibac

Il nuovo Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio va sospeso. La richiesta arriva da una ventina di comitati ed associazioni preoccupati per gli effetti che, lo strumento, potrebbe avere sulla tutela del centro storico.

Il nuovo Piano paesistico

Nell’agosto del 2019 il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato il PTPR modificando alcune norme previste nella precedente versione, tra cui quella che prevedeva un vincolo di 150metri attorno ai centri storici di tutti i comuni della Regione. La fascia di rispetto è stata portata a 100 metri. “E’ uno dei casi di abbassamento dei livelli di tutela paesaggistica introdotto dal PTPR approvato ad agosto” ha ricordato Italia Nostra, che insieme a Carteinregola, all’associazione Verdi Ambiente e Società e ad una pletora di comitati locali, ha deciso di scendere in campo contro l’iniziativa della Regione.

La posizione del Ministero

Anche il Mibac sta giocando una partita importante sulla questione. Il Ministero di Franceschini, raccogliendo le preoccupazioni di Italia Nostra, ha infatti prima invitato la Regione a non prendere alcuna decisione unilaterale. Poi, difronte al Piano approvato ad agosto, ha deciso di rompere gli indugi portandolo all’attenzione della Corte Costituzionale. Si ipotizza un conflitto di attribuzione e di conseguenza se ne chiede l’annullamento. La richiesta, per ora, non sembra esser stata accolta.

Il rischio dei contenziosi

“La Giunta Regionale – segnalano Italia Nostra e le altre associazioni che sanno contestando il Piano – sembra intenzionata a lasciare in vigore il PTPR approvato e pubblicato fino alla sentenza della Corte Costituzionale” Il timore è che, in attesa d’un pronunciamento da parte della Corte, “possa essere rilasciata una consistente mole di permessi a costruire”. Quasi scontata, a quel punto, l’apertura d’una lunga serie di contenzioni con quanti, nel frattempo, potrebbero maturare dei diritti edificatori in pieno centro storico. 

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La richiesta

Per scongiurare questa ipotesi, Italia Nostra Lazio, Verdi Ambiente e Società(VAS) e Carteinregola, insieme al Comitato Comitato Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt, l’Associazione per Villa Pamphilj, il Comitato Mura Latine ed un’altra ventina di realtà, si è appellata all’ente governato da Zingaretti per chiedere “l’immediata sospensione dell’efficacia della deliberazione del Consiglio Regionale n. 5 del 2 agosto 2019 e della Direttiva emanata il 20 febbraio 2020, riservandosi di inviare ulteriori e specifiche richieste, in particolare per quanto riguarda la mancata tutela del vincolo del centro storico e della città storica di Roma”.
 

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