Piano di zona Ponte Galeria: "Da anni senza collaudi e con problemi alle fogne. Salute a rischio"

Asia Usb in rappresentanza del comitato di quartiere ha avanzato un esposto alle istituzioni competenti

Senza collaudi alle opere di urbanizzazione e con un sistema di scarico delle acque nere malfunzionante e senza manutenzione che molto spesso crea disagi ai residenti delle palazzine interessate. E, come se non bastasse, uno scarico a cielo aperto maleodorante. Non una situazione nuova per il piano di zona di Ponte Galeria che però, vista l'emergenza sanitaria in atto, ha portato il sindacato Asia Usb ad avanzare un esposto alla ministra delle Insfrastrutture, Paola De Micheli, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla sindaca Virginia Raggi e agli assessori regionale e capitolino all'Urbanistica, Massimiliano Valeriani e Luca Monutori volto a sollecitare un intervento.

"L'assenza di manutenzione delle pompe di sollevamento, ascrivibile alla mancata presa in possesso delle aree in difetto del collaudo, sta comportando numerosi disagi sanitari alla popolazione", spiega il sindacato nell'esposto. "Molte volte è stato richiesto l'interveto degli auto spurgo (a spese dei residenti) per scongiurare possibili rischi alla salute dovuti alla fuoriuscitadi liquami di acque nere sia dentro i condomini (parcheggi e garage) sia all'altezza del piano stradale". Non solo. "La situazione è aggravata dalla presenza di uno scarico abusivo a cielo aperto che funge da sfogo di liquami di acque scure confluendo in un canale chiuso che lambisce le abitazioni generando elevati rischi alla salute pubblica dei residenti".

Tutto questo, denuncia il sindacato, "nonostante siano stati versati nella casse del Comune di Roma gli oneri per il collaudo". Scrive ancora Asia Usb: "Il Piano di Zona B39 Ponte Galeria, ormai popolato da migliaia di abitanti da quasi 20 anni, è ad oggi considerato area di cantiere e il mancato collaudo che inibisce la possibilità di presa in carico delle aree da parte del Comune di Roma penalizzando gli inquilini che malgrado provvedano regolarmente al pagamento delle tasse relative ai servizi di manutenzione e pulizia delle strade vedono il loro quartiere privo di servizi essenziali".

“Alla fine di febbraio, poco prima che scoppiasse l’emergenza Coronavirus, come inquilini di una palazzina di via Aldo Bibolini abbiamo dovuto chiamare un auto-spurgo in quanto ci siamo ritrovati i liquami delle fogne fin sulla strada”, denuncia Daniele Galassi, vicepresidente del comitato di quartiere. “Non c’è manutenzione alle pompe di sollevamento perché nonostante siano stati versati gli oneri il Comune di Roma non ha mai effettuato i collaudi. Per lo stesso motivo”, denuncia ancora, “non c’è nemmeno pulizia né manutenzione alla strada”. Altro problema è quello dei liquami nel fosso: “Lo abbiamo scoperto circa due anni fa durante dei lavori per la messa in sicurezza dell’area di accesso alla ferrovia (dopo una denuncia di Romatoday, ndr) ma ancora oggi continuiamo a sentire un forte odore e a constatare la fuoriuscita di liquami. Tutte le autorità competenti sono state informate ma non sappiamo di cosa si tratti”. 

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Per questo Asia Usb ha inviato questo esposto, "in rappresentanza del comitato di quartiere e dei numerosissimi cittadini che abitano in questo piano di zona denunciando la grave situazione in cui versa questo insediamento abitativo costruito in gran parte con i contributi pubblici, che dovevano servire a ricucire le periferie con la città consolidata" chiedendo alle istituzioni "un intervento di urgenza".

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