Piani di zona, da Spinaceto e Osteria del Curato al Comune: "Dov'è finita la revoca?"

Una trentina di inquilini si è "autoconvocata" al dipartimento Urbanistica. Incontro fissato per lunedì

Foto Facebook Asia Usb

 “Che fine ha fatto la procedura di revoca?”. “Fermate subito gli sfratti”. Con questi cartelli questa mattina una trentina di inquilini dei piani di zona di Spinaceto Due e di Osteria del Curato, organizzati dal sindacato Asia Usb, si sono “autoconvocati” presso la sede del dipartimento comunale di Urbanistica di via del Turismo all’Eur “perché da mesi chiediamo un incontro, senza avere un riscontro. Vogliamo conoscere a che punto sono le revoche delle concessioni e chiedere un intervento risolutivo per fermare gli sfratti”. Incontro che è stato fissato con il direttore del dipartimento per lunedì prossimo. 

A far scattare la mobilitazione un nuovo appuntamento con l’ufficiale giudiziario che il prossimo 25 ottobre si presenterà in via Angelo Sante Bastiani 18 con 10 sfratti in calendario. Come in altri piani di zona della città, anche a Spinaceto Due gli abitanti hanno pagato per anni affitti più alti del dovuto e oggi, nonostante non siano ancora state ridefinite le tabelle con gli importi definitivi, coloro che non sono più riusciti a pagare l’affitto sono stati messi sotto sfratto dalla gestione commissariale. Anche gli abitanti di Osteria del Curato, affittuari di una palazzina destinata agli ‘over 75’, hanno versato per anni affitti più alti del dovuto, tanto che in sede di fallimento della cooperativa costruttrice gli inquilini sono risultati creditori. Come raccontato da Romatoday, circa un anno fa la gestione fallimentare ha comunicato agli inquilini che i contratti in scadenza non sarebbero stati rinnovati aprendo all’ipotesi di vendita degli immobili. 

Un anno fa, l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori aveva annunciato di aver avviato l'iter per la decadenza della convenzione per il piano di zona di Osteria del Curato insieme a Spinaceto e Pisana-Vignaccia. “Non riusciamo a capire le ragioni che impediscono la chiusura di questa procedura e quelle che frenano l’applicazione della legge, in barba ai principi di trasparenza più volte enunciati e poi di fatto ignorati” la denuncia di Angelo Fascetti di Asia Usb. 

Spinaceto Due, inoltre, figura tra quei piani di zona che in seguito alle denunce presentate da Asia Usb e dall’avvocato Vincenzo Perticato sono stati oggetto di un intervento della magistratura proprio in merito alla determinazione del prezzo degli affitti e della mancata presentazione del piano finanziario e dei costi delle opere migliorative che sarebbero dovute essere approvate anche dagli inquilini. Elementi, sottolinea Asia Usb, “dai quali sarebbe stato possibile evincere i prezzi massimi di cessione e il conseguente calcolo del canone agevolato”. Dopo il sequestro delle abitazioni avvenuto nel 2012, le indagini sono state chiuse con l’accusa di truffa ai danni dello Stato a carico degli allora responsabili della società di costruzione, il Consorzio regionale Cooperative Edilizie Vesta, poi fallita. Il processo è fissato a novembre. 

“Di fronte alle violazioni delle norme che regolano i piani di edilizia agevolata e in presenza del fallimento della società costruttrice (esattamente quello che è accaduto a Spinaceto Due e a Osteria del Curato)” denuncia Fascetti “la legge prevede l’applicazione di sanzioni e la revoca delle concessioni da parte del Comune di Roma, fattispecie confermata dal Tar del Lazio il 3 maggio scorso respingendo i ricorsi della Banca al P.d.Z. di Castelverde. Le sanzioni e le revoche, ribadiscono le sentenze, hanno effetto automatico e la P.A. non ha nessun potere discrezionale in merito”.

“Le procedure di revoca sono state avviate il 19 ottobre scorso. Nel frattempo è scaduta anche la proroga di tre mesi richiesta per fermare gli sfratti a Spinaceto. Gli inquilini non sanno niente del loro futuro. Nel frattempo la prima udienza del processo è stata fissata per novembre mentre ieri abbiamo appreso che la Corte dei Conti sta indagando in merito a un possibile danno erariale. Dopo anni di promesse di ripristino della legalità, l’atteggiamento del Comune è inspiegabile". 

"In questo vuoto di azione" la denuncia del sindacato "si inseriscono i curatori fallimentari che, ignorando il fatto che questi sono piani di edilizia pubblica, minacciano la vendita degli alloggi, richiedendo forti somme di arretrati per canoni richiesti illegalmente e usano, come fanno i privati, la minaccia degli sfratti con l’intervento della forza pubblica, alimentando così nuova emergenza abitativa e ulteriore incertezza da parte delle famiglie che dovevano essere le destinatarie di un intervento pubblico finalizzato proprio ad affrontare il problema della casa nella nostra città". 

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